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MERCATO MONDIALE

Gli Stati Uniti restano il primo importatore di vino, forte calo di Cina e Germania nell’ultimo anno

Report Oemv: Usa e Regno Unito migliorano in valore ma perdono in volumi, exploit della Russia che è il mercato cresciuto di più
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Botti di vino nella immagine di Vectonauta da Freepik

Una crescita in valore a cui non è corrisposta quella in volumi, il momento difficile, ormai noto, della Germania, e l’allontanamento della Cina dal prodotto vino. Tra conferme, Stati Uniti in primis, e novità, la forte ascesa della Russia (ma sarà, in ottica futura, da valutare l’incidenza del conflitto in corso), il commercio internazionale legato al vino non attraversa il suo miglior momento soprattutto a causa di un 2023 complesso, come analizzato più volte anche da WineNews. Ma se Francia e Italia si confermano in maggiori esportatori a livello mondiale, come riportato qui, gli Stati Uniti si confermano il principale Paese importatore di vino tanto in valore che in volume. A dirlo è l’analisi dell’Observatorio Español del Mercado del Vino (Oemv), con un focus sugli ultimi 12 mesi (fino a giugno 2023). Gli Usa mantengono la propria leadership con una crescita in valore del 7% pari a 6.925,1 milioni di euro e superando tutti anche in volume, comunque in calo del 3%, che si attestano a 1.373,3 milioni di litri. Un andamento comunque non lineare e che rispecchia le difficoltà affrontate dal mondo nel 2023. Non a caso, nel primo semestre 03, il calo è stato tanto in valore (-65 milioni di euro) che in volume (-61,3 milioni di litri). Dietro agli Stati Uniti c’è il Regno Unito, secondo mercato in valore e terzo in volume dietro la Germania. Un mercato che vale 4.705,7 milioni di euro (+3,5% pari a 159,8 milioni di euro), ma che ha rallentato gli ordini nei confronti degli altri Paesi (-6,4% e, quindi, con una riduzione di 87 milioni di litri) a giugno 2023 fermi a 1.266,9 milioni di litri. Il mercato tedesco, secondo sbocco per il vino italiano, è il terzo in assoluto a livello di importazioni in valore e dietro solo agli Stati Uniti in volume, ma è andato in calo in entrambi, ennesima conferma della situazione difficile affrontata dalla Germania. Qui le importazioni sono scese del 4% in valore (2.708,9 milioni di euro) e del 3% in volume (1.367,3 milioni di litri) con una “emorragia” da oltre 41 milioni di litri. Brusca frenata anche dalla Cina, che era un forte importatore ma che ha cambiato passo come dimostrano i 114,8 milioni di litri di vino “abbandonati” al mercato per un “risparmio” di 177 milioni di euro. Scelta opposta, invece, quella della Russia con le importazioni che sono andate a ritmo spedito: +123 milioni di litri e +393 milioni di euro, dati che l’hanno proiettata, paradossalmente, come il mercato cresciuto di più nell’ultimo anno.

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