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RICOSTRUZIONE

Vini e prodotti agroalimentari delle zone colpite dal terremoto del 2016 in vendita online su Amazon

Il progetto di Cia-Agricoltori Italiani e JP Morgan Chase Foundation per sostenere la ripresa delle filiere agroalimentari
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ProdottiDellAppennino

Da Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, le Regioni colpite dal terremoto del 2016, che ha devastato non solo centinaia di paesi, ma anche il tessuto produttivo di intere comunità, anche e soprattutto della filiera agroalimentare, direttamente sulle piattaforme Ufoody e Amazon: conserve, olio e vino, formaggi e salumi, golosità e pasta, frutto del lavoro nelle terre ferite dal sisma, per un totale di 100 tipicità a marchio “I Prodotti dell’Appennino” puntano sull’e-commerce per rialzarsi, grazie ad un progetto di Cia-Agricoltori Italiani e JP Morgan Chase Foundation, presentato a Terra Madre e Salone del Gusto di scena fino al 24 settembre a Torino. E non si tratta solo di un segnale simbolico, quanto di aiuto concreto ad un’economia che, come emerge da un’analisi dell’Ufficio Studi Cia su dati Istat, ha vissuto un vero e proprio tracollo: a risentire di più delle conseguenze del sisma è stata l’Umbria, il cui valore della produzione agricola è sceso tra il 2015 ed il 2017 del 15%, con un fatturato che in due anni è passato da quasi 845 milioni di euro a 715 milioni, perdendo il 14% del valore aggiunto agricolo. Segue la regione Marche con un -6% del valore della produzione agricola (1,1 miliardi di euro nel 2017 a fronte di 1,2 miliardi del 2015) e un -4% del valore aggiunto agricolo.
Il terremoto ha inciso principalmente sulla zootecnica (carne ovicaprina -16% nel Lazio; carne bovina -6% nelle Marche) e nel comparto lattiero-caseario (latte ovicaprino -32% nel Lazio; -17% nelle Marche; 13% in Umbria). In Abruzzo è diminuita la produzione di olio (-12%), ma è andata meglio la vitivinicoltura (+30%), l’allevamento di carne suina (+23%) e la coltivazione delle patate (+23%). L’Umbria ha avuto il calo più consistente nella cerealicoltura (-46%), ma ha contato nel 2017 un incremento del 22% nella produzione di carne suina. L’agricoltura del Centro Italia si è dunque tenuta in piedi, nonostante le enormi difficoltà, grazie soprattutto al grande lavoro degli agricoltori e alla solidarietà di tutti. Il progetto “I Prodotti dell’Appennino” si inserisce in questo scenario quale acceleratore economico per le aziende agricole, incentivando il rilancio delle attività imprenditoriali con la promozione e la vendita dei loro prodotti.
“A tre anni dal sisma, molto hanno fatto gli agricoltori con il consueto spirito di sacrificio che li contraddistingue. La produttività del Centro Italia - ha commentato il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino - ha però bisogno di un contributo più orientato a un salto di qualità, anche in grado di rigenerare l’appeal agrituristico dell’Appennino. L’iniziativa con JPMorgan Chase Foundation arriva a supportare e agevolare questo processo, puntando sulle eccellenze del territorio, riconosciute in tutta Italia per autenticità e genuinità”. E per la JP Morgan Foundation, come spiega Stefania Signorelli, il progetto si inserisce nel solco di quanto fatto già dai primi momenti successivi al terremoto dell’agosto del 2016. “Dopo aver sostenuto le operazioni di immediato soccorso alla popolazione colpita dal sisma del 2016, oggi J.P.Morgan è orgogliosa di poter aiutare anche le imprese del settore agroalimentare del Centro Italia, motore fondamentale dell’economia locale. Siamo convinti che imprese agroalimentari più forti e capaci di cogliere le opportunità offerte dalle piattaforme di commercio online possano dare un impulso positivo all’occupazione e contribuire alla rivitalizzazione e alla crescita economica duratura e sosteniblie di queste comunità. Nel segno di un impegno centenario nei confronti del Paese e delle sue imprese, auguriamo ai beneficiari del progetto ogni successo nel portare le tipicità delle eccellenze italiane in mercati sempre più ampi”.

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