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I vini del Michigan di Madonna … Nel 2010 gli Usa in testa nel mondo per i consumi di vino … Viticoltura mondiale, cresce l’emisfero sud … In Argentina si sperimentano nuovi vitigni, molti gli italiani
di Andrea Gabbrielli

I vini del Michigan di Madonna
Silvio “Tony” Ciccone è molto più conosciuto per la sua attività di distributore di vino che non per essere il genitore della notissima popstar Madonna. Ma a quanto pare buon sangue non mente. Infatti, la star, per permettere ai fans di festeggiare adeguatamente l’uscita del suo ultimo album, Confessions On A Dance Floor, non a caso aveva fatto imbottigliare dei vini californiani (tra cui Pinot grigio, Barbera, Cabernet Sauvignon), impreziositi dalla sua effige in etichetta e venduti al pubblico, a seconda del tipo, da $ 25 a $ 40 la bottiglia. Ora visto il buon successo delle vendite, Tony Ciccone ha pensato di rivitalizzare l’azienda vinicola che aveva fondato nel 1995, la Ciccone Vineyards & Winery di Suttons Bay, nella Leelanau Peninsula, nello Stato del Michigan, proponendo una nuova linea intitolata Madonna Wines Limited Editions che comprende Pinot Grigio, Pinot noir, Gewurztraminer, Cabernet Franc e Chardonnay, ottenuti solo da uve coltivate localmente. La “Material Girl”, dal canto suo, si è dichiarata entusiasta dell’idea paterna e ha recentemente finanziato l’impresa con $ 1.5 milioni. Quanto ai vini, il Michigan pur occupando il quarto posto nella classifica americana tra gli Stati produttori di uva e il tredicesimo per produzione di vino, è più che altro apprezzato per i succhi da uve Concord e Niagara. Insomma sarà bene degustare attentamente prima di acquistare, anche se li garantisce Madonna Louise Veronica Ciccone.

Nel 2010 gli USA in testa nel mondo per i consumi di vino
Secondo uno studio presentato da Vinexpo dall’International Wine and Spirit Record (IWSR), una società di ricerche di mercato londinese le vendite mondiali di vino da qui al 2010, aumenteranno del 45% mentre la produzione si incrementerà del 41%. Le stime pertanto fanno ben sperare sia per quanto riguarda la diminuzione delle eccedenze mondiali di vino - in media circa 42 milioni di ettolitri all’anno - che per l’incremento dei prezzi dovuto all’aumento della domanda internazionale.
Robert Beynat, amministratore delegato Vinexpo, commentando i risultati dell’inchiesta ha parlato “di assorbimento delle attuali eccedenze mondiali di vino”. Tra i tanti esperti, che hanno commentato la ricerca, molti hanno evidenziato che stante questa tendenza favorevole, i progetti di estirpazione contenuti nell’Ocm Vino mal si adattano alla situazione di mercato futura, rafforzando l’idea di chi preme per una gestione locale di questo problema. Iwsr calcola che, nel 2010, gli Usa consumeranno 27,2 milioni di ettolitri di vino, pari al 12,3% del consumo mondiale per una valore di 22.750 milioni di dollari. Sempre secondo la ricerca, nel 2010, la Cina e la Russia occuperanno rispettivamente il 10° e l’8° posto nella classifica dei consumi mondiali mentre gli Usa balzeranno in prima posizione.

In Argentina si sperimentano nuovi vitigni, molti gli italiani
L’Instituto Nacional de Tecnología Agropecuaria (Inta) sta sviluppando un progetto per valutare il comportamento agronomico ed enologico di vitigni europei tradizionalmente non coltivati in Argentina. Lo studio ha come obiettivo di ampliare la base ampelografica della viticoltura aprendo nuove possibilità al vino del paese latino americano. Tra i vitigni da sperimentare: dalla Francia Mourvèdre, Caladoc (è un incrocio tra Grenache e Malbec, ndr) e Petit Verdot, dalla Spagna Garnacha, dal Portogallo Touriga Nacional, dalla Germania il Riesling. Folta la “rappresentanza” delle uve italiane: Rondinella, Croatina, Corvina, Ancellotta, Nero d’Avola, Nebbiolo, Verdicchio (Italia). Il Syrah invece fungerà da testimone della ricerca. I campi sperimentali saranno impiantati nelle zone vinicole di San Juan e Mendoza. L’industria vinicola argentina è uno dei settori agroalimentari più dinamici del paese e con il tasso di crescita più consistente. Da qui la necessità, per continuare ad essere competitivi, di sviluppare nuovi prodotti con differenti caratteristiche organolettiche.

Viticoltura mondiale, cresce l’emisfero sud
Secondo l’ultimo studio presentato dall’Oiv (Organisation International de la Vigne et du Vin) sui risultati della vendemmia 2007, sta crescendo il peso dei paesi dell’emisfero sud nel panorama mondiale dei paesi produttori. Infatti, in tutti i paesi in questione, Sudafrica (134.000 ha), Argentina (222.000 ha), Bolivia (3.000 ha), Brasile (94.000 ha), Cile (195.000 ettari), Perù (13.000 ha), Uruguay (9.000 ha), Australia (169.000 ha) e Nuova Zelanda (27.000 ha), dal 1995, la viticoltura è cresciuta continuamente (in particolare in Australia e Cile) per arrivare nel 2006 al 10,9% della superficie mondiale globale. Anche la produzione di vino si è sensibilmente incrementata negli ultimi 10 anni: dal 14,6% nel 1996 al 18,5 % nel 2006. La performance più spettacolare però è stata quella dell’esportazione di vino. Negli anni Ottanta dello scorso secolo i vini dell’emisfero sud rappresentavano l’1,7% delle esportazioni mondiali, oggi sono il 23,2%. (fonte: Oiv)

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