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LA CURIOSITÀ

I vini di Bordeaux si comprano “en primeur” anche via app, con Vindome

La piattaforma di investimenti in fine wine sarà la prima applicazione a farlo. Aprendo una sorta di “breccia digitale” su “La Place de Bordeaux”

Mentre da Bordeaux, dopo un “en primeur” diversa e diffusa in tante città del mondo riservata ai professionisti (dal 26 al 29 aprile, tra Parigi, Bordeaux, Bruxelles, Zurigo, Shanghai ed Hong Kong), iniziano ad arrivare i primi “rilasci” (firmati da Château Beaumont, a 105 sterline a cassa da 12 bottiglie, +5% sul 2019, e da Tour Saint-Christophe, a 276 sterline, +4,1%, riporta il Liv-Ex), in attesa della grande degustazione (solo su invito, nella storica Villa Ca’ Vendri, ci sarà anche WineNews) che domani porterà l’en primeur bordolese a Verona, con l’evento firmato firmato dalla Famille Helfrich, proprietaria di diversi Chateaux (per 700 ettari) e del negociant “Crus et Domaines de France”, con gli assaggi di tutti i più importanti nomi della Gironda, per appassionati e collezionisti, da ora in grandi vini di Bordeaux en primeur, privilegio del sistema di negociant e wine merchant de “La Place de Bordeaux”, si potranno acquistare anche on line, via app. Ad annunciarlo è Vindome, app dedicata all’investimento in vini pregiati, che “sarà la prima prima app a vendere on line i vini bordolesi.
Caratterizzati da un costo notevolmente inferiore rispetto a quello futuro di mercato - sottolinea Vindome - gli En Primeur o, come vengono anche definiti, i “futures dei vini”, costituiscono un’opportunità di acquisto di vini rari prodotti in quantità limitate e consentono di trarre profitto sfruttando l’aumento di prezzo della bottiglia una volta messa in commercio”. In catalogo tutti i grandi nomi di Bordeaux, da Margaux a Lafite e Mouton Rothschild, da Haut Brion a Petrus, da Angelus a Cheval Blanc, solo per citare alcuni dei più celebri.
Una sorta di “breccia digitale” su “La Place”, volendo esagerare, in un mondo del vino in cui il digitale fa sentire sempre di più la sua voce, anche con delle vere e proprie curiosità, come quella lanciata da Château Darius, piccola realtà di Saint Emilion, che alle bottiglie “reali” di vino, ora aggiunge quelle “virtuali”, cavalcando l’onda delle cryptovalute. Il proprietario della cantina francese, Flavien Darius Pommier, secondo “The Drinks Business”, avrebbe venduto “token” di bottiglie (i cosiddetti Nfts, di cui abbiamo parlato qui), per l’equivalente di 335 sterline l’uno...

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