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L’INTERVISTA

I vini d’Italia (e non solo) visti dalla Germania: a WineNews, Stephan Reinhardt (The Wine Advocate)

“Credo che molti vini italiani siano ancora sottovalutati. Il vino intorno alle Alpi (Alto Adige, Svizzera, Austria ...) è sempre più interessante”
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Stephan Reinhardt, firma di The Wine Advocate per i vini di Germania, Svizzera e non solo

Per capire la percezione che il mondo ha del vino italiano, talvolta, è utile anche sondare la visione di chi, la produzione enoica del Belpaese, la conosce, ma non se ne occupa in maniera approfondita e quotidiana. Come Stephan Reinhardt, firma del prestigioso “The Wine Advocate”, per il quale segue i vini di Germania, Austria, Svizzera, Ungheria, Alsazia e Valle della Loira, intervistato da WineNews in una degustazione comparativa sul Gewurztraminer alto atesino e alsaziano, nella Cantina Tramin, tra le più importanti realtà dell’Alto Adige. Che, pur precisando di non avere una visione dettagliatissima e precisissima del vino italiano, ne confessa la passione “e non solo per i vini dell’Alto Adige che conosco meglio, poiché ho vissuto a lungo a Monaco di Baviera che non è così lontano. Adoro la vasta gamma di uve autoctone e i diversi stili che l’Italia produce, e viaggiando ad esempio nelle Marche, in Umbria, in Abruzzo, oltre ad essere rimasto affascinato dai paesaggi, assaggiando i vini penso che questi siano sottovalutati. Io ricordo dei vini fantastici come il Montepulciano d’Abruzzo, per esempio, che non è molto conosciuto all’estero. E mi piacciono molto anche i vini del Nord, in particolare del Piemonte, il Nebbiolo. Ma è difficile generalizzare, perchè i territori vanno inseriti nel loro contesto climatico. Certo posso dire che, per esempio, in un territorio mediterraneo come l’Etna, in Sicilia, ho ritrovato una freschezza che magari in tante Regioni “calde” avete un po’ perso, come a volte, pur esprimendo grandi vini di taglio internazionale, che il mercato richiede, si è un po’ smarrito il legame con il territorio. Ma ripeto, parlando di Italia, con tutte le sue differenze, è difficile generalizzare. Sono abituato ai vini della Germania, freschi, eleganti, con grandi acidità, e adesso mi occupo della Svizzera, che per esempio con le produzioni dell’Austria o dell’Alto Adige condivide l’influenza delle Alpi, e per questo magari si possono fare dei paragoni”. E, a proposito di “influenza alpina”, viene da chiedersi se, anche per via del climate change, proprio i Paesi che toccano le Alpi, dalla Svizzera all’Austria, e ovviamente con il Nord Italia, non possa nascere una nuova grande “macroregione” del vino europeo.
“Considerando che stiamo tutti combattendo contro il cambiamento climatico e con il riscaldamento delle temperature, Paesi come la Svizzera o l’Austria, per esempio, possono essere interessanti. I vini del Nord, compresi quelli dell’Alto Adige, stanno diventando sempre più interessanti, non annoiano mai, questi vini vivaci, e digeribili. E poi sta emergendo che anche i vini aromatici possono invecchiare bene, e non in maniera precoce come ho avuto modo di verificare, con disappunto, con certi vini di Borgogna, anche molto famosi e costosi. Nel nord Italia puoi bere vini vecchi 20 anni e sono sempre brillanti. Questa è una cosa che io considero fantastica. Per questo credo che i vini delle Alpi, della Svizzera, dell’Austria, ma anche di territori come l’Alsazia, e del centro Europa in generale, stanno diventando sempre più interessanti”.

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