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DATI

Il 29,3% dei lavoratori impiegato nei campi è straniero. Cia: migliorare politiche migratorie

“Dossier Statistico Immigrazione 2021”: imprese agricole in difficoltà per ritardi su decreto flussi e sanatoria. Il progetto “Rural Social ACT”
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Il lavoro degli stranieri in agricoltura

La manodopera straniera rappresenta ormai stabilmente un terzo della forza lavoro complessiva impiegata in agricoltura in Italia. A fine 2020 i lavoratori nati all’estero e occupati nei campi erano 357.768, su 900.000 addetti totali, pari al 29,3% dell’occupazione complessiva in termini di giornate lavorate. Così Cia/Agricoltori Italiani, commentando il “Dossier Statistico Immigrazione 2021”, presentato oggi dal Centro Studi e Ricerche Idos. Numeri che confermano quanto la componente straniera sia diventata strategica, come ha dimostrato anche la pandemia, con il settore spesso in sofferenza proprio per la mancanza di manodopera stagionale, connessa agli effetti del Covid.

“Soprattutto nelle regioni del Nord Italia, dove si concentra oltre l’85% dei lavoratori con permesso di soggiorno stagionale, le difficoltà delle imprese agricole sono state evidenti - osserva Cia/Agricoltori Italiani - anche a causa degli enormi ritardi nella pubblicazione del decreto flussi. Anche la sanatoria prevista nel 2020, per come è stata strutturata nei tempi e nelle modalità, non ha portato grandi risultati, con solo il 14% delle istanze di regolarizzazione presentate riguardanti il settore primario. Ora è tempo di lavorare a migliorare le politiche migratorie, con un approccio che presupponga l’abbandono definitivo delle misure di emergenza - sottolinea Cia - e segni l’avvio di interventi seri ed efficaci sull’immigrazione, basati su due priorità: lavoro e integrazione”.
Intanto, proprio in un’ottica di integrazione e solidarietà, Cia - Agricoltori Italiani sta portando avanti il progetto nazionale “Rural Social ACT”, che punta sull’agricoltura sociale come modello vincente per promuovere processi virtuosi di inclusione e re-inserimento socio-lavorativo dei migranti, prevenendo e contrastando il fenomeno del caporalato e delle agromafie
, attraverso la creazione e il potenziamento di una rete nazionale di collaborazioni multisettoriali e integrate tra mondo agricolo, servizi sociosanitari, settori della formazione e dell’accoglienza. Il progetto, finanziato dal Fondo Fami e dal Ministero del Lavoro e supportato dal Forum Nazionale Agricoltura Sociale, vede Cia/Agrcioltori Italiani come capofila, insieme a 30 partner tra Reti Nazionali, Cooperative, Consorzi, Ong e organizzazioni (https://www.ruralsocialact.it/).

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