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Il made in Italy agroalimentare più forte delle crisi: dal 2000 ad oggi export cresciuto del 300%

La forza di un comparto trainante dell’economia italiana nei numeri di Federalimentare ed Ice. Fiere e food: verso un’alleanza tra Parma e Milano?
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Vino e pasta, simboli del made in Italy (ph: Elia Burelli via Unsplash)

Nei primi 11 mesi 2022 l’export agroalimentare italiano è aumentato del 16% (sul 2021), ad oltre 54 miliardi di euro (tanto che il superamento dei 60 miliardi attende solo le cifre ufficiali dell’Istat, ma è praticamente realtà, ndr); in particolare, i prodotti alimentari segnano +20%, vini e bevande +11%. Risultati, come noto su cui incide il tasso di inflazione a doppia cifra. Ma, comunque, importanti, che testimoniano ancora una volta la forza del made in Italy del wine & food, che, negli anni, è stato capace di superare più di una crisi, ed i uscirne spesso più forte di prima. Risultati che, inoltre, sono il punto di arrivo di un percorso che, dal 2000 al 2022, ha visto le esportazioni crescere del 300%. Numeri di Ice Agenzia e Federalimentare, nel lancio di Cibus Connecting Italy 2023, a Parma, dal 29 al 30 marzo.
“L’Italia - ha osservato Paolo Mascarino, presidente Federalimentare - è famosa in tutto il mondo per la sua cultura del cibo e per il suo modello alimentare, che ha nella Dieta mediterranea il suo punto di riferimento culturale. Questo modello è riconosciuto come uno dei più salutari ed equilibrati al mondo e ciò si riflette in tutte le classifiche mondiali relative a salute generale della popolazione, longevità e bassi livelli di obesità, dove l’Italia figura regolarmente ai primissimi posti. Il modello alimentare italiano è anche tra i più sostenibili, perché basato sulla valorizzazione del territorio: siamo un Paese ricco di biodiversità e di produzioni locali, per le quali è fondamentale la salvaguardia del paesaggio. L’industria alimentare - ha aggiunto Mascarino - rappresenta poi uno dei principali motori dell’economia del Paese. La grande varietà di prodotti originali e la presenza di marchi di eccellenza hanno consentito all’export italiano di conquistare rilevanti quote di mercato a livello internazionale, al punto che il “made in Italy” all’estero è ormai sinonimo di gusto e di qualità. Nemmeno le crisi internazionali e la pandemia sono riusciti a frenare questa tendenza: i dati evidenziano infatti livelli da record per le nostre esportazioni che, dal 2000 al 2022, segnano quasi un +300%, mentre se guardiamo il solo export del 2022, vediamo che è arrivato intorno ai 50 miliardi, +19% sull’anno precedente. Cibus 2023 rappresenta l’occasione per mostrare al pubblico del mondo tutto questo: il nostro modello di alimentazione sana e sostenibile, che esalta i valori del gusto e della tradizione”.
“Il food & beverage made in Italy vola sui mercati internazionali e Agenzia Ice anche a Cibus Connecting Italy è al fianco delle imprese, con i suoi servizi innovativi all’export. L’attenzione del settore è rivolta alla blockchain, un sistema di tracciabilità che attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie garantisce il consumatore sulla qualità e la provenienza del prodotto, certificandone la filiera - ha osservato il presidente Ice Agenzia, Matteo Zoppas - la diffusione della blockchain consente di valorizzare e proteggere al tempo stesso il Made in Italy, è un tema cruciale per l’intero settore e uno degli strumenti per contrastare il problema dell’Italian Sounding. I servizi innovativi a maggior valore aggiunto possono così consentire alle aziende ulteriori miglioramenti rispetto a performance che sono già importanti: nei primi 11 mesi 2022 l’export aumenta del 16% sul 2021 e supera i 54 miliardi di euro; in particolare, i prodotti alimentari segnano +20%, vini e bevande + 11%, su cui incide il tasso di inflazione a doppia cifra. L’aiuto concreto alla categoria sarà indiscutibilmente dato dalla recente riduzione a doppia cifra del costo dei trasporti overseas che si auspica diventi strutturale”.
Intanto, però, a livello di scenario fieristico, sembra prossima la nascita di una piattaforma fieristica di respiro europeo, tra la Fiere di Parma, guidata dall’ad Antonio Cellie, e Fiera Milano. Con Fiera Milano che spiega, in una nota ufficiale: “in relazione alle recenti notizie di stampa sulla finalizzazione di un’operazione con Fiere di Parma volta alla creazione di una comune piattaforma fieristica europea nel comparto agro-alimentare, Fiera Milano tiene a precisare che, allo stato attuale, ogni decisione sul perfezionamento dell’operazione è rimessa all’assemblea dei soci di Fiere di Parma. Successivamente alle determinazioni assunte da Fiere di Parma (in calendario il 7 marzo, ndr) il Cda di Fiera Milano sarà chiamato a decidere in merito. Ulteriori informazioni aggiuntive saranno diffuse al mercato al momento della loro determinazione”.

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