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A VERONA, DAL 6 AL 9 APRILE

Il Vinitaly 2025 by WineNews racconta di un vino che vuole tornare co-protagonista della tavola

Una “piccola guida” all’attualità, ai trend, al mix cibo-vino-territori, ai protagonisti ed agli eventi nell’evento mondiale dell’Italia del vino

Per fare business, incontrando, grazie al sempre più fondamentale lavoro di internazionalizzazione nel mondo e di incoming in Italia, 30.000 tra buyer e operatori provenienti da 140 Paesi, mercati consolidati e “nuovi” ma strategici, con i quali dialogare, prima di andare a presidiarli direttamente di persona, è ora più che mai decisivo, dopo l’annuncio dei dazi al 20% da parte del Presidente Usa Donald Trump (nel primo mercato del vino italiano, che vale 1,9 miliardi di euro di export 2024, a +10,2% sul 2023); perché è il più “grande walk around tasting” del vino italiano, con un vero e proprio ritorno alle degustazioni, dalle denominazioni più famose ai vitigni autoctoni meno conosciuti, e con tanti abbinamenti con il cibo, che tutti organizzano, dalle cantine - 4.000 i produttori presenti - ai territori, e per i quali il vino è il “medium” per farsi conoscere e per raccontarsi al mondo, per i legami che ha con la storia, la natura, la cultura e le comunità; e perché, in uno scenario geopolitico sempre più complesso, in cui le guerre commerciali stanno prendendo il sopravvento, e di consumi in calo attribuibili non solo alla GenZ, ma anche ai Boomer, e con i Millennial visti come “salvezza”, vi si affrontano le questioni di maggiore attualità e le tendenze del prossimo futuro, dall’export ed i dazi al mercato interno e la gdo, dal ruolo delle denominazioni a quello della ristorazione, dalla formazione delle imprese all’educazione dei consumatori, dai vini “NoLo” - che entrano per la prima volta in fiera - al delicato rapporto tra vino e salute, dai “Raw Wine”, i vini “naturali” sempre più amati dai wine lovers, così come la mixology, all’innovazione, confrontandosi direttamente con la politica che sostiene e norma il settore, presente in massa in fiera, come sempre, e chissà se torna la Premier Giorgia Meloni, mentre di certo ci saranno molti Ministri del suo Governo, da Luca Ciriani (Rapporti con il Parlamento) ad Alessandro Giuli (Cultura), da Adolfo Urso (Imprese e del Made in Italy) al Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida che, con “The Reason Wine” racconta le ragioni del successo del vino italiano, in collaborazione con il Ministero della Cultura espone una scultura del Seicento del “Bacco Bambino con corona di edera e grappolo d’uva” e la “Danza di vendemmiatori” di Giuseppe Marchesi detto Sansone ed antichi trattati sulla viticoltura con Mastroberardino, e, soprattutto accoglie i Commissari europei all’Agricoltura Christophe Hansen, che ha da poco lanciato il nuovo “Pacchetto Vino” Ue, e alla Salute Olivér Várhely, ma anche la vice presidente del Parlamento Ue Antonella Sberna, e dopo che, nei giorni scorsi, i vertici di Veronafiere, Agenzia Ice, Ceev, Federvini e Unione Italiana Vini-Uiv, sono stati ricevuti in Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a testimonianza del valore economico, sociale e culturale che il vino ha per l’Italia e per l’Europa, al di là dei numeri, che pure ne fanno un portabandiera del made in Italy, con 670.000 ettari di vigneto, più di 300.000 aziende ed altrettanti occupati, e 29,4 milioni di consumatori nel Belpaese (oltre il 55% della popolazione), per 14,5 miliardi di euro di fatturato alla produzione, che sale a 45,2 miliardi tra impatto diretto e indiretto, pari all’1,1% del Pil, grazie a 3,06 miliardi di euro di vendite in Gdo e retail Italia e 8,1 miliardi di euro di export, a +5,5% sul 2023, in un 2024 difficile, ma nel complesso positivo. Ecco perché Vinitaly 2025, che torna a Verona con l’edizione n. 57 (Veronafiere, 6-9 aprile), si conferma evento di riferimento mondiale, irrinunciabile per chi si occupa di vino, come WineNews (che lo segue “day by day” dal nostro osservatorio nel cuore della fiera, ospiti delle Marche, l’unica regione “al plurale” d’Italia, e che vede uniti, nella promozione, Istituto Marchigiano di Tutela Vini-Imt e Consorzio Vini Piceni, il bianco Verdicchio ed i Rossi Conero e Piceno).
Vinitaly che, come da tradizione, vede OperaWine come prologo, il “grand tasting” con le 131 cantine presenti negli States, selezionate da “Wine Spectator” per Veronafiere-Vinitaly, nell’unico appuntamento firmato dal magazine americano fuori dall’America (Gallerie Mercatali, 5 aprile, seguito, dal gran galà al Teatro Ristori del Vinitaly Design Award 2025 che ci ha visto in giuria); la novità, unica nel mondo delle fiere enoiche, di Vinitaly Tourism (9 aprile) dedicato all’enoturismo, un asset sempre più strategico per il business delle cantine e per l’indotto dei territori (con 62 milioni di presenze, di cui 34 dall’estero, e con Veronafiere che pensa già di “esportare” il format anche negli eventi internazionali); e con il fuorisalone “pop” di “Vintaly and The City”, che anima i luoghi-simbolo di una delle città più belle del Belpaese per diffondere la cultura del buon bere tra le persone.
Che, in un momento in cui il mondo del vino italiano deve guardare al futuro nelle difficoltà dei mercati e dello scenario globale, ma consapevole della sua forza, per dare una mano concreta al settore, vuol dire anche, parlando di comunicazione - che è il nostro mondo - raccontare come da semplice “drinking wine”, il vino sia sempre di più visto dai consumatori italiani e del mondo come “living wine”, ovvero non solo come prodotto di consumo quotidiano, ma come vera e propria “esperienza”. Ma anche come il vino debba riacquistare il ruolo di co-protagonista in una tavola che lo vede circondato dai prodotti del territorio, sinonimo di convivialità ma anche modello di alimentazione salutare, che è la vera unicità della cultura italiana che esportiamo e piace al mondo, oltre che alla base della candidatura della cucina italiana all’Unesco, per tornare ad avvicinare le persone, e i giovani. Lo fa l’Emilia Romagna portando a Vinitaly 2025, di fatto e con il claim “Vieni via con me”, la “Food Valley”, con i suoi vini, dal Lambrusco ai Vini di Romagna (tra i produttori c’è anche lo chef Carlo Cracco, vigneron con la moglie Rosa Fanti nella loro cantina Vistamare) e le Dop e Igp di cui è leader, nei piatti più famosi dello chef n. 1 al mondo Massimo Bottura, tre Stelle Michelin con l’Osteria Francescana di Modena che celebra 30 anni di storia, e della Francescana Family nel temporary restaurante “Al Massimo”. Come il Parmigiano Reggiano - che in fiera si abbina anche con le bollicine del Franciacorta, i grandi rossi della Valpolicella ed i vini siciliani di Florio e Intorcia - e proprio il 6 aprile apre una sua forma, con lo chef tristellato, il presidente del Consorzio del Parmigiano Nicola Bertinelli, il presidente della Regione Emilia Romagna Michele De Pascale, e Davide Frascari, presidente Enoteca Regionale Emilia-Romagna, ma anche con il grande campione di sci Alberto Tomba e la conduttrice Simona Ventura. E guidati da sommelier esperti, o solo con la voglia di ascoltare ed imparare dalle voci di chi crea vini e prodotti della terra, si può scoprire, come mai prima è stato fatto, il mix vino-cibo-territori, a partire dai vitigni autoctoni e maggiormente rappresentativi di territori come il Trentino, dal Marzemino al Teroldego Rotaliano, dal Müller Thurgau al Vino Santo dalla Nosiola, abbinati da Taste Trentino a specialità gastronomiche locali come la Trota Salmonata e il Carpione del Garda, o l’Olio Extravergine Garda Dop denocciolato. E, ancora, come delle Marche, con i finger food della tradizione ascolana, olive in primis, studiati dallo chef Davide Camaioni per vini come il Garofanata, vitigno autoctono recentemente riscoperto da Velenosi, che fa assaggiare in anteprima anche il suo Pecorino di Montagna che uscirà a fine 2025.
Una via interessante è quella ideata da Tasca d’Almerita con il progetto Contrada Pianodario Signature, l’Etna Rosso Doc che nasce nella Tenuta Tascante e che, a partire dall’annata 2021, sarà un vino dedicato solo ad un piccolo club di grandi ristoranti che lo hanno sposato ed in cui sarà possibile trovarlo - da idylio by Apreda a il Palagio, da La Trota all’Hassler, da Villa d’Este al Remedy, dal San Domenico a Villa Igiea, dal Verdura Resort al Belmond, per citarne solo alcuni - e che li porterà, nelle annate a venire, a scegliere uve e terrazze del vulcano come una vera selezione anche in vigna. Ma anche dal progetto “Assaggi di Cooperazione”, un viaggio tra sapori e tradizioni cooperative con vini e cibi prodotti dalle cooperative italiane di Legacoop Agroalimentare e Coop Italia, dalle ostriche al miele, dal pecorino alle etichette di Albinea Canali (Cantine Riuniti & Civ), Terre Cevico e Le Chiantigiane.
A fare sistema è la Regione Piemonte che presenta a Vinitaly il nuovo brand “Piemonte Is - Eccellenza Piemonte” - come WineNews aveva anticipato nei mesi scorsi, ndr - e il progetto che prevede l’utilizzo della zona geografica più ampia “Piemonte” nelle denominazioni di origine, una terra di tradizione e qualità che vanta 19 vini Docg - come l’Alta Langa eletto “Vino Piemontese dell’Anno” 2025 - e 41 vini Doc, 14 prodotti Dop, 9 Igp e 344 Pat, che saranno abbinati alle creazioni dello chef stellato Massimo Camia, aspettando la “The World’s 50 Best Restaurants” 2025 ospitata per la prima volta in Italia a Torino, come racconteranno, tra gli atri, Alberto Cirio, presidente Regione Piemonte, Francesco Monchiero, presidente Piemonte Land of Wine, Mariacristina Castelletta, presidente Consorzio Alta Langa, e Paolo Ricagno, presidente Consorzio Vini d’Acqui.
A proposito di alleanze territoriali nasce Ac Galaxy Umbria, ultimo progetto lanciato da Caprai, leader del Sagrantino di Montefalco, per una nuova narrazione del vino umbro come un mosaico di terroir che si uniscono in una galassia di eccellenze, superando il concetto di “regione di un solo vino” per raccontare l’Umbria come un ecosistema vinicolo unico e che valorizza la biodiversità, intercettando le nuove tendenze in atto (dalle bollicine di montagna dai vigneti dell’appennino di Gubbio, al rosato del Lago Trasimeno da uve Grenache, dal Trebbiano Spoletino ai Grechetti dei Colli Martani a Todi, dal Vermentino di Narni allo Chardonnay e al Sauvignon di Orvieto, accanto al Sagrantino). Genevitis è, invece, un progetto di filiera che nasce dalla collaborazione delle cantine vitivinicole regionali, che garantisco autenticità e qualità legate al territorio di produzione, con Mack & Schühle Italia, azienda privata specializzata nella produzione e distribuzione di vini italiani nel mondo, e che ne parla nel talk “Il vino in transizione: come affrontare il cambiamento di un settore in evoluzione”, con Danielle Callegari, writer e reviewer “Wine Enthusiast”, Eleonora Formisano, sales director NielsenIQ, Diana Lenzi, direttore operativo Filiera Italia, Cristina Mercuri, brand ambassador del progetto Genevitis, Luigi Scordamaglia, presidente Eat Europe, e Riccardo Velasco, direttore Crea, moderati da Luciano Ferraro, vice direttore “Corriere della Sera”. Il Consorzio Vini Alto Adige, celebra 50 anni dalla nascita della Doc Alto Adige, approfondendo l’ambizioso progetto di zonazione, in vigore dalla vendemmia 2024 che consente di compiere un ulteriore passo in direzione dell’unicità.
Tra le degustazioni, e, in particolare di vecchie annate, “2010-2020. Brunello Ten Year Challenge. A projection of ten years, a lookback and beyond” è una finestra sul passato e uno sguardo sul futuro sul rosso toscano, nel tasting guidato per il Consorzio del Brunello di Montalcino dal Master of Wine Gabriele Gorelli. “10 anni dopo: una retrospettiva dell’annata 2015 dei SuperTuscans”, firmata dal Comitato Historical SuperTuscans, vede, invece, nei calici vini-icona come Vigorello di San Felice, Tignanello di Marchesi Antinori, Le Pergole Torte di Montevertine e Fabrizio Bianchi della Fattoria di Monsanto, da I sodi di San Niccolò di Castellare di Castellina al Cepparello di Isole e Olena, dal Sangioveto di Tenuta di Coltibuono al Camartina di Querciabella, dal Concerto di Marchesi Mazzei al Cabreo di Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute, da La Gioia di Riecine al Fontalloro di Felsina, dal Balifico del Castello di Volpaia all’Acciaiolo del Castello di Albola, da Brancaia il Blu di Brancaia a L’Apparita del Castello di Ama. Ma ci sono anche i grandi rossi della guida “I 100 migliori vini e vignaioli d’Italia” del “Corriere della Sera” realizzata dal vice direttore della testata Luciano Ferraro, che guida il tasting a Verona, e dal critico enologico di fama mondiale James Suckling. Coldiretti racconta ancora una volta “Le Eccellenze Italiane”, rappresentate dai vini di cantine come Marchesi Antinori, Bellavista, Casanova di Neri, Donnafugata, Famiglia Cotarella, Ronco dei Tassi, Tommasi e G.D. Vajra. Fedagripesca Confcooperative e Vinitaly-Veronafiere firmano la masterclass su “I vini del mare: quando il mare incontra i vigneti” delle cantine cooperative Cinque Terre (Liguria), I Vini di Maremma (Toscana), Colonnella (Abruzzo), Caparra & Siciliani (Calabria), Cantine Settesoli e Cantina Paolini (Sicilia). E per tutta la durata di Vinitaly, ci sono anche i vini in anfora, 10 produttori selezionati da The WineHunter Helmuth Köcher di “Amphora Revolution”, l’evento nato dalla collaborazione tra Vinitaly e Merano WineFestival
Tra i trend, immancabile la mixology, sinonimo di Asti, lo spumante più antico d’Italia vero pioniere nell’intercettare la tendenza, e oggi nell’abbinare i cocktail firmati per il Consorzio della Docg dal bartender e brand ambassador Giorgio Facchinetti alla cucina stellata dello chef Massimo Camia, protagonisti del pairing “Bollicine stellate e miscelate”.
Il vino incontra l’arte da Zenato, che compie 65 anni di storia con un’edizione limitata di Amarone Archivio Storico 2013, e inaugura la nuova mostra “Sole Pioggia Vento” dell’artista messicana Julia Carillo, protagonista di una residenza artistica tra i vigneti della griffe, tra il Lago di Garda e la Valpolicella, per Zenato Academy, il laboratorio permanente di studio e sperimentazione in campo artistico e in particolare della fotografia. Ma il vino sposa anche lo sport: con vini-simbolo come Franciacorta e Oltrepò Pavese, dal Lugana al Valtellina, tra gli altri (che vanno a comporre un mosaico di 5 Docg, 21 Doc e 15 Igt), la Regione Lombardia brinda all’avvicinarsi di un altro appuntamento tra i più importanti su scala internazionale, come le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. E anche la Regione Veneto si unisce al brindisi, ricordando che ogni calice ed ogni medaglia sono fatica ed impegno, tecnica perfetta affinata da anni d’esperienza.
E, poi, l’innovazione scientifica, con il Crea che presenta al Ministero delle Politiche Agricole Vinitaly, “Tea al cubo”, il cubo immersivo che è un viaggio attraverso il Dna della vite, per scoprire cosa sono e come funzionano le Tea (Tecnologie di Evoluzione Assistita) e quale potrebbe essere il loro contributo per un vino italiano sempre più sostenibile e resiliente, ma fedele alla propria tradizione di eccellenza, qualità e legame con il territorio. E merita una menzione anche l’iniziativa inclusiva del Consorzio Vini d’Abruzzo, che, in collaborazione con la fattoria didattica e sociale Rurabilandia, vede la presenza di personale diversamente abile alla mescita, a testimonianza di un approccio sempre più attento al sociale.
Il 7 aprile, a raccontare il mix vino-cibo-territori è il Friuli Venezia Giulia, con le “Connessioni d’eccellenza”, ovvero l’intreccio “immersivo” tra vino, territorio, cultura, persone ed enoturismo che si ritrova nell’offerta enogastronomica della Regione illustrata da PromoTurismo Fvg, fatta di diversità che rendono unica da sempre la sua identità multiculturale e la sua biodiversità. Ma anche la Regione Campania, con il leitmotiv “Dove la storia incontra il futuro”, in un racconto della “Campania Felix” in chiave pop dedicato ai più giovani (e “battezzato”, in apertura di Vinitaly, dal presidente Vincenzo De Luca). E de “Il trend del vino in Campania” ne parla Confagricoltura Campania, in un incontro con il presidente Fabrizio Marzano, Nicola Caputo, assessore Agricoltura Regione Campania, Salvatore Schiavone, direttore Icqrf Campania e Molise, il produttore Paolo Mastroberardino, i giornalisti Andrea Cuomo, caporedattore de “Il Giornale”, Chiara Giovoni e Dante Stefano Del Vecchio, e l’imprenditore Oscar Farinetti, patron Eataly.
Tra gli abbinamenti curiosi, la griffe toscana Famiglia Cecchi fa rivisitare il sèmelle, il tipico panino fiorentino, allo chef di Foresteria Villa Cerna Ranieri Ugolini. Tra gli abbinamenti stellati, la cantina friulana La Viarte sposa la Ribolla non filtrata Zal 2024, che presenta in anteprima, la Malvasia non filtrata Zija 2024, con le creazioni dello chef stellato Lionello Cera.
Nelle degustazioni, Guido Berlucchi racconta “The Italian Sparkling Nature” e la storia del Franciacorta con Cristina Ziliani, vice presidente della griffe, e la giornalista Susannah Gold. La griffe veneta Pasqua, che celebra un secolo di storia, dedica un tasting ai “Multi-vintage blends: passato e futuro del vino” di prestigiosi produttori, guidato dal sommelier Filippo Bortolotta, con Riccardo Pasqua, ceo Pasqua Wines, il giornalista Robert Joseph, co-proprietario di K’Avshiri, e, in collegamento, Brett Jackson, head winemaker Valdivieso, Pablo Alvarez Mezquiriz, ceo Vega Sicilia, e Gonzalo Iturriga de Juan, enologo Vega Sicilia, e nei calici anche Louis Roederer e Cain Vineyard’s. Al “Vino del Domani: 9 visioni di eccellenza” è dedicata anche una masterclass sull’innovazione che esplora il lavoro dei produttori di Italian Signature Wines Academy - Iswa nel ridefinire l’identità del vino italiano, da Diva Moretti Polegato (Villa Sandi) a Francesca Moretti (Bellavista), da Antonio Capaldo (Feudi di San Gregorio) ad Alessio Planeta (Planeta), da Andrea Orsini Scataglini (Marchesi Frescobaldi) a Miriam Lee Masciarelli (Masciarelli), da Silvia Allegrini (Allegrini Wines) ad Andrea Farinetti (Fontanafredda) e Marco Caprai (Arnaldo Caprai), raccontate da Cristina Mercuri DipWset. E per la prima volta al Vinitaly, si brinda con spumanti prodotti in Toscana, con il Consorzio Vino Toscana e alla presenza di Stefania Saccardi, vicepresidente e assessora all’Agricoltura Regione Toscana.
Con Ismea si parla di “L’Italia dei Vini Dop ed Igp: stato del settore e prospettive di crescita nel mercato” (Ministero delle Politiche Agricole, Palaexpo, ore 16:45): il quadro produttivo nazionale del comparto vitivinicolo ha come asse centrale i 529 vini a Indicazione Geografica, di cui 410 Dop e 119 Igp, e il potenziale produttivo delle Ig nazionali è cresciuto costantemente nel corso del tempo arrivando ormai ai due terzi del totale, ovvio, quindi, che la gestione dei disciplinari produttivi che sottendono a tale varietà, compito del Comitato Nazionale Vini Dop e Igp, assuma un ruolo strategico, soprattutto in un contesto in cui l’equilibrio tra innovazione e tradizione diviene un esercizio di estrema delicatezza per la dinamicità del contesto, accanto alle opportunità derivanti dall’intervento settoriale “Promozione sui mercati dei Paesi
Terzi” dell’Ocm Vino gestito dal Ministero dell’Agricoltura, come illustreranno Marco Lupo, Capo dipartimento Disai, Livio Proietti e Sergio Marchi, presidente e dg Ismea, Michele Zanardo, presidente Comitato Vini, e Teresa Nicolazzi, dg Agebil, moderati da Eleonora Iacovoni, dg Pqa. Da segnalare, nella valorizzazione, promozione e comunicazione dei territori, l’incontro del Consorzio Vini Etna Doc, guidato da Francesco Cambria, dedicato ai prodotti tipici del vulcano, con la partecipazione del giornalista Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Fondazione La Biennale di Venezia, dell’assessore Regionale dell’Agricoltura professor Salvatore Barbagallo, e del direttore della Doc Etna Maurizio Lunetta. Spazio anche al digitale, con il lancio di TellyWine, “prima” web-app della start-up che si chiama allo stesso modo, formata da un pool di esperti di vino, management e marketing, che racconta e promuove vini - oltre 420.000 etichette - e cantine italiane, con l’ideatore Ivano Valmori, il nutrizionista Giorgio Calabrese e Fede & Tinto, conduttori tv e radio, storiche voci di “Decanter” su Radio2 Rai, moderati dal giornalista Paolo Restelli.
L’8 aprile, ecco uno degli abbinamenti più amati, quello tra cucina stellata & bollicine, con uno show cooking dello chef Carlo Cracco, ospite del Consorzio del Prosecco Doc, lo spumante italiano più esportato nel mondo, che accompagna con Uovo nero, mandorla e caviale di senape e Riso mantecato ai piselli, robiola di capra alla foglia di fico, ma che sposa anche le creazioni degli chef stellati Graziano Prest e Maria Probst. C’è poi la tradizione autentica, nell’abbinamento tra il Tortello Maremmano, un must della cucina toscana e della Maremma, e il Vermentino Superiore Doc Maremma Toscana, ed i Morellino di Scansano d’annata, Riserva e Superiore, che vede insieme i Consorzi Vini della Maremma Toscana e del Morellino con quello che promuove la specialità gastronomica.
Tra le degustazioni, protagonisti i giovani viticoltori, con un focus sul fenomeno della Generazione Z in vigna promosso da Coldiretti, con una degustazione a tema. Ma si fa anche un viaggio attorno a Verona, in Valpolicella, con le Famiglie Storiche e vecchie annate di “Amarone 2015. L’identità del Cru” (Allegrini, Begali, Bertani, Brigaldara, Guerrieri Rizzardi, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi, Torre D’Orti e Zenato), ma anche nel “Custoza al femminile”, storico bianco italiano che nasce tra il Lago di Garda e il fiume Mincio, con le produttrici Roberta Bricolo (Gorgo) e Giovanna Tantini, da Laura Tonon (Le Vigne di Giorgio Pasqua) a Vania Vicentini (Cantina Le Muraglie), da Silvia Caprara (Villa Medici) a Deborah Adami (Aldo Adami), da Silvia Bonomo (Monte del Frà) a Beatrice Tabarini. E, a proposito di vecchie annate, è un viaggio nella storia del Trentodoc, “Dalla genesi alla bellezza. 20 anni di storia del Ferrari Trentodoc Riserva Lunelli” con Matteo Lunelli, presidente Ferrari Trento, e lo Chef de Cave Cyril Brun. “Unica e distintiva: la nuova mappa geoviticola di Montalcino” è lo strumento ufficiale che racconta in maniera oggettiva i caratteri unici e identitari del territorio del Brunello, presentata dal Consorzio, con una degustazione dell’annata 2020 del rosso toscano secondo il nuovo metodo di valutazione delle annate “Brunello Forma”. Il vice direttore del “Corriere della Sera” Luciano Ferraro e il presidente Assoenologi Riccardo Cotarella, racconta, invece, “I diversamente autoctoni: quando la scienza e la passione riscrivono le regole”, ovvero come l’eccellenza può nascere anche in luoghi meno favorevoli, grazie a produttori visionari come Cà del Bosco e Ferrari, da Coppo a Valle Isarco, da Poderi dal Nespoli a Marchesi Antinori, da Franz Haas a Conte Vistarino, dalla Tenuta di Artimino a Donnafugata, da Tenuta Vergaia a Duemani, ed alla Tenuta San Guido.
Si parla di formazione, con il Consorzio Italia del Vino e la Luiss Business School che lanciano in anteprima il “Wine Business Program” 2025, un nuovo progetto formativo per avvicinare i giovani talenti al mondo del vino e per rispondere concretamente alla crescente richiesta di figure professionali qualificate nel settore vitivinicolo, come spiegano Roberta Corrà, presidente Consorzio Italia del Vino (che riunisce 23 realtà leader del vino italiano in 17 regioni: Angelini Estates, Banfi, Bisol, Cà Maiol, Collis Heritage, Di Majo Norante, Diesel Farm, Drei Donà, Duca di Salaparuta, Ferrari, Gruppo Italiano Vini-Giv, Gruppo Mezzacorona, Le Monde, Librandi, Lunae Bosoni, Marchesi di Barolo, Medici Ermete, Mesa, Herita Marzotto Wine Estates, Tenimenti Leone, Terre de La Custodia, Torrevento e Zonin1821), Raffaele Oriani, Dean Luiss Business School, e Adolfo Rebughini, dg Veronafiere. Ma anche di tutela, con la presenza dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato della nuova fascetta, il “Passaporto Digitale” del Primitivo di Manduria con Qr Code per la Regione Puglia. Come sempre, è grande la presenza anche dei piccoli Vignaioli della Fivi-Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti che, al Ministero dell’Agricoltura, presentano un Report realizzato da Invernizzi Agri Lab di Sda Bocconi School of Management e in collaborazione con Crédit Agricole Italia sul profilo economico-finanziario delle aziende vitivinicole verticali italiane, con i ricercatori della Bocconi Vitaliano Fiorillo e Luca Ghezzi, Maurizio Crepaldi, responsabile agroalimentare Crédit Agricole Italia, e la neo presidente Fiva Rita Babini. E con il vice presidente Pietro Monti, Fivi si confronta anche su “Gli attacchi europei al vino italiano” da Cuzziol GrandiVini, con Gian Marco Centinaio, vice presidente del Senato, Roberto Gualtieri, dirigente medico Pronto Soccorso, e Livio Buffo, fondatore oscarwine e Ceo Cenacoli.
Spazio anche al vino come “custode” dell’ambiente, con la Tenuta Castello di Grumello, Bene Fai-Fondo Ambiente Italiano, nella Valcalepio, che spiega l’utile presenza degli alberi e dell’ombra negli spazi viticoli con il treeclimber Stefano Lorenzi, specialista in agroforestazione e project manager dello storico Castello. “San Paolo Dolphin Refuge” è, invece, il progetto di Tinazzi con la Jonian Dolphin Conservation, per dare una casa nel Golfo di Taranto nel Mar Ionio ai delfini che vivono in cattività, ed a cui Cantine San Giorgio, che fanno parte del gruppo, hanno dedicato una linea di vini a supporto. E a proposito di mare, immancabili sono anche i vini affinati sott’acqua, raccontati da Jamin UnderWaterWines, la società fondato a Portofino specializzata nell’affinamento subacqueo, con cantine già presenti nelle acque di Emilia-Romagna, Calabria, Molise, Toscana, Ischia e Bellagio, e nuove previste in Abruzzo, Sicilia e Basilicata.
Infine, all’incontro tra il vino ed il cinema, appannaggio del Consorzio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg che svela l’edizione n. 2 dell’etichetta celebrativa dedicata al “Sogno Cinematografico” e Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica - La Biennale di Venezia n. 82, di cui è bollicina ufficiale, con il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, ed Eleonora Cozzella, direttrice de “Il Gusto”.

OperaWine 2025: il “grand tasting” che celebra la passione degli Usa per il vino italiano (5 aprile)
L’intramontabile passione degli Usa per il vino italiano - testimoniata dalla loro conferma come primo mercato, con 1,9 miliardi di euro di export nel 2024 (+10,2% sul 2023), ma messa a dura prova dai dazi di Trump - si rinnoverà alla vigilia di Vinitaly 2025, sullo sfondo di un coloratissimo concept ispirato all’universo creativo del grande artista newyorkese Keith Haring, icona della pop art americana, grazie a 131 vini del Belpaese, (qui l’elenco completo) portabandiera dell’Italia negli States, e non solo. L’occasione, come ormai da tradizione, sarà OperaWine 2025, il “grand tasting” che fa da prologo alla fiera di riferimento del vino italiano, e che sarà di scena il 5 aprile alle Gallerie Mercatali a Verona, con le cantine-icona dei più importanti territori, selezionate da “Wine Spectator” per Veronafiere-Vinitaly, nell’unico evento firmato dall’autorevole magazine Usa fuori dal territorio americano (e che, sempre come da tradizione, all’Italia dedica la copertina del numero di aprile, diffuso nel mondo nel periodo di Vinitaly, e che vede protagonista Piero Antinori, presidente onorario Marchesi Antinori, ndr).
Nei calici di OperaWine 2025 (un evento riservato a operatori e stampa nazionale e internazionale, su invito, ndr), sul podio delle regioni, ci saranno per la maggioranza vini dalla Toscana (36), Piemonte (19) e Veneto (18), che guidano la parata dei produttori, seguite da Sicilia (11) e Campania (7). Mentre nella lista di “Wine Spectator” sono Barolo (16), Brunello (11), Chianti Classico e Amarone della Valpolicella (9 referenze ciascuno) le denominazioni alfiere e apripista sui mercati internazionali.

Vinitaly 2025 by WineNews, ecco di cosa si parlerà: i convegni (6-9 aprile)
Non mancano, ovviamente, i convegni di approfondimento, nel programma ufficiale di Vinitaly 2025, su tanti temi caldi di primo piano, come i dazi, i mercati, il trend dei vini no-low e non solo. A partire, domenica 6 aprile, dalla “Openig Ceremony” di Vinitaly 2025 (ore 11), con i vertici di Veronafiere, il presidente Federico Bricolo, il dg Adolfo Rebughini e l’ad Maurizio Danese, la vice presidente del Parlamento Ue Antonella Sberna e il sindaco di Verona Damiano Tommasi, a lanciare la volata ad un Vinitaly, primo momento in cui misurare le reali sensazioni di produttori e buyer in uno scenario nuovo, inedito e in costante evoluzione, come quello disegnato dai dazi Usa. E di cui si parla nel talk che segue condotto dalla giornalista Maria Antonietta Spadorcia, vice direttore Tg2, con Bricolo, la presidente Ceev Marzia Varvaglione, il presidente di Agenzia Ice Matteo Zoppas, il Ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia. Ma lo stesso giorno si parla anche del futuro dei consorzi del vino, con il forum di Ugivi (ore 12:30) su “Consorzi di Tutela alla prova della Riforma 2024: Evoluzione Normativa e Strategie per la Valorizzazione delle Denominazioni”, tema importante per il futuro di un sistema che, fino ad oggi, ha gestito il mosaico delle denominazioni del vino italiano.
Lunedì 7 aprile arriva a Vinitaly il Commissario Ue per l’Agricoltura Christophe Hansen che partecipa al convegno promosso dal Ministero dell’Agricoltura sul futuro del settore vitivinicolo in Italia e in Europa (ore 11:30). In programma anche una video conferenza del Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani (ore 12:30). Quindi, la visita e l’intervento al Ministero dell’Agricoltura di Olivér Várhelyi, Commissario Ue per la Salute, in un incontro dedicato alle prospettive del settore vino, al suo ruolo all’interno di una dieta salutare ed equilibrata e alla sua importanza come elemento del patrimonio culturale e alimentare europeo (ore 14). Il tema dazi torna sotto i riflettori, con il convegno ad hoc “Dazi, nuovi mercati e tendenze in atto: le sfide del vino” organizzato dal Consorzio Vini Valpolicella, con il presidente del Consorzio Christian Marchesini, quello di Assoenologi, Riccardo Cotarella, e Mauro Battocchi, dg Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. E si parla anche di futuro in “Tra rischio dazi e rivoluzione dei consumi: il vino a una svolta storica? Come affrontare le sfide di mercato e sostenere valori e identità di un’industria pilastro per il Paese” (ore 11), con, tra gli altri, Micaela Pallini ed Albiera Antinori, ai vertici di Federvini, e Alberto Mattiacci, Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese Università di Roma Sapienza. E se, ancora, torna un grande classico come la tavola rotonda n. 21 sul mercato del vino nella Grande Distribuzione “Vino e gdo: innovazione, mercati e opportunità” (ore 10:30), con i rappresentati di GdoNews, Circana, delle organizzazioni di filiera e delle principali insegne della distribuzione organizzata tricolore, da Conad a Coop Italia, da Carrefour a Md, debutta la novità dell’Alta Gamma-Bain Fine Wines And Restaurants Market Monitor 2025 (ore 11:30), che sarà presentato, tra gli altri, da Matteo Lunelli, presidente Altagamma e presidente e Ceo Ferrari Trento, Maurizio Zanella, vicepresidente Altagamma per l’Alimentare e presidente e fondatore Ca’ del Bosco, Claudia D’Arpizio, Senior Partner e Responsabile Globale Moda e Lusso Bain & Company, Giampiero Bertolini, Ceo Biondi-Santi, Enrico Buonocore, Ceo & Founder Gruppo Langosteria, e Stevie Kim, Managing Partner Vinitaly e Founder Italian Wine Podcast, con la moderazione di Sebastiano Barisoni, vicedirettore esecutivo di “Radio 24 - Il Sole 24 Ore”. Altro tema sotto i riflettori, quello de “La proprietà intellettuale (marchi, brevetti e modelli) nel settore vitivinicolo: opportunità e sinergie” (ore 15:30), affrontato da Stefania Faggioni, avvocato e mandatario abilitato all’Euipo (Marchi e Design Europei), che collabora da anni con la sede di Verona dello Studio Feltrinelli & Brogi.
Martedì 8 aprile, invece, si parte con “Il Valore della Formazione: Quale impatto per la competitività delle imprese vitivinicole” (ore 10:30), firmato da Foragri, con un’analisi sul tema firmata da Denis Pantini, responsabile Agrifood e Wine Monitor Nomisma, e il Rapporto 2024 di Inapp - Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche, presentato dal presidente Natale Forlani. Alla stessa ora, il primo focus su uno dei temi del momento, quello dei vini “no-lo”, nel convegno “Zero alcol e attese del mercato” con l’analisi dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly e gli insight dei player degli importatori, della distribuzione e dell’Horeca, con tra gli atri, Paolo Castelletti, segretario generale Unione Italiana Vini - Uiv, Eugenio Pomarici, professore Università degli Studi di Padova che presenta il progetto di “Dewine”, ed ancora Aldo Mario Cursano, vice presidente Vicario Fipe - Federazione Italiana Pubblici Esercizi, ed i responsabili di imprese come Ms Walker Brands, Esselunga e Cantine Riunite & Civ.
Tema di cui si discute, infine, anche mercoledì 9 aprile (giornata in cui l’attenzione maggiore sarà sull’enoturismo con il debutto del nuovo forma Vinitaly Tourism di Veronafiere, vedi focus), con il convegno “Tecnologia 0.0: produzione e innovazione a confronto” (ore 10:30), ancora con la regia di Unione Italiana Vini - Uiv, ed i contributi, oltre che del presidente Lamberto Frescobaldi, dei responsabili di cantine e aziende come Omnia Technologies, Vason Group, Mack & Schuhle, Tenuta J. Hofstätter, Collis Wine Group, Mionetto ed Argea.

Vinitaly Tourism: l’enoturismo, asset sempre più strategico per il vino, le cantine ed i territori del Belpaese (9 aprile)
L’enoturismo, in Italia, è un fenomeno già importantissimo per il business delle cantine, e per l’indotto dei territori. Ma ha ancora grandissime potenzialità, che però, senza conoscenze approfondite e strategie mirate, rischiano di andare sprecate. Se ne parlerà a Vinitaly Tourism, nuovo format di Veronafiere che debutterà il 9 aprile a Vinitaly 2025, a Verona. Con la presenza di 64 cantine, 16 buyer tra tour operator, agenzie di viaggio e online travel agency selezionati da Veronafiere, e provenienti da Stati Uniti, Germania, Spagna e Italia, e 174 matching b2b in formato speed date già calendarizzati, conferenze ed una nuova ricerca redatta da Roberta Garibaldi, presidente Aite-Associazione Italiana Turismo Enogastronomico, frutto di una serie di indagini svolte su un campione rappresentativo di 1.500 turisti italiani.
“La crescita dell’enoturismo registrata negli ultimi anni in Italia ci restituisce la fotografia di un patrimonio ancora inespresso nelle sue complessive potenzialità - spiega il dg Veronafiere, Adolfo Rebughini - Vinitaly Tourism intende essere la leva fieristica per lo sviluppo del turismo dei territori del vino e, quindi, delle aziende del nostro Paese. Vinitaly è da sempre il baricentro delle tendenze. L’inserimento di questo nuovo format nel palinsesto dell’evento accelera un piano di programma che, nei prossimi anni, potrà approdare anche nei nostri eventi internazionali”.
Secondo il Report sull’Enoturismo realizzato da Roberta Garibaldi, che è anche docente all’Università degli Studi di Bergamo e collabora alla regia scientifica del Vinitaly Tourism by Veronafiere, la transizione in atto è evidente: dal semplice “drinking wine”, il consumatore si sta orientando sempre più verso il “living wine”, ovvero il vino non come prodotto di consumo quotidiano, bensì come esperienza da degustare a 360 gradi in un programma enoturistico che vede la cantina come esperienza più memorabile del viaggio e il prodotto-vino come icona dell’enogastronomia italiana. I risultati indicano che l’attenzione verso la visita alle cantine ed ai territori di produzione continua a crescere. In particolare, il numero di turisti italiani che ha visitato i luoghi del vino è passato dal 60% del 2021 al 77% del 2025. E le cantine si confermano negli anni come le “mete” preferite tra i luoghi di produzione: il 40% dei turisti italiani dichiara di aver visitato almeno una cantina nel corso dei viaggi più recenti, contro il 32% del 2024 e il 29% del 2021. Inoltre, tra le icone enogastronomiche italiane, il vino primeggia con il 38,1% delle preferenze, davanti all’olio extra vergine di oliva (24%), alla pizza (22%), alla pasta (15%) e ai formaggi (11%). E la visita alle cantine con degustazione di vini è considerata dai viaggiatori italiani come l’esperienza enogastronomica più memorabile vissuta nel corso dei propri viaggi (26% delle preferenze).
Il potenziale del turismo enogastronomico è alto, dunque, ma il business rischia di essere penalizzato per la presenza di alcune criticità, evidenziate nel Report. Gli intervistati sottolineano la mancanza di informazioni chiare sull’esperienza (orari, costi, contenuti), che è stata rimarcata dal 58% dei visitatori italiani, e dalle limitazioni di orario e di giornate della visita (54%), principalmente dovuta al fatto che molte cantine restano chiuse nei giorni festivi, che sono quelli in cui il pubblico dei wine lovers avrebbe più tempo disponibile da impiegare nella fruizione delle esperienze. Altro fattore critico, particolarmente attuale, è legato al timore dei controlli stradali dopo l’esperienza di visita e degustazione, con il rischio di una sospensione della patente. A indicarlo è più della metà degli intervistati (53%), anche alla luce delle recenti normative più restrittive. Interessante il punto sul prezzo atteso. Il 63% dei turisti italiani dichiara che il prezzo ha limitato la decisione di visitare un’azienda di produzione (tra cui le cantine), e se il 31% è disposto a impegnare una somma compresa tra i 21 e 40 euro per visita, c’è un 36% che non intende pagare oltre i 20 euro. Ma anche un terzo che si dichiara disponibile ad un esborso superiore.
“I dati evidenziano chiaramente l’importanza di strutturare azioni di sistema mirate per valorizzare il turismo enogastronomico e le aree rurali, riconoscendo nelle aziende agricole il fulcro strategico per lo sviluppo sostenibile dei territori. Occorre affrontare con determinazione il nodo dei trasporti, investire nella formazione e incentivare le risorse umane, affinché gli operatori possano migliorare la propria offerta e attrarre flussi turistici durante tutto l’anno”, commenta ancora Roberta Garibaldi.
Per quanto riguarda le mete del vino più apprezzate dai wine lovers italiani e internazionali, secondo l’analisi delle tracce digitali condotta in collaborazione con Data Appeal, Langhe/Barolo, Chianti e Montalcino hanno ottenuto il più alto gradimento, tutte con un “rating” superiore a 90 punti su 100, e in crescita dal 2023. Invece, tra le destinazioni turistiche più desiderate e caratterizzate dalla presenza di produzioni vitivinicole, i turisti italiani vorrebbero visitare le Cinque Terre (20,1% di preferenze) ed il Salento (19,9%), i tedeschi sono più orientati verso il Chianti (38%) e il territorio di Montepulciano (27%), gli inglesi verso l’Etna (33%) e il Chianti (30%), così come gli americani che, però, sono indicano prima il Chianti (41%) e a seguire l’Etna (32%).
E più in generale, i numeri dell’enoturismo 2024 sono decisamente interessanti, spiega Garibaldi. “Se andiamo a vedere gli italiani, quelli interessati a visitare cantine e luoghi di produzione sono passati dal 70% al 77%, quelli che hanno fatto almeno una vista in cantina sono cresciuti dal 32% di tre anni fa al 40% di oggi. Il vino è il prodotto enogastronomico che meglio rappresenta l’Italia, così come tra le esperienze enogastronomiche la visita in cantina è quella più indicata. Abbiamo registrato 62 milioni di presenze, di cui 34 dall’estero, nelle destinazioni enoturistiche italiane”.
Argomenti di scena a Vinitaly Tourism, il 9 aprile, in un calendario di appuntamenti tematici sul futuro dell’enoturismo, tra sfide e opportunità, organizzato con il coordinamento scientifico della stessa Garibaldi e il supporto tecnico di Winedering. Ad aprire i lavori, il convegno di approfondimento su “L’enoturismo non è (solo) una degustazione: come costruire un business vero” a cura di Winedering (dalle ore 10). A seguire i focus coordinati da Roberta Garibaldi: “Enoturismo in Italia: dati, trend e opportunità”, “Strategie sinergiche per la valorizzazione delle denominazioni e del territorio” e “Innovazione e sostenibilità nell’hospitality vinicola: il ruolo chiave dell’hospitality manager”. Mentre il Movimento Turismo del Vino, da cui tutto è nato oltre 30 anni fa, con la presidente Violante Gardini Cinelli Colombini (figlia di Donatella Cinelli Colombini, che questo segmento del turismo del vino l’ha inventato dal nulla in Italia, insieme alla professoressa Magda Antonioli Corigliano, docente all’Università Bocconi di Milano, ndr), chiuderà il Vinitaly Tourism, puntando i riflettori su “Turismo del vino: differenze regionali, nuove sfide e opportunità”.

Focus - Non solo fiera: le cene di Vinitaly, tra business e glamour (tutte su invito e non aperti al pubblico). A conferma che gli affari e i rapporti si coltivano, da sempre, a tavola. Ecco dove sarà WineNews …
Ville palladiane immerse tra le colline e ristoranti stellati, cantine storiche e locali cool, dimore private e resort dall’atmosfera décontracté: ogni anno i grandi brand del vino “investono” sempre più (in aggiunta a quanto già speso per partecipare alla kermesse) per scovare le location più esclusive a Verona e dintorni, in cui mettere in scena l’altra “anima” del Vinitaly, quella delle cene. Una dimensione che si muove tra business e glamour, in cui il tempo frenetico del giorno, trascorso tra gli stand della fiera - e compresso in uno slalom di appuntamenti veloci, incontri, strette di mano, saluti, ordini e trattative commerciali - lascia il passo, la sera, a quello lento e conviviale di un desco imbandito, di mise en place raffinate, di grandi vini perfettamente abbinati a piatti preparati ad hoc. Un lavoro che inizia mesi prima, concertato tra produttori e uffici stampa, per stilare liste “blindate”- redatte con la minuzia di manuali Cencelli -  di giornalisti, opinion leader, figure istituzionali, addetti ai lavori, buyer e influencer.  Ma anche amici produttori, con cui scambiare opinioni e captare le tendenze del mercato. Perché la tavola continua ad essere, come storia e politica insegnano - il luogo deputato a intessere alleanze, definire strategie, coltivare rapporti. E questo vale, a maggior ragione, nel mondo del vino, poiché è insieme al cibo, e in un’atmosfera conviviale e sociale, che le bottiglie si bevono e si “sentono” davvero, non tra gli stand affollati. E Vinitaly è un’occasione talmente unica per intercettare chi conta davvero nel mondo del vino a livello internazionale, che ne approfitta anche chi in fiera, alla fine, neanche c’è: si moltiplicano infatti i casi di cene “semi-clandestine”, organizzate da produttori che, ufficialmente, a Vinitaly non hanno nemmeno lo stand. Anche quest’anno WineNews sarà presente agli eventi più esclusivi, tutti su invito e non aperti al pubblico, con l’intento di raccontare, come sempre, anche il dietro le quinte del più importante appuntamento del vino italiano.
Le cantine venete giocano in casa e godono di una posizione di privilegio: a partire da Marilisa Allegrini, che accoglie gli ospiti delle sue ambitissime cene di gala nello splendido scenario di Villa della Torre, a Fumane,“gioiello” del Rinascimento italiano, costruito da Giulio Romano tra Quattro e Cinquecento in chiaro omaggio alla civiltà di Roma ed esempio unico di “domus antiqua romana”. La famiglia Moretti Polegato, proprietaria di Villa Sandi, invita amici e ospiti nella magnifica e centralissima Villa Brasavola de Massa, mentre il conte Gaetano Marzotto, presidente del gruppo Herita Marzotto Wine Estates, apre come ogni anno, in via eccezionale, le porte della sua casa veronese ad un ristretto gruppo di giornalisti e produttori.
La cantina umbra Terre de la Custodia ha scelto l’atmosfera intima e conviviale de La Loggia Bistrò, a Verona, per presentare le sue nuove etichette, mentre la griffe toscana Tenuta di Biserno, con il suo ad Niccolò Marzichi Lenzi, accoglierà giornalisti e opinion leader alla Trattoria Tre Marchetti per presentare il nuovo Supertuscan ColleMezzano. Grandi Cru d’Italia - con la presidente Chiara Lungarotti e del vice presidente Paolo Panerai a rappresentare l’eccellenza enologica del Belpaese - organizzano lo speciale evento “Il Futuro dei Fine Wines”, nella splendida cornice del Teatro Ristori, mentre Roberta Bianchi e Paolo Pizziol di Villa Franciacorta, nota griffe di bollicine, accoglieranno i loro ospiti a cena nella suggestiva cornice di Villa Ormaneto, alle porte di Verona.
La cantina Guido Berlucchi ha scelto l’esclusivo ristorante 12 Apostoli di Giancarlo Perbellini (3 stelle Michelin) per una cena elegante, durante la quale Cristina e Arturo Ziliani condivideranno, con un numero ristrettissimo di ospiti, lo Sparkling Heritage e la sua storia, con alcune preziose annate di famiglia. Heres, importante brand della distribuzione, sceglie la galleria Peter Frey per un originale aperitivo all’insegna dell’arte, mentre Jacopo Biondi Santi e il figlio Tancredi, alla guida del millenario Castello di Montepò, in Maremma, accolgono i loro ospiti al Ristorante Caffè Vittorio Emanuele, nella centralissima Piazza Bra, location scelta anche per l’evento esclusivo organizzato dalla cantina veneta Masottina. Ancora il Teatro Ristori è la location scelta per l’attesissima cena di gala di premiazione del Vinitaly Design Award, mentre è stata affidata al ristorante Da Vittorio a Brusaporto (3 Stelle Michelin), la serata di Pasqua Vini, che si terrà a Giardino Giusti. Atmosfera informale per Giovanna Tantini, che accoglie i suoi ospiti in cantina per una serata a base di musica e buon cibo (con tanto di invito a portare ognuno una bottiglia per un assaggio alla cieca), mentre Villa Bucci festeggia al Teatrino di Palazzo Mazzei. Il Consorzio Tutela Vini Collio brinda all’Osteria Mondo d’Oro, mentre Masi organizza la sua cena di gala a Monteleone21, innovativa location polifunzionale che sarà inaugurata ufficialmente a giugno e che diventerà un punto di riferimento per il settore enoturistico, vero e proprio “entry gate” nelle terre dell’Amarone. La Cantina Valpolicella di Negrar sarà protagonista con una cena di gala al Teatro Ristori, mentre Serena Wines 1881 ha scelto l’atmosfera cosmopolita dell’innovativo cocktail bar Yard. Per la Regione Sicilia uno show cooking dedicato alle eccellenze enogastronomiche del territorio andrà in scena da NH Collection, mentre Fazio presenta da Eataly la mostra “Fabula Amoris”, che ha ispirato lo stilista Alessandro Enriquez per i vini della cantina. Una cena-concerto a Soave è la formula scelta da Confcooperative, e Mack & Schühle, società di produzione e distribuzione di vini italiani nel mondo, festeggia al Museo Nicolis con special guest il velista di fama internazionale Giovanni Soldini.
La cantina Fasoli Gino al Teatro Ristori festeggia i suoi prima 100 anni di storia in un evento che parte dalla cena per arrivare al Dj set, mentre Zenato, per l’anniversario dei 65 anni, accoglie i propri ospiti in un evento esclusivo che vede ai fornelli gli chef Mario e Remo Capitaneo del Ristorante Verso Milano (2 Stelle Michelin).
Bertani, griffe della Valpolicella (by Angelini Wine Estates), ha coinvolto lo chef 3 stelle Michelin Massimiliano Alajmo di “Le Calandre” per un viaggio sensoriale tra cibo e vino, messo in scena nella sua cantina. Moser, griffe del TrentoDoc, ha scelto di presentare le nuove annate del sue bollicine al Vinsanto Cafè, mentre l’imprenditrice Elisabetta Gnudi Angelini - con le sue cantine Borgo Scopeto nel Chianti Classico, Doga delle Clavule nel Morellino di Scansano, Altesino e Caparzo a Montalcino - rinnova, in partnership con  le aziende venete BorgoLuce e Brigaldara, l’happening BaB, una cena esclusiva alla Locanda Case Vecie a Grezzana.
All’insegna dei sapori del Sud la serata-evento by Benvenuti in Puglia, con i vini della regione in abbinamento con piatti tipici e specialità pugliesi, a Palazzo Verità Poeta, location settecentesca scelta anche dalla cantina siciliana Firriato per il suo coinvolgente evento “Experiencing” destinato a stampa e operatori.Valdo, griffe di Valdobbiadene, sceglie il Caffè Vittorio Emanuele per la sua standing dinner con vista sull’Arena, e Allegrini opta per il Ristorante Maffei in piazza delle Erbe (una delle più belle del mondo), in un percorso-degustazione fuori dall’ordinario, che si snoda fino a raggiungere gli scavi romani su cui sorge il palazzo veronese. Sarà l’originale location del Circolo Unificato dell’Esercito ad ospitare la serata di ”A Sea of Flavors - Fish & Wines from Puglia”, incentrato su bollicine e prodotti tipici pugliesi, mentre il Gruppo Caviro sceglie Cantina di Cesari per la sua cena di gala.
Aperto al pubblico, ma previo acquisto di un ticket di ingresso, l’evento “Chianti lovers by Gambero Rosso” organizzato dal Consorzio Vino Chianti, con oltre 100 etichette in degustazione, che si terrà al Winter Garden Hotel di Crowne Plaza. Infine, saranno pizza napoletana e panuozzo i protagonisti dello speciale evento della Regione Campania a Vinitaly and the City, un tributo - aperto al pubblico - a tutti i migliori vini e alla tradizione enogastronomica partenopea. Ed al loro perfetto abbinamento a tavola.

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