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In Italia cresce il consumo di frutta e verdura già pronta per il consumo. Lo dice un’indagine dell’Università Cattolica di Piacenza che individua in 19,4 milioni il numero di italiani disposti a spendere di più per un servizio sempre più “smart”

Non Solo Vino
In Italia cresce il consumo di frutta e verdura già pronta per il consumo

Insalate in busta, verdura e frutta già lavata, tagliata e pronta da mangiare. Sono i cosiddetti prodotti di “IV gamma” che entrano sempre più tra le preferenze degli italiani, che li consumano dentro e fuori casa. Ad acquistarli con regolarità sono 19,4 milioni di consumatori, disposti a spendere di più pur di avere un servizio di qualità e prodotti sicuri. A dirlo un’indagine condotta dall’Università Cattolica di Piacenza su un campione di 600 famiglie interpellato sulle proprie abitudini di acquisto. Nell’ultimo anno il mercato ha registrato un trend di crescita importante nella gdo, arrivando a superare quota +4%. L’incremento delle vendite riguarda soprattutto i marchi industriali, interessati da una crescita dell’8,2%, ma i marchi privati delle grandi insegne della gdo continuano a mantenere una quota di mercato del 60%, segnando un aumento del +1,3%.
Cosa spinge gli italiani a comprare frutta e ortaggi pronti da mangiare? Intanto la comodità e il fatto che questi alimenti sanno rispondere alle esigenze dettate dai nuovi ritmi di vita. Grazie ai nuovi packaging più comodi e pratici oggi questi alimenti possono essere consumati anche in ambienti meno tradizionalmente legati ai pasti, come il luogo lavoro, la strada, un mezzo di trasporto. Se ne registra infatti un aumento dei consumi fuori dalle mura domestiche: il 16% degli intervistati mangia frutta o verdure di “IV gamma” a pranzo fuori casa, e ciò accade nel 25% dei casi per la cena e gli snack.
Per gli intervistati, molta importanza è attribuita all’origine italiana della materia prima (53%), ai controlli subiti nel processo produttivo (33%), all’identificazione della filiera controllata sulla confezione (31%). Il prezzo non sembra avere un peso sull’acquisto. La maggior parte dei consumatori non conosce realmente il costo dei prodotti di “IV gamma” che compra, e chi si sbilancia a indicarne uno, nel 20% dei casi lo sottostima.

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