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FUTURO

In Sicilia arriva la prima “Comunità del cambiamento” di Slow Food: Valdibella

Ecco il primo passo dei progetti collettivi che vogliono rivoluzionare i sistemi alimentari locali in tutta Italia

Le “Comunità del cambiamento” sono tra le idee più ambiziose di Slow Food: progetti collettivi con cui imprese, singoli individui e portatori di interesse si impegnano a realizzare un cambiamento nei sistemi alimentari locali, adottando pratiche più sostenibili e inclusive, profondamente ispirate dai princìpi del buono, pulito e giusto. Facendosi esempio di buone pratiche replicabili, per creare un cambiamento tangibile nella produzione, trasformazione, distribuzione e consumo del cibo. L’obiettivo, è averne 100 in tutte le 20 Regioni italiane, e il primo passo lo fa la Sicilia, dove nasce la prima “Comunità del cambiamento” Slow Food: Valdibella, a Camporeale, progetto finanziato da FPT Industrial (che sostiene anche l’iniziativa del Presidio Slow Food della Prud’homie del Mediterraneo), contraddistinto da una forte impronta agroecologica, che coniuga tutela della biodiversità e benefici sociali, economici e ambientali. Frutto della collaborazione con la cooperativa sociale NoE di Partinico, in provincia di Palermo, è stato infatti selezionato da Slow Food tra i 30 progetti che hanno risposto alla prima fase di candidatura, chiusa a fine luglio. Per sostenere questi progetti, Slow Food ha aperto una raccolta fondi a sostegno delle Comunità del cambiamento rivolta a istituzioni, fondazioni e aziende private.
Valdibella è un progetto sostenibile, nel quale tutte le risorse, umane e naturali, giocano un ruolo. Nasce nel 1998 in un territorio a forte vocazione agricola e rurale, affiancandosi alla comunità salesiana Itaca, che si occupa di accoglienza di giovani con disagio sociale e promuovendo, attraverso il progetto Jonathan, il loro inserimento nel mondo del lavoro. Fin dall’inizio la cooperativa ha cercato di scardinare stratificazioni culturali che negli ultimi secoli hanno dominato il territorio siciliano: restituire cioè la dignità agli agricoltori, promuovendo azioni concrete contro lo sfruttamento commerciale e lavorativo e mettendo in campo metodi di agricoltura biologica che puntino sulla biodiversità e su colture autoctone. Oggi è una cooperativa di donne e uomini che produce di tutto: vino, grano, pasta, mandorle, olio, ortaggi, legumi ...

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