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Indagine Coldiretti/Ixè: ultimi giorni di acquisiti natalizi per 1,8 milioni di italiani, che comprendono le “adozioni” online di vigne o mucche. Ma Natale è anche tempo di vacanze per 1,2 milioni di italiani che all’80% scelgono l’Italia

Non Solo Vino
La corsa agli ultimi regali degli italiani

Quasi 1,8 milioni di italiani hanno atteso gli ultimi giorni prima del Natale per acquistare i regali per sé stessi o per gli altri da mettere sotto l’albero: il 42% delle famiglie italiane starà sotto i 100 euro mentre il 40% tra i 100 ed i 300 euro ed il resto destinerà un importo superiore, tra i quali un fortunato 2% che supererà i mille euro. Ma Natale significa anche vacanze e infatti 10,2 milioni di italiani hanno deciso di trascorrere almeno un giorno fuori casa durante le festività natalizie e di fine anno. Con un deciso orientamento a rimanere in Italia (scelta quest’anno come meta dall’80% dei vacanzieri) che la spesa media sarà di 412 euro per persona con un calo del 10% rispetto allo scorso anno. Emerge da una indagine Coldiretti/Ixè sulle nuove idee regalo last minute e sulle partenze nelle festività di Natale.

A pesare sulle destinazioni sono i drammatici episodi di terrorismo internazionale che condizionano quest’anno la scelta delle vacanze di più di un italiano su cinque (22%) e tra questi il 42% ha scelto di non andare in Paesi esteri considerati a rischio e il 36% di evitare le grandi città. Il 65% dei vacanzieri starà fuori di casa meno di una settimana, il 27% da una settimana a quindici giorni e il resto ancora di più. Il 71% ha scelto di alloggiare in case proprie, di parenti e amici o in affitto mentre solo il 25% preferisce l’albergo mentre tengono le formule alternative. Sul podio delle destinazioni salgono con il 33% le località d’arte seguite con il 20% la montagna e dalle terme con il 16%, mentre l’8% fa rotta verso la campagna.

Sono inoltre poco più di 800.000 i vacanzieri che per Natale e/o Capodanno hanno scelto l’agriturismo alla ricerca di riposo e di tranquillità. La capacità di mantenere inalterate le tradizioni enogastronomiche nel tempo resta la qualità più apprezzata degli agriturismi italiani che si confermano infatti come la più valida alternativa ai pranzi e ai cenoni casalinghi delle feste. Nel tempo gli agriturismi italiani hanno anche qualificato notevolmente la propria tradizionale offerta di alloggio e ristorazione con servizi innovativi per sportivi, nostalgici, curiosi e ambientalisti, come l’equitazione, il tiro con l’arco, il trekking o attività culturali come la visita di percorsi archeologici o naturalistici, ma anche corsi di cucina e wellness.

Secondo l’analisi della Coldiretti ci sono ben 22.661 strutture agrituristiche attive in Italia con una tendenza verso la prenotazione last minute, ma per scegliere l’agriturismo giusto il consiglio è quello di preferire aziende accreditate da associazioni, senza dimenticare il passaparola tra parenti e amici che, per le vacanze in campagna, è sempre molto affidabile. Ed è anche arrivata l’unica App farmersforyou, in versione italiana e inglese, che permette di scegliere gli agriturismi dove poter soggiornare nei più bei paesaggi della campagna italiana, i mercati di Campagna Amica, le fattorie e le botteghe dove poter comprare il vero made in Italy agroalimentare.

Per quanto riguarda i doni, quasi un italiano su tre (30%) ha scelto di regalare per le festività di fine anno prodotti alimentari tipici e tra questi ben il 60% anche in forma di tradizionali cesti natalizi. Si conferma infatti una spinta verso regali utili e all’interno della famiglia, tra i parenti e gli amici a partire dall’enogastronomia, per l’affermarsi di uno stile di vita attento alla riscoperta della tradizione a tavola, che si esprime con la preparazione fai da te di ricette personali per serate speciali o con omaggi per gli amici che ricordano i sapori e i profumi della tradizione del territorio. Per la ricerca del regalo si registra la tendenza a scovare la curiosità e il miglior rapporto prezzo/qualità nei diversi luoghi di acquisto senza preclusioni, dalla grande distribuzione ai piccoli negozi, dai mercati ad internet.

Tra le idee innovative last minute online da mettere sotto l’albero di Natale ci sono quest’anno le adozioni a distanza di vigne, ulivi, orti e maiali. Secondo il sondaggio piacciono a 4 italiani su 10 e possono essere realizzate con un semplice formulario online o, in qualche caso, con una telefonata per un primo contatto con le aziende agricole. Sono un modo per assicurarsi forniture di prodotti alimentari genuini, freschi, di origine garantita con il miglior rapporto prezzo/qualità grazie al taglio di tutte le intermediazioni con l’aggiunta del valore etico di una operazione che aiuta a salvare l’agricoltura del territorio e con essa l’ambiente, il paesaggio, le tradizioni e una cultura locale che si tramanda nei secoli.

Le esperienze sono le più diversificate con la possibilità di “adottare” viti o animali direttamente nelle stalle per ottenere salumi Doc, ma anche alberi da frutta o piccoli orti. L’elemento veramente distintivo è però il fatto che offrono la possibilità di seguire direttamente le fasi del processo produttivo, oppure di organizzarsi a distanza la produzione di frutta e verdura. Molte aziende agricole infatti consentono di andare nei campi o nelle stalle per verificare nel tempo le condizioni, mentre altre si sono attrezzate con strumenti multimediali per controllare direttamente da casa seduti davanti al proprio pc. Le modalità e i costi possono variare e tengono conto del tipo di prodotto e di servizio che si richiede ed anche della stagionalità.

A Roma Fulvio Di Pasquale (www.ilmioortonaturale.it) offre l’opportunità di affittare un orto da coltivare con gli ortaggi preferiti, vederli crescere e arrivare sulla tua tavola in modo naturale. L’orto, dotato di rubinetto indipendente per l’irrigazione, viene preso in gestione dal nuovo “contadino” tramite un accordo stipulato con la Coldiretti. Il prezzo d’affitto comprende l’irrigazione e l’utilizzo degli spazi comuni dove trascorrere giornate all’aria aperta in compagnia di “ortolani” che condividono lo stesso interesse. Nelle Marche l’azienda agricola Monsanto di Cagli (Pesaro Urbino) dà la possibilità di adottare un ortaggio e partecipare attivamente alla preparazione del terreno, alla sua semina e infine alla raccolta (www.ghiandaepomodoro.it). 

A Belvedere Ostrense (Ancona) l’azienda L’Acino Verde di Pierluca Federici promuove “Adotta un ulivo” (www.acinoverde.it). Sempre nell’Anconetano a San Marcello, la Tenuta San Marcello propone l’adozione di una vigna Doc di Lacrima di Morro d’Alba o di Verdicchio dei Castelli di Jesi (www.tenutasanmarcello.net). Francesco Riggio in provincia di Reggio Calabria presso la sua azienda agricola (www.ntacalabria.it) offre l’opportunità di “allevare a distanza” allo stato semibrado il suinetto grecanico presso la sua azienda. La persona “affidataria” all’inizio di questa avventura (prenotazioni a agririggio@ntacalabria.it) versa una somma di 200 euro e contribuisce ogni mese con una rata di 45 euro che serve essenzialmente per il sostentamento del suino. Nei mesi di allevamento si potrà visitare l’azienda per controllare condizioni e tipo di alimentazione. Annalisa Mastrogiuseppe di Pratola Peligna (L’Aquila), nella sua azienda agrituristica (www.lefavoledigaia.it), invece, ha lanciato il progetto “adotta un solco” per creare piccoli orti per famiglie e pensionati con la passione per l’agricoltura, ma senza la possibilità di un campo da coltivare.

Mentre in Puglia adottando un ulivo di Maria Mastroserio (www.agricolamastroserio.it) di Cassano delle Murge il consumatore diventa il tutore a distanza di un olio d’oliva extravergine di alta qualità garantendo all’intera famiglia e agli amici un prodotto della variertà Coratina, contribuendo alla salvaguardia del territorio. E sempre nelle Murge si ha la possibilità di salvare dall’estinzione la pecora “moscia” delle Murge o Altamurana ridotta a poche centinaia di esemplari rispetto ai 190mila censiti negli anni ‘80: si può quindi adottare una pecora per preservare una razza con un patto etico con Nicola Colonna di Massaria La Calcara ad Altamura (www.masserialacalcara.it).

Mentre Lucia Giacomelli, 27 anni, dell’azienda agricola Giacomelli di Grosio (Sondrio) ha lanciato il progetto “vita da mucca” e ogni anno sono circa cento le richieste di adozioni che arrivano da tutta la Lombardia, ma anche da Germania e Belgio. Il consumatore che adotta una mucca riceve via mail la carta d’identità dell’animale, con foto, descrizione e segni particolari dell’animale. “Alla fine dell’estate - spiega Lucia - quando torniamo dall’alpeggio per ogni cliente che ha adottato le nostre mucche prepariamo una confezione di circa 3 chili di nostri formaggi”. L’adozione è annuale, rinnovabile, e costa 50 euro.

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