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ATTUALITÀ

Industria alimentare, la marca del distributore va più veloce dell’inflazione e del mercato

I dati presentati a Marca by Bolognafiere. Nel 2021 il fatturato della Mdd è di 11,7 milioni di euro
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Al supermercato (Ph: Joshua Rawson Harris Via Unsplash)

L’industria alimentare ha la sua locomotiva. Nel primo trimestre del 2022 la marca del distributore (Mdd) ha ricominciato a crescere a un ritmo superiore rispetto al totale mercato (+2,7% vs +1,6%) e a riguadagnare quota, malgrado un’inflazione media più elevata (2,3%). La notizia emerge dal “XVIII Rapporto Marca by BolognaFiere” curato da IRi-Information Resources, presentato, nei giorni scorsi, a Marca by Bolognafiere, evento organizzato da BolognaFiere, in collaborazione con Adm (Associazione Distribuzione Moderna), unica fiera italiana dedicata alla marca commerciale.
La marca del distributore copre il 7,7% del fatturato dell’industria alimentare nazionale e ingloba più di 1.500 aziende che forniscono i prodotti per i marchi della distribuzione moderna, l’84,6% delle quali piccole e medie. E nel 2021 ha fatto registrare un fatturato di 11,7 miliardi di euro, con una quota di mercato del 19,8%, in rialzo rispetto al periodo pre-Covid, e in linea con i valori record registrati durante la pandemia. La risposta del settore all’aumento dei listini è il taglio della pressione promozionale, che nella marca del distributore raggiunge i -1,7 punti, senza provocare effetti sui volumi (+1,0%). Una crescita non fermata dalla battuta di arresto legata soprattutto al periodo marzo-maggio 2021.
Dopo un 2020 dai grandi numeri, in cui il prodotto a marchio del distributore aveva raggiunto e superato la quota del 20%, toccando gli 11,8 miliardi di euro di vendite nel largo consumo confezionato, il 2021 si è chiuso con un fatturato complessivo pari a 11,7 miliardi di euro (-0,9%) e una quota del 19,8% (-0,3 punti rispetto all’anno precedente). A penalizzare il trimestre marzo-maggio 2021, il confronto con i mesi di lockdown del 2020. Nonostante il calo, già quello del 2021 rimane un fatturato superiore del +9,0% rispetto al 2019, così come la quota assortimentale raggiunge il 15% e fa segnare +0,3 punti rispetto a quella dell’anno pre-pandemia.
Il Rapporto evidenzia, poi, che le linee specialistiche e ad alto valore aggiunto confermano buone performance anche nel 2021: il Premium registra una crescita del +13,6% e il Funzionale del +6,0%. Rallenta, invece, lo sviluppo del Bio che, dopo aver chiuso un 2020 in crescita del +6,8%, si attesta al +1,5%. Il segmento “Insegna”, il più importante della marca del distributore (detiene il 69,9% del fatturato complessivo), nell’anno appena concluso ha subito una contrazione del -3,2%, ma i livelli di fatturato sono superiori al 2019, con una crescita del +5,3%.
Nell’ultimo biennio, poi, i prodotti a marchio del distributore sono stati protagonisti di una crescita diffusa in tutti i continenti, con la marca del distributore diventata uno strumento importante per entrare in nuovi mercati ed espandere l’export in modo efficace e a costi ridotti, anche grazie alla realizzazione di prodotti in partnership con le aziende della grande distribuzione a ogni latitudine.
La stima recentemente elaborata da Iplc (International Private Label Consult) Italia in esclusiva per Marca by BolognaFiere indica, infatti, che il valore del fatturato di prodotti in Mdd nei principali Paesi europei è pari a oltre 250 miliardi di euro nel largo consumo, compresi i diversi modelli di business e canali del retail. In Europa, il valore è in aumento in quasi tutte le categorie merceologiche e i prodotti Mdd sono presenti in tutte le segmentazioni d’offerta, dal premium al primo prezzo, dal biologico ai prodotti senza glutine e vegetariani.
E c’è una relazione diretta tra la quota di vendite dei prodotti Mdd sviluppata in un Paese e il grado di sviluppo e di concentrazione della grande distribuzione. Dove la stima del valore risulta più elevata - Regno Unito (24%), Germania (22%), Francia (18%) e Spagna (11%) -, le prime due-tre insegne rappresentano oltre il 50% del mercato della grande distribuzione.

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