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STATI UNITI E VINO

Italian Wine & Food Institute: Usa, giù l’import di vini in volume, ma crescono i valori

Tutti i big in calo in quantità, Italia inclusa, tranne la Francia che cresce in volume (+9,7%) e in valore (+19,5%)
EXPORT, ITALIAN WINE & FOOD INSTITUTE, STATI UNITI, vino, Mondo
Frenano le importazioni di vini fermi in Usa, l'Italia tiene in valore, Francia super star

Continua a scartamento ridotto il 2018 delle importazioni enoiche in Usa, primo mercato mondiale del vino, e partner n. 1 del Belpaese: secondo i dati divulgati dall’Italia Wine & Food Institute, sulla base dei dati dell’US Department of Commerce, nei primi 9 mesi dell’anno c’è stata una consistente frenata nei volumi (-7,9%, a quota 6,4 milioni di ettolitri), mentre continuano a crescere i valori, a +5% sul 2017, per 3,3 miliardi di dollari). Non fa eccezione l’Italia, che pur si conferma leader di mercato nel segmento dei vini fermi imbottigliati, nonostante il -3,3% in volume (a 1,8 milioni di ettolitri), a cui fa da contraltare il +4,1% in valore (a 1,03 miliardi di dollari). La vera star del mercato a stelle strisce continua ad essere la Francia, che cresce del 9,5% in quantità (1,03 milioni di litri) e addirittura del +19,7% in valore (a 981 milioni di dollari).
In calo, sia in volume che in valore, molti dei principali Paesi esportatori, dall’Australia (-18,5% in volume, a 1,02 milioni di ettolitri, -15,9% in valore, a 216 milioni di dollari), al Cile (-12,4% in volume, per 884.810 ettolitri, e -11,3% in valore, 176 milioni di dollari), all’Argentina (-14,7% in quantità. A 369.360 ettolitri, e -2,6% in valore, a 178 milioni di dollari), mentre la Spagna crolla nei volumi (-17%, per 309.070 ettolitri) ma tiene in valore (+1,4%, a 153 milioni di dollari).
Altro Paese in crescita in entrambi i parametri, oltre alla Francia, seppur con numeri ben diversi, è la Nuova Zelanda, che cresce del 3% a volume (540.360 ettolitri) e del 3,8% a valore (330 milioni di dollari).
“In questo mercato, che sta affrontando una fase di recessione, emergono tuttavia alcuni elementi di notevole interesse - sottolinea il Wine & Food Institute - come il diffuso espandersi dei vini rosé. I quattro principali paesi esportatori verso il mercato Usa (Italia, Francia, Australia e Cile) hanno fatto tutti registrare notevoli incrementi nelle esportazioni di vini rosé, complessivamente passati da 341.230 ettolitri, per un valore di 204 milioni di dollari dei primi nove mesi del 2017 a 436.530 ettolitri, per un valore di 289 milioni di dollari dell’anno in corso con un aumento del +30% in quantità e del +41,5 in valore. Al contempo gli stessi Paesi hanno fatto registrare delle contrazioni nelle esportazioni di vini rossi complessivamente ridottisi in quantità del -5,6%”.
“La costante complessiva contrazione delle importazioni vinicole americane, incluse quelle dall’Italia, che da diversi mesi ormai segna il passo, crea un certo allarme, secondo Lucio Caputo, presidente dell’Italian Wine & Food Institute, che da tempo sottolinea i rischi e le conseguenze che potranno derivare da una tale non adeguatamente contrastata tendenza negativa”, sottolinea una nota ufficiale.
“Dopo un lungo periodo di pressoché costante crescita, l’Italia - spiega l’Institute - è infatti entrata in una fase di rallentamento che negli ultimi mesi ha praticamente bloccato la lunga precedente fase di espansione delle esportazioni italiane. Particolarmente pericolosa, secondo Caputo, la rimonta dei vini francesi che, notevolmente distanziati negli anni passati, stanno compiendo una incredibile scalata nella classifica dei Paesi fornitori del mercato Usa e si apprestano a superare l’Italia ponendo fine a decenni di supremazia italiana con tutte le conseguenze sul piano dell’immagine e commerciale che ne deriveranno”.
Una nota a parte, come sempre, quella che riguarda gli “spumanti italiani e del Moscato che ne costituisce la parte principale. Nei primi nove mesi dell’anno in corso tali esportazioni sono ammontate a 550.980 ettolitri, per un valore di 315 milioni di dollari, contro i 478.760 ettolitri, per un valore di 257 milioni di di dollari del corrispondente periodo del 2017, con un incremento del +15,1% in quantità e del +22,6% in valore”.

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