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MERCATI DEL MONDO

La Cina riparte: boom di affari per l’“11.11” di Alibaba. Vino.com: “+136% sul 2019”

Il segnale forte e chiaro dal gigante dell’e-commerce cinese. Andrea Nardi Dei (Vino.com): “mercato di giovani, sui quali investire”
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La Cina riparte: boom di affari per l’“11.11” di Alibaba. Vino.com: “+136% sul 2019”

74 miliardi di dollari, più o meno 63 miliardi di euro: è la cifra monstre che ha fatto girare l’iniziativa “11.11” del colosso cinese dell’e-commerce Alibaba, che all’edizione n. 12, ha esteso il suo “shopping festival”, non più ad un solo giorno, ma ad 11 (dal 1 novembre). Una crescita del 26% sul 2019, che dice soprattutto di quanto in Cina i consumi siano ripartiti, in pompa magna, dopo il Covid. “E l’Italia è entrata nella Top 10 dei Paesi esportatori in Cina, con un giro d’affari complessivo di 381 milioni di euro, in una kermesse che ha visto oltre 250.000 brand e 2 milioni di nuovi prodotti raccontarsi agli 800 milioni di consumatori cinesi che sono sulla nostra piattaforma, di cui il 75% ha meno di 35 anni, e questo vuol dire che c’è un grande futuro”, ha detto oggi, in un webinar a tema, Rodrigo Cipriani Foresio, general manager Alibaba Group Sud Europa. Tra i protagoniste, per il Belpaese anche il wine & food, con realtà come Barilla e Ferrero e, per il vino, la piattaforma e-commerce VINO75 di Andrea Nardi Dei, appena ribrandizzata come Vino.com, “e pioniera del vino on line in Cina attraverso Alibaba”, ha sottolineato Foresio.
Quanto sia stato il giro d’affari, ad una precisa domanda di WineNews, Nardi Dei ha risposto che “le cifre sono ancora in elaborazione e preferiamo non divulgarle, ma ad oggi possiamo dire che c’è stata una crescita del 136% sull’edizione 2019, e che l’abbiamo raggiunta cambiando offerta. Meno etichette, una trentina, ma tutte di alta e altissima gamma, con nomi come Antinori, Fontanafredda, Frescobaldi e Folonari, che sono andati per la maggiore, insieme a territori come l’Amarone della Valpolicella, e vini come il Moscato d’Asti, che, in Cina, è una delle tipologie che sta andando di più.

La cosa interessante che stiamo vedendo è che il vino italiano ed il vino in generale, in Cina, non è più solo da regalo, ma sta entrando nelle abitudini, e viene visto come alimento. Inoltre abbiamo una clientela prevalentemente di 30-40enni, più giovane rispetto all’Italia e all’Europa, e questo ci fa pensare che sia fondamentale investire davvero in questo mercato, e sul canale on line. Di certo serve tanta informazione per i consumatore cinese, tanta educazione, rispetto magari a quello europeo, e noi, per esempio, nelle nostre promozioni, non puntiamo solo sul taglio di alcuni prezzi, ma anche nel regalo di gadget e oggetti legati al consumo di vino, per aiutarne la conoscenza e lo sviluppo. Ma vediamo che piacciono le novità e che c’è la possibilità di fidelizzare i clienti, e questo è quello che cerchiamo di fare. È un mercato complesso, ancora piccolo, ma che sta crescendo a ritmi molto interessanti, e su cui apriremo anche una finestra per il business to business, dedicata al pubblico professionale”.

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