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DAL 17 AL 19 SETTEMBRE

La libertà a tavola, dai “Primi - Articolo primo” al vegetariano “edenico”, secondo Tullio Gregory

Al “festivalfilosofia” tornano i “menu filosofici” ideati dal grande filosofo e gourmet, e proposti nei ristoranti di Modena, Carpi e Sassuolo
CUCINA FILOSOFICA, FESTIVALFILOSOFIA, MENU FILOSOFICI, TULLIO GREGORY, Non Solo Vino
Ph: Cnr-Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee/Archivio Gregory

Ci saranno Enzo Bianchi, una delle voci più ascoltate dell’esperienza religiosa nell’epoca contemporanea; il filosofo e politico Massimo Cacciari; il filosofo e psicoanalista Umberto Galimberti; Michael Ignatieff, rettore e presidente della Central European University; la filosofa e sociologa Chiara Saraceno; Stefano Massini, il “raccontastorie più popolare del momento”; lo psicoanalista Massimo Recalcati; la filosofa e saggista Michela Marzano; la filosofa francese Catherine Malabou, tutti protagonisti di Lectio Magistralis, attorno al tema della libertà. Ma, ispirata allo stesso concetto, ci sarà anche la “cucina filosofica” ideata uno dei più grandi filosofi italiani, nonché grande gourmet. Dal 17 al 19 settembre, nell’edizione n. 21 del “festivalfilosofia”, a Modena, Carpi e Sassuolo, tornano i “menu filosofici” di Tullio Gregory, creati legando il tema “libertà” ai piatti della tradizione gastronomica modenese per valorizzarla, proposti dai ristoranti e dalle enoteche delle tre città, proseguendo il progetto nato fin dalla prima edizione grazie all’indimenticabile membro del Comitato scientifico del Festival che aveva messo a punto questa occasione di convivialità partendo dalla consapevolezza che la cucina è un “fatto culturale” e la tavola un luogo d’incontro.Ricordando Tullio Gregory, ideatore oltre 20 anni fa della cucina filosofica, il “festivalfilosofia” tornerà ad apparecchiare la tavola dei locali di Modena, Carpi e Sassuolo, con i “menu filosofici” con l’“ingrediente” della libertà, accompagnati dai vini del territorio come il Lambrusco Doc. Da “Primi - Articolo primo”, ovvero tortellini in brodo, tortelli di zucca, risotto con le verze, lasagne verdi e tortelli fritti al savor, a “Gnocco - Scelta condivisa”, un cestino con gnocchini fritti e tigelle con lardo, Prosciutto di Modena Dop e affettati misti, verdure in pinzimonio e crostata di Amarene Brusche di Modena Igp; dai “Fritti - Gabbia dorata”, con il gran fritto alla modenese di carni, verdure, frutta e crema, pote con pancetta e Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e gelato di crema con mirtillo nero dell’Appennino modenese, al “Vegetariano - Libertà edenica”, con erbazzone, tagliatelle ai funghi, frittata di patate e porri, insalata di verdure dell’orto con Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e macedonia di frutta; dagli “Arrosti - Corte dell’aia”, a base di maccheroni al pettine con ragù di anatra, arrosti misti di anatra, faraona e galletto, patate di Montese arrosto e salame di cioccolato, ai “Bolliti - Abitudini della domenica”, con passatelli in brodo, bollito misto con salse cotte e crude, puré di patate e zuppa inglese; da “Pesce - In mare aperto”, con crostini caldi con burro e acciughe, spaghetti allo sgombro, frittura di alici, radicchi verdi e rossi con Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e sorbetto al limone, al “Calice e tagliere - Carta fondamentale” con pane comune, gnocco ingrassato, affettati, Parmigiano Reggiano Dop 30 Mesi, formaggi dei Colli modenesi, e un calice di vino scelto tra una selezione di Lambruschi Doc (Sorbara, Castelvetro, Salamino di Santacroce e Modena) e vini bianchi modenesi (Trebbiano e Pignoletto). Ma libertà, tradizione, ironia e buona cucina, come sempre, ispireranno anche la “razionsufficiente”, il cestino del Festival (per pranzare e cenare al costo di 6 euro).

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