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CIBO E FUTURO

La nuova missione di Slow Food: coinvolgere tutti, dalle scuole, per salvare l’uomo dall’estinzione

Il messaggio di Carlo Petrini dal Congresso n. 10, a Genova. Barbara Nappini la prima donna alla guida del Direttivo di Slow Food Italia

Non più “solo” le tre parole chiave che definiscono l’approccio di Slow Food al cibo, che deve essere “buono, pulito e giusto”. Ma è un obiettivo ben più ampio e ambizioso quello del futuro prossimo dell’associazione che, partita da Bra e nata in modo visionario, a metà degli anni Ottanta del Novecento, ha conquistato il mondo e forse più di ogni altro attore influito sui temi che ruotano intorno ad un bene primario ed essenziale come il cibo. Ovvero far diventare tutti attivisti, portando la filosofia Slow nelle scuole, per “scongiurare l’estinzione dell’uomo”, lavorando su concetti come la “Rigenerazione”, la “Transizione ecologica”, la “Comunità” e l’“Educazione”. E’ il messaggio di Carlo Petrini, fondatore e presidente internazionale di Slow Food, nel Congresso n. 10 della “Chiocciola”, andato in scena a Genova (con oltre 750 delegati tra quelli collegati e quelli in presenza), insieme a “Slow Fish”, e che ha eletto il nuovo Direttivo di Slow Food Italia, che, per la prima volta, sarà guidato da una donna, Barbara Nappini dalla Toscana.
“C’è un termine, un concetto, che è destinato a ritornare frequentemente nei prossimi tempi. È il verbo rigenerare Rigenerazione dei suoli e degli ecosistemi, certo, ma non solo: ad aver bisogno di essere rigenerato è l’approccio alla produzione, alla distribuzione e al consumo alimentare. E, in un certo senso, anche il modo in cui intendiamo la vita di ogni giorno”, ha detto Petrini. “Viviamo un periodo di passaggio verso un’altra epoca storica, cioè la transizione ecologica. Forse, in Italia, non abbiamo ancora le idee sufficientemente chiare su che cosa sia - ha aggiunto il presidente di Slow Food - io penso che occorra avere chiarezza sul fatto che significhi cambiare un modello che, a partire dalla rivoluzione industriale, ci sta portando verso l’estinzione dell’homo sapiens sapiens”.
Il modello - che non è solo organizzazione sociale, ma anche produzione economica - proposto da Slow Food è quello delle comunità. Negli ultimi quattro anni (cioè dal settimo Congresso internazionale di Slow Food, quello di Chengdu, in Cina, del 2017) sono nate Comunità Slow Food in tutto il mondo, di cui 251 soltanto in Italia. Il nuovo obiettivo, ha spiegato Petrini, dev’essere quello di “aprirci ancora di più, coinvolgendo attivamente chi fa formazione. Non può esserci transizione ecologica senza cultura, per questa ragione dobbiamo far sedere allo stesso tavolo contadini e insegnanti, pastori e professori”. Compito che spetterà anche al nuovo comitato esecutivo guidato da Barbara Nappini, fondatrice dell’associazione Il Grano e le Rose, che organizza attività con lo sguardo rivolto a uno stile di vita sostenibile e responsabile. “Il nostro è prima di tutto un gruppo di lavoro che farà dell’unione, del senso di appartenenza, dell’essere comunità la propria forza. Un gruppo di donne e uomini, ognuno con il proprio percorso di vita, che ha fatto tesoro delle riflessioni scaturite da un momento di grave difficoltà e incertezza: per noi, le nostre famiglie, per l’Associazione e per l’umanità intera”, ha dichiarato il nuovo Consiglio direttivo. “Non abbiamo uno slogan e abbiamo scelto di mettere i nostri valori a garanzia del nostro impegno. Valori come l’equità, la giustizia sociale e i diritti degli ultimi, la difesa dei beni comuni. Valori primari che nascono dai temi condivisi e costruiti in anni di attivismo. Sappiamo che non possiamo rimanere soli, al contrario dovremo stabilire relazioni, costruire ponti, creare partecipazione e dare valore all’interdipendenza, per moltiplicare la forza delle nostre azioni ed essere pronti ad affrontare le sfide attuali. Non facciamo politica: siamo politica, perché siamo convinti che le azioni ispirate dal sentimento siano l’unica speranza per il nostro futuro”. Un futuro, e un mondo nuovo, che secondo Slow Food deve fondarsi su due princìpi: la sostenibilità e la tutela della biodiversità. “Non vanno intesi solamente come universo di valori - ha ricordato in un video messaggio il Ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli - ma come azioni concrete e incisive da attuare lungo tutta la filiera. I contadini possono svolgere un ruolo fondamentale nella salvaguardia della terra e nella gestione della biodiversità, essendo una componente chiave dell’economia rurale, e nella produzione di un cibo che dev’essere espressione del territorio, delle pratiche tradizionali e dell’identità culturale, elementi da cui ripartire per pensare al futuro in chiave collettiva. Fondamentale è la salvaguardia della biodiversità come orientamento a una distribuzione delle risorse rispettosa delle capacità ambientali, in grado di rimettere al centro stretto rapporto tra l’uomo e l’ambiente”. Molti i temi sollevati dai delegati durante la discussione e adottati dal Congresso. Tra questi, l’impegno a rivalutare e migliorare la qualità del cibo nelle mense scolastiche sostenendo le produzioni locali e tutelando così la biodiversità, proposto da Slow Food Scandicci e Slow Food Toscana, e la proposta di continuare a sostenere con impegno la Campagna nazionale per l’approvazione della Legge sull’agricoltura contadina, proposta da Slow Food Campania.
Significativo il messaggio lanciato anche dal presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti: “parlare di crescita, di cultura, di sviluppo, e quindi di lavoro e di occupazione non può prescindere dall’importanza di farlo “in modo sostenibile. Stiamo ripartendo e speriamo che sia verso un mondo nuovo e migliore. Lo dobbiamo fare con grande attenzione a quelli che sono i nostri asset principali: la conservazione dell’ambiente, del nostro mare, la valorizzazione della nostra cultura, penso a quella della pesca e quella enogastronomica Di tutto questo si parla oggi: è bello partire di nuovo da Genova con una delle prima manifestazioni nazionali che si svolgono nel nostro Paese dopo la fase più dura della pandemia. Da Genova c’è chi è partito per mondi nuovi, speriamo che anche qua, oggi, si riesca a fare qualcosa di simile”.
Magari partendo anche dai prodotti simbolo del lavoro di Slow Food, come quelli dell’Arca del Gusto. In Italia quelli catalogati oggi sono 1077. “Dietro a ognuno di questi c’è una comunità che lavora, che si adopera per la difesa di un prodotto. Dobbiamo darci come obiettivo quello di rendere Presìdi Slow Food tutti i prodotti dell’Arca”, ha detto Carlo Petrini, indicando, ancora una volta, la strada del futuro di Slow Food.

Focus - Slow Food sul territorio
296 Condotte (i gruppi locali di Slow Food)
250 Comunità Slow Food
16 Associazioni regionali
344 Presìdi Slow Food
1.077 prodotti censiti sull’Arca del Gusto
39 Mercati della Terra
451 Orti in Condotta
20.000 soci attivi che, insieme a 100.000 volontari e attivisti, con impegno, passione e continuità portano avanti i valori dell’associazione

Focus - Il nuovo Direttivo di Slow Food e la prima presidente donna, la toscana Barbara Nappini
Il X Congresso di Slow Food Italia si conclude a Genova con l’elezione del nuovo Direttivo, l’organo politico che traccerà il cammino della Chiocciola nei prossimi quattro anni. La presidente è Barbara Nappini, nata a Firenze, vive nella campagna della bella Valdambra, tra Valdarno di Sopra, Siena e Arezzo.
Maturità linguistica nel 1993, sterza il percorso di formazione per diplomarsi in grafica pubblicitaria nel 1997. Nel 2010 si trasferisce in un casale in campagna per avviare una vita che le somigliasse di più, tra orti, boschi e olivi. Si appassiona alle tecniche agricolturali sperimentali, si misura con l’autoproduzione e fonda l’associazione Il Grano e le Rose, avviando una serie di attività: corsi di panificazione, classi di cucina, esperienze nei boschi, centri estivi residenziali, orticoltura urbana, ortoterapia con persone diversamente abili, il tutto con lo sguardo rivolto ad uno stile di vita sostenibile e responsabile. : il primo principio in permacultura è “prendersi la responsabilità”. Nel 2012 incontra Slow Food Colli Superiori del Valdarno comincia a occuparsi di progetti educativi e attività per adulti. È tra i leader del progetto Slow Food in Azione.
Con Barbara Nappini, anche la siciliana Roberta Billitteri, produttrice e Presidente dell’Associazione dei Produttori del Presìdio del Fagiolo Badda di Polizzi Generosa; il campano Giacomo Miola, presidente di Metafarm Social Food Lab, organizzazione culturale che si occupa della valorizzazione del patrimonio gastronomico e la relativa comunità locale; il lombardo Raoul Tiraboschi, avvocato civilista che si occupa dell’inserimento di persone in svantaggio sociale nella produzione e commercializzazione di verdura biologica; e l’umbro Federico Varazi, coordinatore di un gruppo di ricerca della Sezione di storia delle Geoscienze della Società Geologica Italiana e altri progetti di divulgazione scientifica.

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