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BILANCIO UE

La Ue progetta la Pac 2021-2027: sul tavolo la proposta di 54 miliardi di euro di tagli

Nonostante la centralità dello European Green Deal, l’agricoltura rischia di pagare un conto salato, all’Italia 2,7 miliardi di euro in meno
COMMISSIONE EUROPEA, EUROPEAN GREEN DEAL, FARM TO FORK, PAC, Non Solo Vino
Pac 2021-2027, tagli in arrivo

L’Unione Europea è ancora alle prese con il bilancio 2021-2027, che al centro mette lo European Green Deal, il piano comunitario per l’ambiente di Ursula von Der Leye, la presidente della Commissione Ue che punta all’ambizioso obiettivo della neutralità climatica entro il 2050 e ridurre le emissioni del 55% entro il 2030. Cuore di questo piano, il Just Transition Mechanism, un fondo di 100 miliardi di euro da destinare alle regioni e ai settori più vulnerabili per favorire la riconversione energetica di tutta l’industria europea, e tra i dieci provvedimenti più importanti c’è anche il Farm to Fork, strategia fondata su cinque linee di intervento: garantire una transizione equa, tagliare la chimica in agricoltura, innovare per proteggere l’agricoltura, prevenire e contrastare le frodi alimentari, sostenibilità ambientale delle derrate d’importazione.
Buone notizie per il mondo dell’agricoltura? Non proprio, perché nonostante la centralità della rivoluzione verde negli obiettivi della Commissione Europea, il 20 febbraio i capi di Stato e di Governo dell’Unione discuteranno la riduzione di oltre il 14% degli stanziamenti per l’agricoltura rispetto alla dotazione 2014-2020. In valore assoluto, il taglio è di 54 miliardi di euro a prezzi costanti (2018), tenendo sempre in considerazione la mancanza della quota destinata alla Gran Bretagna - che nel periodo 2014-2020 ammonta a 28 miliardi di euro - dal bilancio, comunque negativo. Per l’Italia, nei confronti delle erogazioni relative all’anno in corso, è da mettere in preventivo un taglio di circa 2,7 miliardi di euro.
Numeri che mettono in apprensione tutto il comparto, e scontentano le attese delle associazioni agricole, da Confagricoltura, che per bocca del suo presidente Massimiliano Giansanti sottolinea come “per una maggiore sostenibilità ambientale la dotazione del bilancio agricolo deve restare almeno invariata in termini reali. È una proposta particolarmente penalizzante per l’agricoltura italiana, che esprime il più alto valore aggiunto per ettaro in ambito europeo. Non si può guardare solo ai differenti importi degli aiuti diretti, ignorando la vistosa diversità dei costi di produzione, a partire da quello del lavoro. La Pac è uno strumento di politica economica e tale deve rimanere”; a Coldiretti, secondo cui “nonostante un leggero aumento di 5 miliardi rispetto alla proposta della Commissione Ue, la mannaia si abbatterà comunque sulle risorse Pac che già così contribuirebbe per quasi il 50% al totale delle spese Ue per gli obiettivi del Green Deal. Rispetto all’attuale quadro finanziario gli aiuti diretti (il cosiddetto primo pilastro) pari a 256.747 milioni di euro, subiranno un taglio del 10%, mentre i finanziamenti dello Sviluppo rurale (72.537 milioni di euro) si ridurranno del 25%. Il taglio dei fondi contrasta con l’ambizioso obiettivo di una Pac più green, strategica per la lotta ai cambiamenti climatici e la riduzione delle emissioni - continua la Coldiretti -, con meno risorse si favorisce lo spopolamento delle aree agricole cancellando così quei presidi fondamentali per il mantenimento dell’habitat e la tutela dei territori”.

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