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TERRA MADRE SALONE DEL GUSTO

“Le Comunità futuro di Slow Food”: così Carlo Petrini nel lancio di Terra Madre Salone del Gusto

Nei tempi incerti le Comunità rigenerano tessuti politici e sociali con la passione che la politica dimentica, dice il fondatore della Chiocciola
Carlo Petrini lancia Terra Madre Salone del Gusto 2018

“Nei prossimi giorni inizierà un lavoro che coinvolgerà migliaia di persone, che in questo momento si stanno preparando da ogni angolo del pianeta per arrivare a Torino. Forse non è ben intercettata questa peculiarità distintiva: il fatto, cioè, che quando come Slow Food iniziammo Terra Madre nel 2004 eravamo presenti in 46 Paesi, oggi in 160. Questo è il suo frutto, non certo quello di una gastronomia fatta di un circolo chiuso, ma aperta alle Comunità. Terra Madre è stata maestra di pensiero. Il manifesto di Chengdu (approvato allo storico Congresso della Chiocciola in Cina, ndr, qui punto per punto: https://bit.ly/2Jkqnw0), è il pensiero che accompagnerà i prossimi anni di tutto il nostro movimento, con al centro una parola precisa: Comunità, che ritorna ad essere in questo momento uno degli elementi principali dell’agire collettivo e politico. Viviamo tempi incerti, di cambiamento, di una situazione internazionale con una terza Guerra Mondiale determinata dai conflitti ma anche dall’insostenibilità del pianeta. Ma nei momenti di crisi le Comunità sono in grado di rigenerare i tessuti politici e sociali con quella passione che la politica dimentica. Il loro elemento distintivo è l’essere in grado di accettare le più grandi sfide perché hanno la certezza affettiva, la solidarietà reciproca, che ti porta a convivere, a reagire e ad applicare la politica in una maniera diversa. Le Comunità portano le persone ad essere soggetti attivi anche senza avere ruoli politici ed istituzionali. Questo loro intervento è da Politica con la P maiuscola”. Lo ha detto il fondatore di Slow Food Carlin Petrini, oggi nella Nuvola Lavazza a Torino, nella presentazione di Terra Madre Salone del Gusto, l’evento biennale più importante promosso da Slow Food, all’edizione n. 12 a Torino dal 20 al 24 settembre attorno al tema #FoodForChange (www.salonedelgusto.com), con oltre 150 eventi dal Lingotto Fiere a tutta la città.
Una presentazione che si è aperta con la lettura del manifesto di Chengdu e con un messaggio forte e chiaro: a Terra Madre si parlerà anche di migrazioni, dei tanti immigrati che lavorano per rendere speciale il made in Italy, perché nonostante la legge sul caporalato la morte di Sacko ci riporta indietro di anni, e la campagna #FoodForChange parte anche da qui. Ma, finalmente, ha aggiunto Petrini, “si intravede un cambio di paradigma: i mercati contadini in Italia valgono 6 miliardi di euro di fatturato, che non va a una grande multinazionale, ma ai contadini. E sono destinati ad aumentare: la terra deve premiare chi la lavora. L’autostima è più importante del capitale. Ricordiamo che l’elemento più importante nel cibo è la condivisione, chi dona riceve chi non dona “mej për chiel” peggio per lui!”.
“Ancora una volta le nostre comunità si fanno motori del cambiamento attraverso il cibo, per prendersi cura dei più fragili e avviare quel processo di restituzione ormai necessario - ha detto il presidente di Slow Food Italia Nino Pascale - ma invitiamo tutti a diventare protagonisti dell’evento e farsi portatori del messaggio di cambiamento con le nostre scelte. Terra Madre è la sintesi del lavoro di Slow Food e dell’impegno quotidiano delle sue Comunità. La direzione per il cambiamento è chiara: il rafforzamento delle molte Comunità e reti che compongono Slow Food e Terra Madre”. Un evento “di apertura e interculturalità non scontato in questo momento storico - anche per il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino - ringraziamo Slow Food che ci aiuta a esaltare la vocazione internazionale di Torino e Piemonte”, dove 1.000 famiglie di 120 città sono pronte ad accogliere 1.500 delegati di Terra Madre. “La sfida per abbattere disuguaglianze e povertà è personale, è di ognuno di noi. Tutti possiamo fare qualcosa, Terra Madre ce lo insegna ogni giorno”, ha detto il sindaco di Torino Chiara Appendino.
Come è noto, per motivi di sicurezza, l’edizione 2018 dovrà dire addio al Parco del Valentino, una delle location più importanti dell’evento, sperimentate per ospitare il grande Mercato, cuore di Terra Madre e luogo di incontro tra migliaia di produttori di tutto il mondo, dopo il lancio della nuova formula fuori Lingotto Fiere, diffusa nei luoghi-simbolo di Torino, per abbracciare tutta la città, tornando seppur in parte in quella che ne è stata la sua sede storica fin dalla nascita, riaffermando la centralità della formula del Salone, in accordo con Regione Piemonte e Comune di Torino, e grazie al dialogo con Gl Events, il gruppo francese di cui fa parte il Lingotto. È qui che, a confrontarsi, ci saranno personalità come Amithav Ghosh, scrittore, giornalista e antropologo indiano, John Ikerd, professore emerito di Agricultural & Applied Economics all’Università del Missouri, Stefano Mancuso, scienziato di fama mondiale dell’Università di Firenze, Sunita Narain, ambientalista e attivista indiana, Wilhelm Schmid, filosofo tedesco dell’Università di Erfurt, l’ambientalista John Thackara, scrittore e autore del blog thackara.com, la cuoca ed attivista Alice Waters, lo chef Pierre Thiam, “re” della nuova cucina africana, Barry Lynn, giornalista e scrittore americano, Maria Canabal, fondatrice del Parabere Forum, “donna più influente nella gastronomia” per Foundation Woman’s Week nel 2015.
Ma l’edizione 2018 animerà comunque molti luoghi della città: il Mercato e i Forum di Terra Madre saranno al Lingotto Fiere suddiviso, novità, in cinque grandi aree tematiche, Slow Meat, Slow Fish, Semi, Cibo e Salute, e Api e insetti, con particolare attenzione in ognuna per le donne, i giovani, gli indigeni ed i migranti, e dove si parlerà di biodiversità come risposta al cambiamento climatico, agroecologia, resistenza agli Ogm, agricoltura biologica, sprechi alimentari, inquinamento ambientale e land e ocean grabbing, consumo del suolo, di Dieta Mediterranea e junk food, del consumo di carne e degli allevamenti di qualità, piccoli produttori e gdo, delle mense e degli orti didattici nelle scuole e dei 10.000 orti in Africa, del ruolo delle donne in agricoltura, ma anche della Pac e della piaga del caporalato, di etichettatura e dello stop ai pesticidi, con, altra novità, i Forum tematici, una formula più “veloce” e destinata a un numero più ristretto di persone, pensati per mantenere l’attenzione costante su alcuni argomenti particolari; anche le Conferenze organizzate in collaborazione con il Circolo dei Lettori di Torino saranno suddivise tra il Lingotto e la Nuvola Lavazza; i Laboratori del Gusto e le Scuole di Cucina saranno al Lingotto, nel Palazzo della Giunta Regionale in Piazza Castello ma anche da Eataly e nella Nuvola Lavazza; l’Enoteca sarà realizzata nuovamente nella splendida scenografia di Palazzo Reale; gli appuntamenti A Tavola saranno nei palazzi e locali storici della città come il ristorante Del Cambio con grandi chef come Matteo Baronetto, Paolo Casagrande, Ana Roš, Moreno Cedroni e vini simbolo del Piemonte come Barolo, Barbaresco, Roero, Gavi e Timorasso; tanti i Festival correlati come Mirafiori h24 e gli itinerari come il Migrantour di Porta Palazzo, ma anche le attività per i bambini nei Musei. Infine nel programma, per la prima volta, entrano a far parte anche gli eventi delle Città di Terra Madre.

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