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BILANCIO

Le esportazioni di vino francese crollano al -10,8% nel 2020. Ma che recupero nel secondo semestre

Pandemia, dazi Usa e contrazione dei consumi in Cina affossano Champagne e Bordeaux. La ripresa, però, potrebbe essere dietro l’angolo
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I numeri delle esportazioni di vino francese nel 2020. Credit: Vitisphere

Sotto i colpi della pandemia, delle chiusure di bar e ristoranti e del crollo dell’economia, ma anche delle tasse volute da Donald Trump in Usa e della contrazione dei consumi della Cina, l’export del vino francese paga un conto salatissimo. Nel 2020, le spedizioni si sono fermate a quota 13,6 milioni di ettolitri in volume e 8,7 miliardi di euro a valore, per un calo, rispettivamente, del 4,9% e del 10,8% sul 2019. In vino francese, in sostanza, lascia sul terreno 1 miliardo di euro: un abisso, quello emerso dall’analisi di Business France, sui dati della Direzione Nazionale di Statistica del Commercio Estero, specie se paragonato alla performance del vino italiano. Che, a ottobre 2010 (dove si fermano le rilevazioni Istat) aveva visto un calo, sullo stesso periodo del 2019, del -3,4%, a 5,11 miliardi di euro in valore assoluto.
Un 2020, quello del vino francese, che si può però dividere in due. Da una parte, un primo semestre disastroso, con un crollo delle spedizioni del 10% a volume e del 20% a valore, dall’altra gli ultimi 6 mesi dell’anno in cui comunque si registra un netto cambio di passo ed un riallineamento ai valori del secondo semestre 2019, rispetto al quale il calo a valore è dell’1,8%, con una leggerissima crescita dei volumi (+0,2%), figlia del +13% del mese di dicembre. I dati peggiori riguardano i vini fermi imbottigliati, che a volume perdono il 4,9%, e le bollicine, con lo Champagne che trascina a fondo il comparto, che chiude con un calo del 18,8% a valore, pari a 648 milioni di euro di export persi in un anno. A crescere, invece, in maniera importante, è la categoria del bag-in-box: +13,4% a volume e +7,1% a valore, ma anche lo sfuso ha chiuso in crescita il 2020.
La disputa tra Airbus e Boeing porta un conto salatissimo sul mercato Usa, che ha perso il 23,5%, ossia 442 milioni di euro. Conto pagato, principalmente, da Champagne e Bordeaux, che hanno chiuso il 2020 con un passivo complessivo di -634 e -288 milioni di euro di fatturato estero. Le bollicine hanno sofferto più di ogni altra categoria, in un anno in cui c’è stato davvero poco da festeggiare, specie con i locali chiusi. Bordeaux, invece, continua a pagare lo scotto della frenata delle importazioni della Cina, calate a volume, globalmente, del 30%. Ma in forte ripresa a dicembre: +49% sullo stesso mese del 2019, anche in virtù dei super dazi che hanno affossato, contestualmente, il vino australiano. Resistono i piccoli mercati europei - come Olanda, Svezia, Norvegia e Irlanda - e i Paesi emergenti come Corea del Sud e Brasile.

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