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CIBO SOLIDALE

Le “Opere” per i poveri e le associazioni di volontariato italiane si uniscono per distribuire pasti

Nell’aggravarsi della situazione sociale in Italia, l’ultima case history arriva da Bologna e vede insieme Opera di Padre Marella e Cucine Popolari
CIBO SOLIDALE, CUCINE POPOLARI, OPERA DI PADRE MARELLA, POVERTA, Non Solo Vino
L’unione fa la forza, a Bologna, per distribuire pasti ai bisognosi

L’ultimo Rapporto Censis sulla situazione sociale del nostro Paese restituisce una fotografia impietosa e preoccupante. Se fino a pochi anni fa il rischio di esclusione sociale colpiva 1 italiano su 4, oggi riguarda quasi 1 su 3. E sia che leggiamo i dati provenienti da Bruxelles che quelli Istat o della Caritas, il verdetto è sempre il medesimo. Con le previsioni che, tra guerre, emergenze sanitarie, idriche ed energetiche, ci indicano un percorso da affrontare insieme. L’unione fa la forza, come a Bologna dove, da oggi, inizia la collaborazione tra Opera di Padre Marella e Cucine Popolari per garantire un maggior numero di pasti d’asporto a chi si trova in difficoltà, tutti i giorni a pranzo, al Pronto Soccorso Sociale “Padre Gabriele Digani” (dall’ingresso di Via Ruggero Ruggeri, 6).
“L’unione fa la forza, soprattutto adesso che ci attendono tempi non facili. Questa iniziativa vuole “stringere i ranghi e rafforzare le barricate” per riuscire ad affrontare i contraccolpi dell’ormai prossimo autunno - spiega il presidente dell’Opera di Padre Marella, Marco Mastacchi - di fronte ai disastrosi dati sull’aumento senza precedenti della povertà e delle situazioni di bisogno nel nostro Paese e nella nostra città misurati nell’incontro concreto con il territorio, mettere insieme le forze per poter aumentare le possibilità di aiuto è stato un gesto che non ha dovuto cercare compromessi, che non ha avuto bisogno di riflessioni o considerazioni che non fossero quelle pragmatiche dell’aiuto concreto”. “Una collaborazione - aggiunge Giovanni Melli, presidente di Cucine Popolari - mossa dallo stesso pensiero per aiutare la collettività. Tessere relazioni sociali e sviluppare solidarietà in un cotesto complesso all’insegna della condivisione con umanità e cultura del dono”.
Quella di Bologna è solo l’ultima case history che fa riflettere sull’aggravarsi della povertà in Italia, con le cucine della struttura del Pronto Soccorso Sociale intitolato a Padre Gabriele Digani che si aprono ai volontari della nota associazione fondata da Mogantini, con l’intento di sperimentare un’attività a favore di persone fragili, un modello innovativo di economia di prossimità, che possa generare solidarietà, il tutto facendo quello che le due realtà cittadine sanno fare al meglio, ovvero accogliere e offrire dignità attraverso la condivisione. E fare pasti per chi fa fatica a mettere insieme il pranzo con la cena, e per chi per troppi giorni non sa nemmeno cosa siano il pranzo e la cena, che si accompagna indissolubilmente con il “dono” non solo del pasto ma anche delle relazioni: tra chi ha la stessa missione, tra chi offre e chi riceve, tra chi scopre di non essere solo e di poter condividere.

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