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VINO ED EXPORT

L’Italia enoica in Usa: dopo Brunello e Barolo, il Simply Italian Great Wines Americas Tour a Miami

La Iem tra Florida (4 febbraio), secondo Stato Usa per consumi, e Messico (6 febbraio), che nel 2019 ha importato 231 milioni di euro di vino
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Simply Italian Great Wines Americas Tour 2020, prima tappa a Miami

Il 2020 non è iniziato certo con il vento in poppa per il commercio enoico mondiale. Stasera, la Gran Bretagna lascerà ufficialmente l’Unione Europea, mentre dall’altra parte dell’Oceano non si allentano le tensioni tra Bruxelles e Washington sugli aiuti pubblici ad Airbus, che hanno dato il via all’escalation dei dazi che nello scorso ottobre hanno colpito anche il vino di Francia, Spagna e Germania, con quello italiano tutt’altro che in salvo, viste le continue minacce di ulteriori tariffe, questa volta fino al 100%, per adesso scongiurate. Il pericolo, però, è reale: la Francia nel primo mese post dazi - novembre 2019 - ha visto le proprie esportazioni crollare del -36%, mentre il Belpaese ha chiuso i primi 10 mesi dell’anno in crescita del +4,2% a valore sul 2018, a quota 1,28 miliardi di euro.
Un primato da “difendere”, rilanciando forte sulla promozione e sul business in terra americana,
dove dopo il Brunello, che ha debuttato con l’annata 2015, nei giorni scorsi, a New York e San Francisco, faranno tappa Barolo e Barbaresco, con il “Barolo & Barbaresco World opening” di scena a New York il 4 febbraio, in contemporanea con la prima tappa del Simply Italian Great Wines Americas Tour 2020 (la seconda a Città del Messico, il 6 febbraio) della Iem - Internaztional Exhibition Management guidata da Marina Nedic e Giancarlo Voglino, che riparte da Miami, Florida, terzo Stato americano per numero di abitanti (21 milioni, dietro solo a California e Texas), e secondo per consumi enoici complessivi, grazie ad un consumo pro capite annuo di 13 litri di vino. L’appuntamento è - il 4 febbraio - al Ritz Carlton Hotel di Fort Lauderdale, con le aziende dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini e dell’Asti Docg, Baglio di Pianetto e Ricci Curbastro, solo per citarne alcune, che incontreranno 500 professionisti del settore, tra importatori, distributori e ristoratori, tra masterclass - da “Verdicchio, The Essence of a Land” a cura dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini a “D.O.C. delle Venezie, Pinot Grigio Stile Italiano”, condotto da Charlie Arturaola - e walkaround tasting.
“È fondamentale continuare a essere presenti su questo mercato in un momento delicato come questo, continuando a presidiarlo ancora più da vicino - spiega Marina Nedic, managing director di Iem e Ieem Usa -. Negli Stati Uniti le prospettive di consumo sono strettamente legate all’evoluzione della composizione demografica tra le diverse generazioni, infatti, le previsioni per i prossimi 5 anni indicano un tasso medio di crescita annua dei consumi di vino vicino al 1,5% con un aumento dei consumi da parte dei Millennials”. Al fianco di Iem, a Miami ci sarà anche l’Ice - Istituto per il Commercio Estero, perché, come ricorda Antonino Laspina, Italian Trade Commissioner dell’Agenzia Ice di New York, “considerando l’interesse crescente per il vino italiano anche in città secondarie degli Usa, crediamo sia essenziale sostenere eventi che consentano ai vini italiani di alta qualità di trovare nuovi mercati e così favorire l’incremento del prezzo medio dei vini italiani negli Usa. Tali obiettivi sono perfettamente in linea con la nostra attività di formazione “Italian Wine: Taste the Passion”, lanciata nel 2019 per promuovere il vino italiano negli Stati Uniti, che prevede ancora quattro città nel 2020: Los Angeles, Boston, Dallas e Philadelphia”.
Il 6 febbraio, invece, il Simply Italian Great Wines Americas Tour 2020 fa tappa a Città del Messico, Paese che, con oltre 231 milioni di euro di vino importati nel 2019 rientra nella top 25 degli importatori più importanti al mondo, ma anche un mercato particolarmente aperto, con accordi di libero scambio con più di 50 Paesi del mondo. “La popolarità del vino in Messico - spiega ancora Marina Nedic - è cresciuta significativamente nel corso degli ultimi anni, creando uno scenario di consumi in cui l’Italia si classifica al terzo posto con un valore di quasi 13 milioni di euro di vino esportato nel primo semestre del 2019, ed una quota di mercato in crescita di +11,4% sul 2018”. Ad oggi, il consumo di vino in Messico, è trainato da tre gruppi principali: uomini con reddito medio-alto appassionati di prodotti gourmet che si orientano sull’acquisto di prodotti europei di qualità elevata, donne fra i 25 e i 40 anni attente ad uno stile di vita salutare che sono più inclini al consumo di vino bianco piuttosto che birra ed infine turisti, che visitano sempre più assiduamente il paese e consumano vino, soprattutto rosso (per il 68%).
Protagonisti, ovviamente, i produttori del Belpaese - da Bottega a Umberto Cesari, da Campo alle Comete a Cusumano, da Feudi di San Gregorio a Cantina Valpolicella Negrar, fino ai Vignaioli del Morellino di Scansano - al centro del walk around tastign e di diverse masterclass, come “One Denomination, Three Great Wines: Asti, Asti Secco, Moscato d’Asti Docg”, guidata dalla celebre sommelier Georgina Estrada Gil e da Miguel Angel Cooley, presidente dell’Associazione Messicana Sommelier, “Traceability and Regulation of Italian DOc Wines e Federdoc Focus on Franciacorta: One Territory, Three Denominations”, presentata dal Presidente Riccardo Ricci Curbastro, la masterclass dei vini delle cantine italiane importate da Orfe México diretta da Giovanni Orlotti e “ Masi Expertise: Appassimento y Doble Fermentación”, firmata Masi Agricola.

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