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ECONOMIA

Liv-ex, oltre i soliti noti: quante etichette italiane sul mercato secondario dei fine wine

Nel primo semestre 2020 boom di referenze scambiate, e se la quota di Bordeaux cala quella degli italiani cresce, spinta da Brunello e Barolo
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I vigneti del Brunello di Montalcino

Non è bastato il lockdown, né la crisi, con cui dovremo ancora fare i conti a lungo, a frenare l’interesse ed il giro d’affari intorno ai fine wine. Che, mese dopo mese, come rivela il Liv-ex, l’indice di riferimento del mercato secondario dei vini da investimento, amplia in modo vistoso la platea delle etichette scambiate, a tutto vantaggio delle produzioni del Belpaese, che ormai hanno una quota seconda solo a quella di Bordeaux. Nel primo semestre 2020 il numero di vini scambiati è stato superiore del 39% sullo stesso periodo del 2019, costantemente sopra a quota mille, fino a superare, per la prima volta, le 1.000 referenze di luglio 2020, il 20% in più di giugno.
Un ampliamento del mercato a scapito di Bordeaux, che rimane di gran lunga il territorio di riferimento, ma che ha visto la propria quota di etichette scambiate sul mercato secondario dei fine wine passare dal 46% di gennaio al 34% di luglio. La quota delle etichette di Bordeaux Italia, Borgogna e Champagne è arrivata invece all’83% del totale a gennaio, scendendo al 77% a luglio. Nello stesso periodo, a registrare la crescita più sostanziosa sono stati proprio i vini di Italia, Spagna e Rodano, con il numero di vini unici scambiati cresciuti del 154%, 153% e 127% da gennaio. Buone anche le performance di Austria, Germania, Cile e Loira, partendo però da una base decisamente meno preponderante.
Tornando all’Italia, i cui vini rappresentano poco meno del 20% delle transazioni complessive di luglio, sul lungo periodo hanno sicuramente pesato, in maniera positiva, due fattori. Il primo è l’aver superato indenne la scure dei dazi imposti da Trump (pochi giorni fa per la terza volta, ndr), che hanno invece colpito i vini francesi, confermando i vini italiani come un ottimo investimento anche Oltreoceano; il secondo è l’arrivo sul mercato, ad inizio anno, di due annate eccellenti dalle due denominazioni di riferimento del vino italiano nel mondo: il Brunello di Montalcino 2015 ed il Barolo 2016.
Ed è proprio questo l’aspetto interessante: oltre alle etichette presenti sul Liv-Ex 100, l’indice di riferimento della piattaforma (di cui fanno parte il Barolo 2014 di Bartolo Mascarello, il Barolo Villero 2013 di Brovia, lo Sperss 2013 di Gaja, il Barolo Riserva Monfortino 2010 di Giacomo Conterno, il Masseto 2014 e 2015, l’Ornellaia 2013 e 2015, il Sassicaia 2014, 2015 e 2016, il Solaia 2015 ed il Tignanello 2016 della Marchesi Antinori), ed a quelle dell’Italy 100, ossia l’indice che monitora l’andamento delle ultime dieci annate in commercio delle etichette più prestigiose (quelle di Sassicaia, Solaia, Tignanello, Guado al Tasso, Gaja Sorì San Lorenzo, Gaja Barbaresco, Gaja Sperss, Giacomo Conterno Barolo Riserva Monfortino, Masseto, Ornallaia), sono centinaia le etichette capaci di trovare un mercato, e che meritano ovviamente di essere monitorate dal Liv-ex, dalle griffe del Brunello ai grandi nomi di Barolo e Barbaresco, ma anche i simboli della Valpolicella, del Chianti Classico, di Bolgheri, territori con una loro nicchia di mercato e con investitori, appassionati e collezionisti pronti a puntarci.

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