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BOLLICINE

Lo status degli spumanti italiani secondo Marcello Lunelli, vicepresidente Ferrari

L’intervento per il Forum sul mercato del vino, di scena oggi, all’Accademia Intrecci, by Società di Consulenza Enologica Chiasso-Cotarella
BOLLICINE, CHAMPAGNE, FERRARI, INTRECCI, MARCELLO LUNELLI, METODO CLASSICO, PROSECCO, vino, Italia
Marcello Lunelli, vicepresidente di Cantine Ferrari

Gli spumanti sono, da anni, il traino del mercato del vino mondiale ed italiano, ma non sono del tutto immuni dalla complessità del momento. E, sul tema, riceviamo e volentieri pubblichiamo l’intervento di Marcello Lunelli, vicepresidente Ferrari, realtà trentina leader in Italia e riferimento mondiale delle “bollicine”, realizzato per il Forum sul mercato del vino, di scena oggi all’Accademia Intrecci, a Castiglione in Teverina, della Famiglia Cotarella, promosso dalla Società di Consulenza Enologica Chiasso-Cotarella, “Ripensare il vino: momenti e strategie per crescere in un mercato che cambia”, che ha evidenziato le dinamiche del mercato della spumantistica mettendo a confronto Prosecco Doc e Prosecco Docg, Champagne e Metodo Classico Italiano.

Lo status degli spumanti italiani - Marcello Lunelli, vice presidente Cantine Ferrari
“Sovrapproduzione, domanda stagnante e dazi impattano sulle vendite. Lo spumante però tiene”
Squilibrio tra domanda e offerta in Italia: a fine 2025 le cantine italiane registrano giacenze record di 60 milioni di ettolitri di vino in stoccaggio. Il settore è appesantito da sovrapproduzione, domanda interna stagnante e un export rallentato anche dai nuovi dazi Usa. Calo dei consumi Usa: nel 2025 le vendite di vino sono diminuite del -8,8% a volume. Il calo non è attribuibile interamente ai dazi, in quanto questi hanno contribuito a peggiorare una domanda già in fase discendente, accelerando la contrazione del mercato. Anche il pricing del vino pesa sui consumi italiani. Ricarichi eccessivi e capacità di spesa in diminuzione, allontanano ulteriormente i consumatori dalla categoria. In questo contesto però, nel 2025, la performance dello spumante in Italia (Charmat + Metodo Classico) nella Gdo si stacca dalla media e cresce sia a valore (+3%) sia a unità (+2,9%).

Il Prosecco continuano a crescere in Italia
Nel 2025 cresce la categoria Prosecco nell’ambito della Gdo (+2,7% a valore; +4% a volume) (dati Circana, Gennaio-Dicembre 2025, totale Italia Iper+Super+Libero servizio Piccolo).

Prosecco Doc
Come imbottigliamenti, l’anno si conclude con 5.004.388 ettiliri imbottigliati (+1,1%, dati Consorzio del Prosecco Doc al 07/01/2026). In Italia, in crescita la performance del Prosecco Doc in bottiglia da 0,75lt nel canale moderno (+1,1% a valore; +2,5% ad unità in bottiglie, dati Circana, Gennaio-Dicembre 2025, totale Italia Iper+Super+Libero servizio Piccolo)

Prosecco Docg
Nel 2025, il Prosecco Docg registra una crescita complessiva degli ettolitri atti al prelievo del +10,1% (dati consorzio Conegliano Valdobbiadene Docg, Gennaio-Dicembre 2025).
In Italia nella Gdo, si osserva uno sviluppo del segmento sia a valore (+4,3%) sia a unità vendute in termini di bottiglie 0,75lt (+6,2%, dati Circana, Gennaio-Dicembre 2025, totale Italia Iper+Super+Libero servizio Piccolo.)

Il Metodo Classico brilla nella distribuzione moderna in italia
Il metodo classico, italiano e francese, ha visto una crescita del 9% a valore e del 10,8% in unità (dati Circana, Gennaio-Dicembre 2025, totale Italia Iper+Super+Libero servizio Piccolo).
Per il metodo classico francese: 1,7 milioni di bottiglie (+18%) e 52 milioni di euro (+11%), con una dinamica molto positiva, ma su base più contenuta.
Per il metodo classico italiano: 10 milioni di bottiglie (+10%) e 140 milioni di euro (+8,4%), con la tipologia che contribuisce in modo dominante alla crescita della categoria.
Ma il sistema champagne inizia a vacillare: le spedizioni globali di Champagne hanno raggiunto 266 milioni di bottiglie, segnando un calo di circa -2% rispetto ai 271,4 milioni del 2024 e del -17% sui 326 milioni di bottiglie del 2022. Nel 2025, il mercato francese ha rappresentato 114 milioni di bottiglie (-3,6% rispetto all’anno precedente).
Nel 2025, la divisione Wines & Spirits di Lvmh ha evidenziato un calo del fatturato del -5% organico. All’interno della divisione, la categoria Champagne & Wines ha chiuso l’anno con 3 miliardi di euro di ricavi, in flessione del -2,9% sull’anno precedente.
Il Comité Champagne ha fissato a 9.000 kg per ettaro la quantità di uva commercializzabile per la campagna vendemmiale 2025-2026. Una decisione mirata a ridurre il vino rimasto in cantina, considerato eccessivo.

Luci e ombre, categorie a confronto:
Champagne
La crisi francese nasce da una scelta precisa: l’arroccamento. Per proteggere margini e prestigio, le Maison hanno spinto sulla “premiumizzazione”, alzando i prezzi in modo forzato. Risente della crisi del comparto nel suo complesso e di un profondo cambio di paradigma: i nuovi consumatori preferiscono l’esperienza al possesso. Trasformatosi in un “asset da collezione”, lo Champagne ha così perso il contatto con la socialità quotidiana, auto-escludendosi dai calici del ceto medio mondiale e perdendo fedeltà alla categoria. Lo Champagne resta però il punto di riferimento a livello internazionale con brand forti e riconoscibili.

Prosecco
Il successo del Prosecco risiede nella reattività di: andare verso un consumo più informale, dinamico e leggero, rispondere ai cambiamenti degli stili di vita, intercettando la domanda di convivialità della Gen Z. Essere in grado di coniugare qualità, immediatezza di consumo e prezzo.

Metodo Classico Italiano
Il 2025 ha premiato nella Gdo le bollicine italiane per il loro lusso accessibile. La forza di alcune marche e l’equity delle denominazioni hanno sostenuto la willingness-to-pay e la preferenza d’acquisto.

In conclusione, nei confronti del consumatore, bisogna distinguersi con una narrativa di marca identificativa, basata su valori, qualità, heritage, visione prospettica. Differenziarsi senza diventare troppo elitari ma con un approccio “empatico”. Bisogna superare i canoni statici della tradizione per comunicare con un linguaggio capace di dialogare con i giovani ed emozionarli. In un contesto estero, bisogna ragionare come sistema “made in Italy” delle bollicine, in modo da proporsi - ognuno con le proprie caratteristiche - con un peso specifico importante nel contesto internazionale.
Marcello Lunelli

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