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LA NOVITÀ

L’Università di Pollenzo “mette ordine” nei test comparativi sui prodotti alimentari

L’Ateneo di Slow Food ha presentato al Ministero del Made in Italy un protocollo metodologico per armonizzarli e renderli più affidabili
MINISTERO DELLE IMPRESE E DEL MADE IN ITALY, POLLENZO, PRODOTTI ALIMENTARI, SLOW FOOD, TEST COMPARATIVI, UNIVERSITÀ DI SCIENZE GASTRONOMICHE, Non Solo Vino
L’Università di Pollenzo “mette ordine” nei test comparativi sui prodotti alimentari

Arrivano solide basi scientifiche per mettere ordine nel mondo dei test comparativi sui prodotti alimentari, un settore sempre più popolato da classifiche, recensioni e valutazioni spesso usate dai consumatori per orientarsi, ma non sempre fondate su metodi affidabili. L’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, fondata da Slow Food, ha presentato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy un’analisi che evidenzia varie criticità nei test condotti da riviste, siti specializzati e creator digitali: campioni non omogenei, criteri vaghi o assenti, prodotti non comparabili e uso impreciso di termini tecnici che confondono qualità oggettiva e semplice gradimento. Lo studio, elaborato dal Sensory Behavior and Cognition Lab dell’Università e pubblicato sulla piattaforma Publicnow, propone una serie di raccomandazioni per armonizzare le pratiche e garantire maggiore tutela ai consumatori tramite protocolli chiari e replicabili anche fuori dai laboratori accademici.
Il nuovo protocollo definisce tre approcci metodologici validati scientificamente: nei test di gradimento base è previsto un panel minimo di 50 consumatori reali con assaggio alla cieca, scale di valutazione standardizzate e analisi statistiche per identificare differenze significative; nei test completi con analisi descrittiva si raccomanda un panel di 100-120 consumatori e la realizzazione di classifiche accompagnate da profili sensoriali dettagliati e individuazione dei driver di preferenza; infine, per le analisi professionali si prevede il coinvolgimento di un panel di assaggiatori qualificati e una descrizione analitica approfondita delle caratteristiche sensoriali, includendo sempre una tabella informativa su organizzatori, criteri adottati, numero e tipologia dei valutatori e prodotti analizzati. In ogni caso, viene raccomandata la pubblicazione di una tabella che indichi organizzatori, criteri, numero di prodotti analizzati e tipologia dei valutatori.
Come spiega Luisa Torri, prorettrice Università di Pollenzo e direttrice Sensory, Behavior and Cognition Lab, “solo metodi rigorosi e comunicazioni trasparenti possono garantire risultati affidabili e davvero utili”. Secondo Mario Piccialuti, dg Unione Italiana Food, “ci auguriamo che l’adozione di queste raccomandazioni consenta di migliorare il panorama dell’informazione alimentare in Italia. Dal lato delle aziende alimentari, le raccomandazioni rappresentano una garanzia di equità: i loro prodotti verranno valutati secondo criteri scientifici uniformi, che davvero siano utili per i consumatori, rafforzando la credibilità e autorevolezza presso chi legge o ascolta con fiducia i test”.

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