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IL CASO

Mense scolastiche, la Regione Toscana promuove il “km 0”, ma il Governo impugna la legge

Secondo il Consiglio dei Ministri, la norma Toscana (approvata all’unanimità) andrebbe contro la libera concorrenza. Remaschi: “atto incomprensibile”
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Mense scolastiche, la Regione Toscana promuove il “km 0”, ma il Governo impugna la legge

Una Regione si impegna a premiare progetti comunali che si impegnino a valorizzare i prodotti a chilometro zero nelle mense scolastiche, puntando qui sulla filiera corta, sul territorio e sulla salubrità degli alimenti, approvando la norma all’unanimità, ma il Governo impugna la legge, perchè, a suo dire, sostanzialmente, in alcune parte violerebbe le regole sugli appalti per la ristorazione scolastica, sulla concorrenza e sulla libera circolazione delle merci. A dirla così, un parodosso, l’ennesimo, tra buoni propositi, buon senso e burocrazia. Succede così che il Consiglio dei Ministri abbia impugnato la legge 75 del 10 dicembre 2019 delle Regione Toscana, approvata l’unanimità dal Consiglio Regionale, con la quale si stanziano un milione di euro spalmati sul biennio 2020-2021, soldi destinati ai progetti che prevedono l’uso di almeno il 50% di prodotti a chilometro zero nella preparazione dei pasti”.
Un caso davvero peculiare, in un’epoca in cui si promuove l’economia di territorio, l’attenzione all’ambiente, la lotta allo spreco, l’educazione alimentare dei più piccoli e tante altre tematiche che nella filiera corta trovano un alleato importante. “Il senso di questa impugnazione mi sfugge - sottolinea, dal canto suo l’Assessore all’Agricoltura della Regione Toscana, Marco Remaschi - anche perché la legge non prevede finanziamenti a nessun soggetto o comparto economico: la Giunta finanzia “progetti pilota” presentati dai Comuni. In questi progetti deve essere previsto l’impiego, nella preparazione dei pasti, di almeno il 50% di prodotti a chilometro zero, il tutto accompagnato da iniziative di informazione e sensibilizzazione. La legge sulle mense scolastiche - continua Remaschi - è stata approvata dal Consiglio regionale all’unanimità: è lampante che va nella direzione giusta per l’alimentazione dei ragazzi, per l’ ambiente, per le economie sostenibili come quella biologica. Faremo di tutto perché il percorso che abbiamo attivato, in cui abbiamo coinvolto tutti i soggetti interessati a vario titolo, e sul quale si è espressa coralmente la comunità toscana, non debba essere interrotto”.

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