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NELL’ANNO BISESTILE

Nasce il “Giorno in più della Creatività”: il 29 febbraio, da un’idea dello chef Matteo Baronetto

L’invito è di inventare qualcosa fuori dall’ordinario almeno per i prossimi anni. Al Del Cambio a Torino saranno piatti in carta solo per un giorno

Un’idea così originale, ed a dir poco “eccezionale” visto che può capitare per un solo giorno e solo ogni quattro anni, non poteva che arrivare da quello stesso locale tra i cui tavoli e decori ottocenteschi, che oggi dialogano con opere di Martino Gamper, Michelangelo Pistoletto e Izhar Patkin, sono nate le più brillanti intuizioni del Conte di Cavour, il più celebre tra gli avventori, e si sono scritte pagine importanti della storia d’Italia: controcorrente a tutte le apprensioni sull’anno bisestile, e al clima che, per pura coincidenza, stiamo vivendo, dal Del Cambio di Torino lo chef stellato Matteo Baronetto lancia il “Giorno in più della Creatività”, invitando a inventare qualcosa fuori dall’ordinario e irripitebile per il 29 febbraio. Nel suo celebre ristorante-salotto della città, con la sua brigata, in un momento di creatività condivisa tra la cucina del ristorante ed il team di pâtissiers della Farmacia Del Cambio, preparerà piatti ad hoc che si potranno assaggiare solo nel giorno in più del calendario 2020 e non saranno più replicati. Un evento eccezionale, declinato in un menù altrettanto eccezionale, con Cannolicchi, lardo, filoni e pioppini e Savoiardo al cacao, ripieno di mousse al tiramisù e cremoso al caffè. L’ispirazione? Il “leap year”, l’anno del salto - perché le date dopo il 29 febbraio si spostano di due giorni in avanti rispetto al “solo” giorno dell’anno precedente - come lo definiscono gli anglosassoni, con una filosofia positiva, a noi sconosciuta. Almeno finora.
Alla base dei piatti, c’è un’idea ben precisa: con il primo piatto, Baronetto reinterpreta il concetto delle similitudini (“similes cum similibus” dal latino), per sottolineare come alcuni prodotti si “assomiglino” tra loro prima della trasformazione in cucina e come poi il loro accostamento risulti armonico e innovativo (in questo senso, altre similitudini nascono dall’incontro tra olive taggiasche e amarene, o tra avocado e zucchina, fino ad arrivare a seppia e lardo o champignon e rognone di coniglio), con il saper osservare il prodotto in natura e dopo la sua trasformazione che diventa quindi parte fondamentale del processo creativo. Il dolce, invece, si ispira in maniera ironica a uno dei “casi” artistici del 2019, ovvero “Comedian”, la famosa banana “scotchata” al muro dall’irriverente artista Maurizio Cattelan: che cos’è oggi l’arte? E come si inserisce il concetto di tradizione nei nuovi codici visivi così utilizzati nelle opere moderne? La risposta dello chef sta nella reinterpretazione del classico savoiardo, qui al sapore di tiramisù, che viene letteralmente “attaccato” al piatto.

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