In un sistema complesso come quello del vino italiano, che poggia la sua essenza sul sistema delle Dop e delle Igp, a cui si sono unite da tempo certificazioni legate non solo all’origine ma ai metodi di produzione, che talvolta sono anche necessarie per accedere a certi mercati (dal bio alla produzione integrata, per esempio, e più in generale legate al concetto di sostenibilità, non più solo ambientale, ma anche sociale, per esempio), il lavoro di certificazione diventa sempre più importante. E, in questo senso, in Italia, sta per arrivare il “Polo Vitivinicolo del Triveneto”, presentato come “il più grande sistema coordinato di organismi di controllo e Consorzi del Paese, un modello innovativo al servizio della qualità, della tracciabilità e della competitività del vino italiano, che nasce dal percorso avviato oltre dieci anni fa da Triveneta Certificazioni”. La presentazione è in calendario il 31 gennaio 2026 a San Vito al Tagliamento (Pordenone), con la partecipazione dei componenti del “Polo Vitivinicolo del Triveneto”, ovvero i Consorzi della Doc delle Venezie, del Prosecco Doc, della Doc Friuli, dalla Doc Friuli Grave, e gli organismi di certificazione Ceviq, Siquria, Valoritalia e Asso-Odc.
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