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AGRICOLTURA BIOLOGICA

Nasce la Carta dei Valori a tutela del settore bio made in Italy firmata Cia-Agricoltori Italiani

Un vero e proprio “manuale”, con principi etici e di comportamento per lo sviluppo dell’agricoltura biologica e biodinamica, tra obiettivi e valori
ANABIO, CARTA DEI VALORI A TUTELA DEL SETTORE BIO MADE IN ITALY, CIA AGRICOLTORI ITALIANI, Non Solo Vino
Cia-Agricoltori Italiani firma la Carta dei Valori a tutela del settore bio made in Italy

Visione, principi e obiettivi, valori e finalità in relazione a cittadini e organizzazioni, istituzioni e organi internazionali: Cia-Agricoltori Italiani ha individuato in questi punti i pilastri per creare una Carta dei Valori a tutela del settore e delle produzioni bio made in Italy, firmata da Anabio, l’Associazione per il biologico di Cia-Agricoltori Italiani, presentata oggi a Roma. Un vero e proprio “manuale” del buon comportamento, che delinea i punti chiave del settore biologico, ne illustra gli obbiettivi e gli scopi, ne sottolinea l’importanza per l’equilibrio dell’ecosistema, e ne disegna la visione di coesistenza armonica tra uomo, animali e ambiente.
Un documento chiaro, schematico e lineare, che vuole essere semplice e comprensibile a primo impatto: innanzitutto, Cia ci tiene a sottolinearne la visione, da cui è nata l’Organizzazione, e di conseguenza poi la Carta dei Valori. Biologico e biodinamico rientrano in quella visione dell’agricoltura - si legge sul documento - coerente con i principi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Per questo, sono stati tenuti come linee guida, gli obiettivi Onu per lo Sviluppo Sostenibile definiti nell’Agenda 2030, con principi che contribuiscono a ridurre emissione di gas serra, cambiamenti climatici, inquinamento delle acque, erosione suoli, dissesto idrogeologico, disuguaglianze sociali e rischi malattie per l’uomo e tutti gli esseri viventi.
In 7 punti, si arriva poi agli obiettivi pratici del bio, che dovrebbero diventare gli obiettivi di ogni attore dell’intera filiera: favorire l’agricoltura multi-fattoriale basata sul collegamento a terra, conservare e rinnovare humus contro distruzione, erosione suolo e lisciviazione, gestire con più efficacia acqua ed energie fossili, promuovendo energie rinnovabili, lotta agli sprechi e reimpiego di materiali naturali come legno e canapa, proteggere la biosfera, direttamente o indirettamente, ricorrendo a mezzi e tecniche utili a ridurre le emissioni di gas serra, prevenire lo sviluppo di Ogm, garantire alta qualità nutrizionale di prodotti e alimenti, sia per gli esseri umani che per gli animali, nel rispetto di stagionalità e metodi di conservazione naturale, e incoraggiare progresso e innovazione, ricerca e diffusione della conoscenza per un’agricoltura ecologica dalla produzione alla trasformazione e dalla distribuzione al consumo. Valori, che come sempre succede, si basano su altrettanti principi, che in questo caso si trasformano in veri e propri “principi costituenti”, basati sull’equità, sul territorio, sul rispetto e sulla cura, da cui partire per costruire una nuova cultura agroalimentare basata sulla cooperazione, nel rispetto dell’equità e contro pratiche commerciali sleali, promuovere sostenibilità nella coesistenza e tutela di paesaggio, pascoli e sviluppo produzioni animali, operare con gli strumenti di mercato in grado di garantire a tutti i soggetti coinvolti lungo la catena, valorizzare il territorio, agevolando la tenuta delle aree interne e allo stesso tempo la produzione, la promozione e il commercio dei prodotti tipici e locali, ma anche per adottare politiche di governo che consentano la crescita delle aziende biologiche, assicurare livelli adeguati di remunerazione attraverso lo strumento delle assicurazione da rischi di mercato e climatici, e prevedere e attivare adeguate campagne informative e di comunicazione verso il cittadino/consumatore, favorendo un rapporto sempre più diretto e trasparente con gli agricoltori/produttori.
Obiettivi, principi, valori: importanti, se non fondamentali, ma da affiancare alla pratica, che soprattutto in materia ambientale e climatica deve anche essere tempestiva. E Cia-Agricoltori Italiani nella sua Carta dei Valori ha previsto anche questo. Cioè, in pratica, come raggiungere gli obiettivi? E Anabio ha individuato due strade fondamentali da seguire: una che riguarda i cittadini e le organizzazioni, e l’altra che si occupa di istituzioni e dialogo civile. Per le prime, la Carta mette nero su bianco tre questioni centrali: rendere accessibile il consumo di prodotti biologici, incentivando i circuiti brevi, coinvolgendo organizzazioni collettive di produttori bio e comunità locali anche in un dialogo territoriale attraverso Gruppi di acquisto solidale (GAS); lavorare con le periferie delle città e le aree interne del Paese, le zone rurali e svantaggiate per sradicare tra l’opinione pubblica una visione elitaria del biologico e riaffermare il diritto umano alla qualità, e infine democratizzare conoscenze, tecniche e progetti sul biologico con iniziative educative e formative che puntino su indipendenza degli individui, loro valore aggiunto nella diversità di sesso, età, nazionalità, empowerment di coloro che operano nell’ambito del biologico e del biodinamico a tutti i livelli e in particolare nelle organizzazioni attraverso le associazioni che al loro interno guardano a giovani, donne, anziani.
Per le istituzioni e dialogo civile, per Cia-Agricoltori Italiani bisogna insistere per promuovere la partecipazione attiva all’economia locale, guidando l’imprenditorialità collettiva e frutto di legame sociale soprattutto quale leva di sviluppo nelle aree rurali vitali, privilegiare gli scambi con il tessuto associativo, puntando sull’economia sociale e solidale, sulle partnership con la società civile, creare occasioni di reale scambio e interazione positiva tra società e istituzioni/politica locale, nazionale ed Europea per favorirne il dialogo e la co-progettazione, e last but not least, credere e investire nella solidarietà internazionale anche nel campo dell’agricoltura biologia e biodinamica, attraverso la cooperazione e azioni politiche che favoriscano indipendenza e autosufficienza alimentare dei popoli.

“La Carta dei valori - ha commentato il presidente Anabio, Federico Marchini - rappresenta il documento da cui partire per lavorare in modo proficuo, insieme anche a tutte quelle associazioni attive nell’ambito del bio che vorranno aderire, alla definizione di un testo unico per il biologico italiano”.

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