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15 GIUGNO 1925-15 GIUGNO 2020

Nei cento anni dalla nascita, l’Albertone Nazionale specchio dei vizi degli italiani anche a tavola

Nella sua parodia del Belpaese, Sordi ci ha insegnato a godere del piacere del buon cibo e del buon vino, anticipando una passione tutta contemporanea

Dici spaghetti e prima ancora che all’Italia, pensi a “Un americano a Roma” e a Nando Moriconi, giovanottone di borgata con la fissa dell’America, che, vestito alla James Dean, non resiste ai “Macarò” e ad una buona bottiglia di Lambrusco, alla faccia del cibo americano. Con una scena e quel “m’hai provocato e io te distruggo, macaroni! I me te magno!”, che non sono solo una scena cult della pellicola diretta da Steno nel 1954 e del cinema italiano, ma della storia stessa di noi italiani. E non solo, perché quella scena in cui l’Albertone Nazionale riesce a rendere protagonisti gli spaghetti, quanto il suo personaggio, è tra le immagini più diffuse e conosciute al mondo, al cinema, come in Tv, nella stampa come - e qui sta la misura della portata - sul web, social network in primis, dove, c’è da scommetterlo, è tra le più cliccate di sempre. A cento anni dalla nascita, anche qui sta la magia di Alberto Sordi, mostro sacro del cinema e del mondo culturale italiano che con la sua petrante satira di costume, diventata essa stessa fenomeno di costume, ha raccontato, vizi e virtù degli italiani, anche a tavola. Attorno alla quale, ci ha insegnato a godere del piacere del buon cibo e del buon vino, anticipando una passione tutta contemporanea.
Del popolo italiano, Sordi, nato a Trastevere, nel cuore di Roma, il 15 giugno 1920 e scomparso nel 2003, ha impersonato tutto, in film che hanno segnato la storia della commedia italiana e non solo, diretto dai più grandi registi, e al fianco delle attrici più celebri, da “Scipione l’africano” (1937) di Carmine Gallone a “Lo Sceicco Bianco” (1952) di Federico Fellini, da “I vitelloni” (1953) sempre di Fellini a “La grande guerra” di Mario Monicelli (1959), da “Il medico della mutua” di Luigi Zampa (1968) a “Il prof. dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue” (1969) di Luciano Salce, da “Roma” (1972) di Fellini a “Polvere di Stelle” (1973) dello stesso Sordi, da “Un borghese piccolo piccolo” (1977) di Monicelli a “Il malato immaginario” (1979) di Tonino Cervi, da “In viaggio con papà ”(1982) sempre con la sua regia a “In nome del popolo sovrano” (1990) di Luigi Magni, facendosi spesso precursore di comportamenti agli estremi, cinici e comici ma anche profondi, che poi, ahimé, nel bene o nel male ci hanno reso famosi tanto quanto i nostri artisti, letterati o scienziati. Come il maniacale, ma genuino e insostibuibile rapporto con il cibo. Con la polenta e il sugo con in mezzo un’unica salsiccia rovesciati sul tavolo dove “ognuno ha la sua zona, chi arriva prima al centro prende la salsiccia” dei soldati italiani che, reduci dell’armistizio, tornano a condividere il pranzo a casa di un commilitone, in “Tutti a casa” di Luigi Comencini (1960). O con gli spaghetti, ancora una volta, “piatto della pace” tra i genitori e i figli che li avevano messi a dieta ferrea durante “Le vacanze intelligenti”, episodio n. 3 di “Dove vai in vacanza”, diretto dallo stesso Sordi nel 1978. Senza dimenticare, “quer vinello” delle vigne del Mascherone de “Il Marchese del Grillo”, capolavoro di Monicelli del 1981 (dal nome della leggendaria seicentesca fontana di Via Giulia a Roma, dalla quale sgorgova vino e attorno alla quale si organizzavano baccanali).
Tra gli omaggi, nel centenario della nascita, è in programma una grande mostra a Roma (3 aprile-29 giugno, già posticipata, e salvo nuove proroghe, ndr), nella celebre Villa dell’attore, per la prima volta aperto al pubblico, in Piazza Numa Pompilio con vista sulle Terme di Caracalla, nei vari ambienti della casa e del giardino per raccontare la sua grandissima carriera attraverso l’Albertone nazionale pubblico e quello privato, con documenti inediti, oggetti, abiti, fotografie, video e curiosità, e dove c’è da scommetterlo anche il cibo, sinonimo di vita come Sordi ci ha insegnato, avrà un ruolo da protagonista.

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