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I TREND 2024

Nel turismo del futuro piccolo è bello e buono, nelle mete da non perdere grazie all’enogastronomia

Visit Italy: in testa Tropea e Mantova, città della cipolla e della zucca, e Sorano, città di vini bianchi. Coldiretti: da cibo e vino 30 miliardi

Dove andrà nel 2024 chi ama l’Italia e vuole scoprire nuove destinazioni? Da Tropea, la città della cipolla immersa in paesaggi mozzafiato lungo la “Costa degli Dei” in Calabria, a Montava, la città dei Gonzaga, di Andrea Mantegna e della zucca, perla culturale della Lombardia sempre più green, passando per Sorano, la città del tufo e del bianco di Pitigliano, nella patria dei “rossi”, la Toscana di cui è un borgo autentico fuori dal tempo. Ecco il podio delle mete da non perdere che rispecchiano i trend de “Il turismo del Futuro” 2024, il Report dell’Osservatorio del Turismo Visit Italy, principale canale di promozione indipendente dell’Italia nel mondo, con una community online di oltre 3,1 milioni di viaggiatori, secondo il quale nell’anno appena iniziato il settore continuerà la sua ripresa indirizzandosi su città, luoghi e piccoli borghi inesplorati per vivere esperienze autentiche e sostenibili a contatto con la cultura locale. Con l’enogastronomia che è la voce principale del budget della vacanza in Italia, con oltre un terzo della spesa destinato alla tavola per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per cibo di strada o souvenir enogastronomici in mercati, feste e sagre di Paese, per un impatto economico stimato in oltre 30 miliardi di euro nel 2023, tra turisti italiani e stranieri, sottolinea un’analisi Coldiretti dalla Bit-Borsa Internazionale del Turismo a Fiera Milano. E dalla quale, uno studio di Enit-Unioncamere e Isnart, conferma il 2023 anno della definitiva ripresa per il settore in termini di valore sul 2019, anno record del turismo italiano, con 7 imprese su 10 che hanno chiuso l’anno con utili di bilancio e una media del 51% di presenze (+3,8% sul 2019). Si stima che nel 2023 si siano registrate in Italia 851 milioni di presenze (in strutture ricettive e abitazioni private, con i flussi a +2,7% sul 2022) che hanno generato un impatto economico sui territori di oltre 84 miliardi di euro. Gli stranieri (+10% sul 2019 e +7% sul 2022) spendono in media sui territori 68 euro al giorno a persona, più degli italiani, che si attestano a 62 euro, facendo registrare un saldo positivo del 2,9% nei consumi turistici complessivi sul 2022.
Driver principale per il turista che visita l’Italia, il patrimonio culturale (24%), seguito dalle bellezze naturali (20%) e dagli eventi sul territorio (6,5%, ma con una propensione agli acquisti superiore alla media per consumi stimati pari a 7,8 miliardi di euro, il 9,3% del totale). I Millennial (41,1% del totale), diplomati e laureati, occupati e con uno status economico medio alto, con una buona propensione alla spesa, vanno alla ricerca di esperienze di qualità, conoscendo e “degustando” i territori nelle diverse eccellenze, dal Trentino Alto Adige al Lazio, dalla Lombardia al Piemonte, dalla Sardegna alla Calabria. Nel complesso, prendendo in considerazione gli interessi dei turisti, emergono i dati dell’Abruzzo per il turismo “green”, del Lazio per il “business”, dell’Emilia-Romagna per il turismo attivo/sportivo, e di Trentino Alto Adige e Campania per il cicloturismo. E il 2024 si preannuncia un anno molto positivo, visto che, a gennaio, risultano già vendute il 40% delle camere per i mesi di marzo e aprile.
Tutti interessi che si intrecciano alla passione per il cibo e il vino italiano, grazie alla quale l’Italia è infatti diventata leader mondiale del turismo enogastronomico che muove, in media e secondo le stime, 14 milioni di turisti per un fatturato di 2,5 miliardi di euro. Grazie, aggiunge Coldiretti, al maggior numero di specialità Dop/Igp/Stg riconosciute (325), 526 vini Dop/Igp e 5.547 prodotti alimentari tradizionali. Senza dimenticare l’agriturismo dove gli arrivi nelle 25.849 strutture hanno superato i quattro milioni, registrando un forte recupero sul 2019 (+8,5%), secondo l’ultima indagine Istat.
Tornando a guardare al futuro, l’Enit ha presentato anche “Turismo Climate-Sensitive”, primo studio italiano su come il clima sta rivoluzionando il settore, modificando, con l’aumento delle temperature medie criteri, tempi, modalità e costi di vacanza, e con le mezze stagioni che diventano alta stagione (e che proseguirà monitorando l’impatto sul turismo culturale nei siti Unesco, tra cui quelli legati all’enogastronomia, e che vale 142 milioni di presenze con una spesa turistica di oltre 12 miliardi di euro nel 2022, facendo dei 59 presidi cartine di tornasole della capacità di risposta del sistema nazionale alle criticità del cambiamento climatico). Tanto che le presenze di turisti stranieri diminuiscono del 25% in estate estivi con un contestuale aumento in primavera e autunno, e il 51% di turisti deciderà di programmare viaggi basandosi sulle previsioni del tempo.

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