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IL CASO

Peste suina, 10 tonnellate di carne dalla Cina potenzialmente pericolose sequestrate a Padova

Coldiretti: “in Ue frontiere colabrodo, serve subito l’obbligo dell’origine in etichetta per i derivati della carne suina”

Mentre la Cina fa i conti con il coronavirus che ha già contagiato 400 persone e fatto 9 vittime, si alza l’allarme sanitario anche sul fronte delle importazioni alimentari dal Paese del Dragone, dopo che la guardia di Finanza di Padova, insieme alla Asl, ha sequestrato 10 tonnellate di carni suine provenienti dalla Cina, attraverso il porto di Rotterdam, potenzialmente pericolose per la diffusione della peste suina, tanto da essere immediatamente incenerite. “Serve dare immediatamente il via libera all’obbligo dell’etichettatura d’origine sui derivati della carne suina per garantire la trasparenza e la rintracciabilità di fronte agli allarmi sanitari che si moltiplicano con la globalizzazione degli scambi”, tuona la Coldiretti, che mette sotto accusa “il sistema di controllo dell’Unione Europea, con frontiere colabrodo che hanno lasciato passare materiale pericoloso ai confini olandesi, ma anche i ritardi a livello nazionale causati da una burocrazia che non comprende l’urgenza di tracciare gli alimenti che arrivano ai consumatori in una situazione in cui l’Italia importa ogni anno dall’estero circa 1 miliardo di chili di carni suine fresche e congelate” ha affermato il presidente Coldiretti Ettore Prandini nel sollecitare l’entrata in vigore del decreto che introduce l’indicazione della provenienza per le carni suine trasformate dopo l’intesa raggiunta in Conferenza Stato Regioni.
“Il provvedimento prevede - spiega Coldiretti - che i produttori indichino in maniera leggibile sulle etichette le informazioni relative a: “Paese di nascita: (nome del paese di nascita degli animali); “Paese di allevamento: (nome del paese di allevamento degli animali); “Paese di macellazione: (nome del paese in cui sono stati macellati gli animali). Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati nello stesso paese, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: (nome del paese)”. La dicitura “100% italiano” è utilizzabile solo quando ricorrano le condizioni del presente comma e la carne è proveniente da suini nati, allevati, macellati e trasformati in Italia. Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati in uno o più Stati membri dell’Unione europea o extra europea, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: UE”, “Origine: extra UE”, “Origine: Ue e extra UE”.

Il via libera all’obbligo dell’etichettatura d’origine su tutti i salumi tutela un settore nazionale che vale, secondo la Coldiretti, 20 miliardi di euro, ed è atteso dal 93% degli italiani che ritengono importante conoscere l’origine degli alimenti e dire finalmente basta all’inganno di prosciutti e salami fatti con carne straniera ma spacciati per made in Italy, secondo la consultazione on line del Ministero delle Politiche Agricole.
“La peste suina africana - conclude la Coldiretti - è una malattia virale contagiosa che colpisce suini e cinghiali. Questo virus può essere trasmesso facilmente da un animale all’altro attraverso stretti contatti tra individui, o con attrezzature contaminate (camion e mezzi con cui vengono trasportati gli animali, stivali, ecc.) o attraverso resti di cibo che trasportano il virus e abbandonati dall’uomo. Considerata dunque la facilità di trasmissione il rischio che il contagio possa essere esteso agli allevamenti italiani rappresenterebbe un gravissimo danno”.

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