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PROGETTI

Promuovere l’alimentazione sana in sintonia con la natura: la mission di “Fondazione Cotarella”

Dominga, Marta ed Enrica Cotarella: ricostruire il rapporto con il cibo attraverso educazione, formazione, attività artistiche e ricerca scientifica

Promuovere e sostenere stili di vita, abitudini, studi e cure improntate a un’alimentazione sana ed equilibrata e in sintonia con la natura, attraverso attività di educazione, istruzione e formazione professionale, laboratori esperienziali, sostegno all’ambiente, attività culturali, artistiche e ricreative, agricoltura sociale e ricerca scientifica: ecco la mission della “Fondazione Cotarella”, voluta da Dominga, Marta ed Enrica Cotarella, figlie di Riccardo e Renzo Cotarella. Al centro, ci sono lo studio del rapporto con il cibo, con l’ambiente, con la natura significa osservare, studiare, capire, “mangiare e bere” i valori della terra. Ma anche la necessità di coinvolgere i giovani e farli diventare attori delle loro scelte responsabili, dandogli fiducia, facendoli divertire, accogliendo le loro idee. E ancora, coinvolgere e rendere più consapevoli gli insegnanti, i genitori, gli amministratori, i manager, i produttori. Tutti i soggetti che possono svolgere un ruolo importante, decisivo. Tutto questo significa anche raccontare la cultura del territorio: la storia dei cibi, delle ricette, delle contaminazioni, dei popoli. Infine sperimentare, toccare con mano, seminare e poi raccogliere.

Un passo importante, nato ad aprile e concretizzato il 13 dicembre ad Orvieto, da dove le Cotarella Sisters hanno lanciato la Fondazione Cotarella, che nasce dalla terra e che richiede pazienza e visione, impegno e rispetto, determinazione e fiducia, per i suoi codici, i suoi linguaggi, le sue leggi, i suoi imprevisti, i suoi tempi, il suo tempo, in Umbria, ai confini con l’alto Lazio, dove opera la Fondazione attraverso molteplici sedi: da Fattoria Tellus, la fattoria integrata inclusiva, che ospita attività ed esperienze dedicate ad alimentazione e natura, alle Residenze Esperienziali che accoglieranno le persone che hanno bisogno di ritrovare sé stesse e un rapporto più equilibrato con l’ambiente e il cibo, fino alla Scuola di Formazione, all’Osservatorio e Centro Ricerche riservati a studi approfonditi sul tema sopracitato e dei disturbi correlati.

Dopo la presentazione, un’asta benefica che ha portato sotto il martello una ventina di lotti per un ricavato di 30.000 euro (da due magnum di Montiano 2018 ai prodotti a base di tartufo di “Urbani Tartufi”, da una magnum di “Belle Epoque Rosé” 2010 Perrier Jouet ad unamagnum “Tignanello” 2016 Marchesi Antinori, da un menu degustazione per due persone da Cracco a Milano a tre bottiglie di “Sistermoon” 2016 autografate da Sting&Trudie Styler, aduna cena per due al ristorante “Tre Olivi” di Paestum, fresco delle due stelle Michelin), che andranno a sostenere le prime attività della Fondazione Cotarella.

“Da oggi in poi la nostra vita cambia, con Fondazione Cotarella vogliamo raccontare quanto sia importare donare, e donarsi agli altri, e come questo esprima l’importanza del servizio. Partiremo dal creare un ambiente che prende spunto da una terra meravigliosa: l’Umbria, ma anche la Tuscia, dove siamo nate e cresciute”, commenta Dominga Cotarella, con Ruggero Parrotto, dg Fondazione Cotarella che ha evidenziato, “come sia duro ricominciare quando si esce da una fase difficile perché è da lì che comincia la vera salita. Per questo con Fondazione vogliamo lavorare sul dopo, sull’importanza della genitorialità, dell’empatia, della fragilità, dell’accoglienza, della natura”.

Da un lato, quindi, la volontà di permettere a tante persone, a tanti giovani, a tante famiglie di riconciliarsi con la natura, di tornare ad apprezzarla, amarla e rispettarla, dall’altro raccogliere e condividere la sfida con le istituzioni e le amministrazioni pubbliche, con le imprese, con i centri di ricerca, con le eccellenze sanitarie, e assicurare il proprio contribuito, come testimoni di una comunità pensante, per realizzare studi e ricerche scientifiche nel campo dell’alimentazione, progetti di sviluppo del territorio, modelli innovativi rivolti alla rivalorizzazione delle aree rurali e alla realizzazione di villaggi intelligenti.

Focus - La Fondazione Cotarella: ecco gli obiettivi ...

1. Vivere la natura. La Fattoria Integrata

La natura va conosciuta ed apprezzata. Frequentandola, fin da quando si è piccoli. E da adulti, recuperando le occasioni perse. Con qualsiasi condizione metereologica. Nella Fattoria della Fondazione Cotarella i più piccoli, i giovani, le famiglie, gli anziani potranno sostare una giornata, un fine settimana, o per periodi più prolungati. Realizzeremo un Asilo e una Scuola nel bosco. E costruiremo percorsi di Pet therapy. Svilupperemo laboratori creativi per imparare a trasformare le materie prime in cibi sani e nutrienti.

2. L’Accademy

Lasciare alle attuali e alle future generazioni un mondo migliore significa realizzare segni tangibili di un cambiamento non solo dichiarato. Studiare il rapporto con il cibo, con l’ambiente, con la natura, significa osservare, studiare, capire, mangiare “i valori della terra”. Significa creare le condizioni affinché giovani e meno giovani possano diventare attori responsabili delle loro scelte, dando fiducia, ascolto, attenzione. Nell’Accademy della Fondazione Cotarella, alternando aula tradizionale, laboratori, percorsi esperienziali, cercheremo di sperimentare l’importanza delle relazioni, la potenza della gentilezza, la forza della fragilità che diventa riscatto. Svilupperemo i temi della genitorialità e delle competenze emotive, la gestione dello stress e la valorizzazione dei fallimenti, la vocazione personale, il cambiamento.

3. Centri di ricerca

Vivere lo spazio e il tempo in modo diverso può aprire visioni e percezioni nuove, e può favorire racconti interiori inediti. L’anoressia, la bulimia, l’ortoressia si sviluppano dentro storie difficili, che vanno capite, rispettate, e quando possibile, prevenute. L’approccio non giudicante, l’apprendimento accogliente, l’ascolto empatico possono favorire la consapevolezza e l’importanza della nostra libertà di scelta.L’obiettivo è fare in mondo che gli obblighi o i divieti possano lasciare il posto alle scelte.Proveremo a lavorare insieme ai più importanti Centri di Ricerca che mettono per davvero al centro la persona, il giovane, il malato, il fragile. Ed insieme, cercheremo di sviluppare e misurare progetti di riabilitazione”.

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