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VINO E TERRITORIO

Prosecco Docg, un prodotto “culturale” che vola verso i 100 milioni di bottiglie nel 2021

Il Rapporto del Consorzio guidato da Elvira Bortolomiol, con le riflessioni dei sociologi Enzo Risso (Ipsos) e Aldo Bonomi (Aaster)

Se il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, che nasce dalle colline Unesco, nel 2020 della piena pandemia ha tenuto botta e nel 2021 è tornato a crescere, è perché è sempre più percepito come prodotto culturale, legato al suo territorio, in sintonia con lo spirito del tempo che vuole, in ogni campo, prodotti che abbiano storie da raccontare, che siano espressione del lavoro di una comunità e portatori di valori che, in questo caso, sono in primis la simbiosi con il suo territorio e chi lo abita, frutto di tanti investimenti, negli anni, sul tema della sostenibilità ambientale e sociale, ma anche l’incarnazione di un stile di vita, quello del made in Italy fatto di bello, che si ritrova nel paesaggio plasmato dal lavoro dell’uomo, e dal buono, che si ritrova in bottiglie che vanno in tutto il mondo. È, in estrema sintesi, la fotografia che emerge Rapporto economico voluto dal Consorzio guidato da Elvira Bortolomiol e diretto da Diego Tomasi, con i contributi, tra gli altri, di sociologi come Enzo Risso, direttore Ipsos, e Aldo Bonomi, fondatore Aaster. I dati, illustrati dal professor Eugenio Pomarici dell’Università di Padova, parlano chiaro: dopo un 2020 in cui sono state vendute oltre 92 milioni di bottiglie di Prosecco Docg per un valore di 526 milioni di euro (con un incremento delle Rive, la tipologia più caratterizzante del territorio, che hanno fatto +14% in volume e +36% in valore), i dati 2021 (aggiornati ad ottobre) raccontano di una crescita delle certificazioni del 12% sul 2020, con una stima di chiusura, ormai certa, sopra i 100 milioni di bottiglie. “E questo - sottolinea Pomarici - dopo una vendemmia 2021 senza nessuna restrizione quantitativa rispetto al disciplinare, stock liberati e giacenze ai minimi, e valori degli sfusi non elevati come nel 2017-2018, ma comunque importanti, intorno ai 2,6 euro al litro”.
Numeri di un successo arrivato, come sottolinea lo stesso Pomarici, grazie alla capacità di Consorzio e aziende di spingere sulla diversificazione dei mercati, sul controllo dell’offerta in base alla domanda, ma anche sulla sostenibilità e sulla digitalizzazione. Ma se il Prosecco Docg è un vino che è capace di raccontare il made in Italy, come testimonia la sua presenza, unico Consorzio enoico del Belpaese, al recente tavolo degli “Stati Generali della Lingua e della Creatività Italiane nel Mondo” del Ministero degli Affari Esteri, come ricordato dall’economista e docente all’Università Bocconi, Severino Salvemini, oggi questo vino rappresenta qualcosa di più. “La crescita del Prosecco Docg - ha detto Enzo Risso, direttore Ipsos - si inquadra in un contesto in cui, nonostante le tante problematicità ancora in atto, la fiducia dei consumatori nel mondo è cresciuta sul 2020. Ma anche in un periodo in cui, in Italia, secondo i nostri sondaggi, sta pensando a cambiamenti importanti nella propria vita, soprattutto tra le donne. Ma anche in un quadro in cui cambiamento climatico, sicurezza informatica, pandemia e instabilità, rischi per risorse e conflitti sociali tra le più diffuse preoccupazioni. E dove cresce il desiderio di comprare locale, cosa che ora fanno il 63% delle famiglie (il 5% in più rispetto al periodo prepandemia), che è strettamente legato ad una visione della sostenibilità, da parte dei consumatori, sempre più globale, che guarda all’ambiente ma anche al rapporto delle imprese con i proprio dipendenti e con la comunità in cui operano. E anche in un quadro in cui - aggiunge Risso - si polarizzano i consumi di vino, con la crescita nelle fasce di prezzo al di sotto dei 6 euro a bottiglia e al di sopra dei 10 euro, mentre soffre quello che sta in mezzo.
In questo contesto, il Prosecco Docg ha un profilo valoriale da vino top: il 74% dei consumatori italiani conosce la denominazione, e per l’80% è un vino che fa sentire bene, che ispira amicizia, nasce in simbiosi con li territorio, è trendy ed è percepito come prodotto culturale. Ed è percepito come un vino elegante, tradizionale, autentico, allegro e fresco. Tutte caratteristiche in linea con i trend che guideranno l’evoluzione dei consumi nei prossimi anni: la ricerca di naturalezza, di prodotti che incarnino il “genius loci”, di ricercatezza nell’abbinamento con il cibo, di “limite edition” e così via”. Un successo, quello del Prosecco Docg, costruito da quella che era “una comunità di cura”, che ha salvato il territorio, “che è una costruzione sociale”, e la Glera, e che poi è diventata “comunità operosa”, ed ora deve diventare “comunità di cura allargata alle altre denominazioni e non solo”, ha aggiunto il sociologo Aldo Bonomi. “Oggi siamo in un mondo in cui il Prodotto Interno Lordo (Pil) non è più il parametro, ma dove ragioniamo di benessere in modo più allargato. E sono quelle che si chiamano “virtù civiche” che devono precedere l’economia, non viceversa. Senza le virtù civiche non sarebbe arrivato il riconoscimento Unesco, per esempio. Questo è un territorio che ha memoria di quello che è stato, dove la sapienza contadina ha incontrato la ricerca e lo sviluppo economico. Ed ha saputo evolvere, restando aperta al confronto. E che ora si trova davanti a nuove sfide. Come quella di continuare a fare crescere i propri saperi, che vanno confrontati con la crisi ecologica ed il tema della sostenibilità, del turismo lento, di un mercato fatto di “reti corte” e territoriali e di “reti lunghe” di dimensione globale. Serve che quel valore della cooperazione che tiene insieme 200 aziende e 3.000 addetti, la cui evoluzione è il Consorzio, sia tanto più forte nelle prossime generazioni. Con il Consorzio che è sfidato - ha detto Bonomi - nel tenere insieme numeri, denominazioni, identità, contadini, imbottigliatori, forze di rappresentanza, ma anche nel difendersi da minacce come quella del Prosék. Le sfide che verranno avanti sono sulle piattaforme digitali e sulle piattaforme agricole, ma se non si tiene la piattaforma sociale, crolla tutto. E non basta lo storytelling, serve un racconto fatto anche di poesia”.
“Sono tanti gli spunti arrivati da questo rapporto - afferma Elvira Bortolomiol, presidente del Consorzio di tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg - i numeri ci dicono che siamo in salute. Coesione, forza e impegno dei produttori e di viticoltori sono stati determinanti in un momenti difficile e di transizione, ed il lavoro sulla sostenibilità ha pagato. Per la denominazione in particolare è stato un anno in cui siamo riusciti a raggiungere grandi risultati quantitativi, superando i 100 milioni di bottiglie, ma il traguardo che tagliamo con più orgoglio è quello della qualità. Il consumatore, nonostante lo scenario economico, continua a riconoscerci un valore di cui siamo fieri. Credo che questo sia anche il frutto della sintonia raggiunta con i consumatori, in particolare rispetto ai valori come la sostenibilità della filiera produttiva e la tutela dei territori. Per noi il territorio è parte integrante del valore del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, insieme sono il patrimonio futuro della nostra comunità, che è stata fondamentale. Come lo è stata la cooperazione tra tutti, e tanto più per le prossime generazioni”.

Focus - Turismo: lo stato dell’evoluzione delle strutture d’accoglienza nel Conegliano Valdobbiadene
Il 2021 è stato segnato da una parziale ripresa del turismo rispetto a quanto avvenuto nel 2020, soprattutto a partire da maggio/giugno. I flussi sono aumentati decisamente rispetto al 2020. La ripresa nella provincia di Treviso è dimostrata da un +31,6% degli arrivi e +37% delle presenze sul 2020. Si è osservato, inoltre, un recupero rispetto al 2020 sia della domanda domestica (+28,2% e +34%) sia di quella internazionale (+38,7% e +43,5%). Anche se per gli stranieri va considerato che, nel 2020, la loro presenza è stata praticamente azzerata. Focalizzando l’attenzione sull’offerta turistica della denominazione Conegliano Valdobbiadene è interessante osservare che, ad eccezione dei primi quattro mesi 2021, in cui il Veneto era ancora in fascia arancione e gli spostamenti vietati, negli altri mesi gli arrivi e le presenze degli italiani non solo sono cresciuti rispetto al 2020 ma anche rispetto al periodo pre-pandemia. A luglio gli arrivi sono cresciuti del +27,6% sullo stesso mese del 2019, ad agosto del +46,7%, a settembre e giugno di circa il +9%. Simili anche i tassi di crescita delle presenze (+57,8% ad agosto). In riferimento, ai turisti stranieri si registra sempre nel mese di agosto 2021 un +11,2% sul 2019. Per la capacità della Denominazione di accogliere ospiti gli ultimi dati disponibili si riferiscono al 2020. Nella denominazione erano presenti 514 esercizi e 5.289 posti letto, di cui 37 strutture per 1.753 posti letto nel comparto alberghiero e 477 strutture e 3.536 posti letto nell’extralberghiero. Nonostante la pandemia abbia impattato negativamente sul turismo, nell’area della denominazione la capacità ricettiva è aumentata di 45 esercizi e 284 posti letto, in particolare grazie al comparto complementare. Quest’ultimo è diventato così ancora più forte ed è arrivato a rappresentare il 92,8% delle strutture (92,1% nel 2019) e il 66,9% dei posti letto (64,8% nel 2019). La dimensione media delle strutture si conferma di 48 posti letto nell’alberghiero e di 7 posti letto nell’extralberghiero.

Focus - La performance del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg in gdo nel 2021
Per la grande distribuzione organizzata possiamo analizzare l’andamento dei primi 10 mesi 2021 che evidenziano una vera impennata della crescita del prodotto con un segno positivo a doppia cifra nei canali Iper e Super e in tutte le aree geografiche: in particolare, nei canali Iper, si registra una crescita a valore del 26,7% ed a volume del 30,3% mentre nel canale Super +25,9% a valore e +25% a volume. Dal punto di vista della distribuzione geografica guida il Centro e la Sardegna con +29,2% a valore e +29,1% a volume, segue la crescita del Sud con un +27,4 % a valore e un +28,7% a volume; crescita ancora importante al Nord dove si registra nel Nord Ovest un + 25,1% a valore e un +25,7% a volume e chiude il nord est con un + 21,4% a valore e + 21,1% a volume.

Focus - I dati salienti del rapporto economico 2020
Nel 2020 si conferma la vendita di 92.105.416 bottiglie per un valore di 526 milioni di euro. Il mercato italiano, che rappresenta il 58,5% delle vendite, nel 2020 ha assorbito 51 milioni di bottiglie, per un valore pari a 291,7 milioni di euro. Per la suddivisione per aree geografiche si evidenzia che il Nord Est assorbe ancora la quota maggiore di prodotto con il 40,5% dei volumi, segue il Nord ovest con il 29,5%, il Centro e la Sardegna con il 20% e chiude il Sud con il 9,9%. Il mercato estero vede ancora saldamente in testa il Regno Unito che nonostante la Brexit e poi gli effetti della pandemia non rinuncia al Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg. La Gran Bretagna con una quota del 22% del mercato estero si conferma il Paese che importa più prodotto (8 milioni di bottiglie) e che rende il maggior valore (46 milioni di euro). Segue la Germania con quasi 7 milioni di bottiglie per 42 milioni di euro in valore, e la Svizzera, con poco più di 5,5 milioni di bottiglie per quasi 29 milioni di euro.

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