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L’ANALISI WINENEWS

Prospettive, scenari e trend del mercato del vino in India: una “nicchia” destinata a crescere

Dopo il partenariato tra il Paese asiatico e l’Ue, e il conseguente crollo dei dazi, il valore dell’export, al momento basso, può decollare
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I giovani in India si stanno interessando sempre di più al vino

In un mercato del vino che si trova alla prese con una serie di problematiche ormai più che note, come il calo dei consumi e le tensioni geopolitiche che hanno portato a dolorosi dazi, vedi quelli applicati dagli Usa, una risposta, o meglio una soluzione che sembra trovare tutti d’accordo, è quella della diversificazione dei mercati. Significa penetrare in Paesi dalle grandi potenzialità, e quindi con una popolazione vasta e un’economia in sviluppo, che possono generare, grazie a politiche appropriate ed a strategie di promozione mirate, una ricaduta positiva sulle esportazioni del prodotto vino, sempre più determinanti in un periodo dove le scorte in cantina, e lo abbiamo visto per l’Italia, crescono mese dopo mese.
Tra i mercati maggiormente attenzionati, e visti come più di una speranza per il futuro, ci sono quelli della zona del Mercosur, che, però, valgono ancora una piccolissima parte dell’export a livello nazionale, ma anche quello dell’India, soprattutto alla luce delle novità politiche-commerciali, emerse recentemente, salutate con favore da tutta la filiera del vino tricolore.
Il partenariato Ue-India, siglato il 27 gennaio a Nuova Delhi, dopo 20 anni di negoziato, dal Premier indiano Narendra Modi, dalla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e dal presidente del Consiglio Ue Antonio Costa, e ribattezzato come “la madre di tutti gli accordi commerciali”, ha aperto una nuova era per il comparto vino. E questo perché gli attuali dazi federali all’importazione, che erano fissati al 150%, saranno immediatamente dimezzati fino a scendere progressivamente, entro 7 anni, al 30% (al 20% per vini con un prezzo superiore a 10 euro a bottiglia). Un’intesa a parte, inoltre, è prevista per la protezione delle nostre produzioni a marchio, mentre buone notizie sono arrivate anche per altri prodotti, basti pensare che i dazi sugli alcolici scenderanno dal 150% al 40%, per le birre dal 110% al 50%, per l’olio d’oliva dal 45% a zero, per i succhi di frutta dal 55% a zero e per il cibo lavorato, come la pasta, dal 50% a zero.
Ma quanto vale, economicamente, il mercato indiano per il vino italiano? Per adesso molto poco. Se l’accordo siglato apre sicuramente prospettive interessanti, l’impressione è che ci vorrà del tempo per considerare l’India uno dei partner di spicco per il movimento produttivo nazionale. Secondo i dati Istat analizzati da WineNews, nei primi 10 mesi 2025, l’India ha importato vino italiano per un valore di 2,1 milioni di euro che, su un totale di 6,5 miliardi di euro, rappresenta appena lo 0,03%. Il dato del 2025 sullo stesso periodo 2024 (dove complessivamente le esportazioni di vino italiano in India hanno totalizzato quasi 2,6 milioni di euro), è all’insegna della stabilità. L’Italia, arrotondando, copre un terzo delle esportazioni di vino europeo verso l’India. Vero, i dazi al 150%, hanno avuto un peso non da poco, per il flusso delle spedizioni, ma sarebbe forse troppo riduttivo soffermarsi solo su questo motivo. In ogni caso, per il futuro, a maggior ragione con la novità ufficializzata sui dazi, si guarda alle potenzialità che possono “sbocciare” definitivamente: un Paese che, con 1,5 miliardi di persone che ne fanno il più popoloso al mondo e un mercato vinicolo che nel 2025 ha generato 238 milioni di dollari destinati a superare, secondo le previsioni, 520 milioni di dollari entro il 2028, ha sicuramente enormi margini.
A proposito di scenari, in occasione di ProWine Mumbai 2025 sono stati comunicati dei dati e dei trend più che incoraggianti in ottica futura. Ad iniziare da un’impennata della domanda di premiumizzazione, trainata dalla continua crescita della classe media e dell’urbanizzazione, con i consumatori sempre più disposti a pagare maggiormente per marchi premium, spinti dal desiderio di raffinatezza e prestigio. Di pari passo c’è la crescita della cultura del vino, in particolare tra i Millennials ed i giovani professionisti. Secondo uno studio Euromonitor International, si prevede che il vino supererà le altre bevande alcoliche in India, con un Cagr (tasso di crescita annuo composto, ndr) previsto del 13% nei prossimi 5 anni. Tra i trend emerge che la domanda di bevande più salutari è in aumento, con una risalita in popolarità di quelle a basso contenuto alcolico e di zucchero, tanto che la previsione è che il mercato del vino registrerà una crescita della domanda di vini biologici.
Una mano può darla anche l’espansione dei canali di vendita al dettaglio, di cui l’India è già ricca tra negozi regolamentati dal governo, punti vendita di liquori autorizzati, bar/ristoranti, negozi duty-free e mercati informali. Accanto alle opzioni tradizionali, stanno emergendo nuovi format come negozi di liquori specializzati, enoteche boutique e bar/lounge di lusso. Locali che offrono selezioni curate ed esperienze personalizzate per attirare i consumatori più esigenti, riflettendo un panorama commerciale in evoluzione. Inoltre la qualità di bar e ristoranti in India sta raggiungendo standard di livello mondiale, e molti di loro sono classificati tra i primi 50 in Asia e nel mondo, creando ambienti ad hoc per il consumo di bevande di alta qualità.
Secondo l’Indian Grape Processing Board, il consumo di vino in India è cresciuto a un Cagr del 25% nell’ultimo decennio, uno sviluppo favorevole anche per il mercato interno tanto che si prevede che registrerà un Cagr del 17,01% nel periodo 2024-2032. La tendenza emergente del consumo occasionale di alcolici in numerose circostanze, come incontri sociali, festival, compleanni e anniversari, insieme al crescente consumo di alcol tra la popolazione femminile, sta trainando principalmente il mercato indiano“In India, i vini e i liquori premium sono sempre più visti come indicatori di successo e stile di vita, in particolare tra una clientela urbana e ambiziosa. I consumatori non cercano solo prodotti di qualità, ma anche significato, formazione ed esperienze legate alle degustazioni. Comprendere l’origine, la competenza e la storia dietro ogni bottiglia è diventato un fattore chiave di coinvolgimento”, spiega Sonal C. Holland, Master of Wine, fondatrice e direttrice SohoWines Consulting.
Terzo mercato mondiale di bevande alcoliche in termini di valore, con un valore stimato di 55 miliardi di dollari, l’India combina una forte demografia con un’economia dinamica. Il Paese ospita quasi 700 milioni di consumatori maggiorenni e registra una crescita annua vicina all’8%, secondo l’Iwsr. Un altro fattore che struttura il mercato, come già accennato, è l’emergere di un consumo di alcol più consapevole, con le generazioni più giovani in particolare che mostrano un crescente interesse per la moderazione e il bere consapevole. “I consumatori - ha aggiunto Sonal C. Holland - non vogliono più solo bere meglio; vogliono capire cosa c’è nel bicchiere: l’origine dei prodotti, come vengono realizzati e come gustarli al meglio. Questa sete di conoscenza sta plasmando una cultura del bere più informata e responsabile”.
L’India, tuttavia, somma una produzione vinicola modesta: 181.000 ettolitri nel 2024 che ne fanno il produttore n. 44 al mondo su una superficie vitata di 185.000 ettari (+1,8% sul 2023), la nona più estesa a livello internazionale (dati Oiv-Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino). Ma se la produzione vinicola nazionale è in aumento (i dati sull’autossufficienza hanno comunque visto in India un consumo dell’85% su quanto prodotto nel periodo 2018-2022, fonte: Aawe), le importazioni di vini pregiati, soprattutto da Francia, Italia e Spagna, continuano a trainare l’espansione del mercato, insieme a quelli importati da Australia, Cile e Argentina. La crescente popolarità degli abbinamenti vino-cibo tra i consumatori indiani viene vista come un’opportunità per le griffe del vino legate a territori produttivi iconici.
Una crescita certificata anche nel panorama delle bevande alcoliche duty free. Secondo i dati Iwsr, i volumi totali di bevande alcoliche nel travel retail indiano sono aumentati del +13% nel 2024, con tassi di crescita simili per i superalcolici (+13%) e il vino (+12%), oltre a un picco del +123% per la categoria dei piccolissimi ready-to-drink. L’ascesa dell’India avviene mentre il Global travel retail (Gtr) sta diventando un motore sempre più significativo per le bevande alcoliche in un momento difficile per il settore. “Con un numero di passeggeri indiani che dovrebbe crescere del +50% nei prossimi 5 anni (fonte: Oxford Economics Air Passenger Forecast, 2 giugno 2025) e un volume di bevande alcoliche in rapida crescita, è chiaro che i viaggiatori indiani saranno fondamentali per il futuro successo del Gtr”, ha affermato Charlotte Reid (Iwsr).
Ed anche i grandi eventi legati al vino stanno dando sempre più spazio ed attenzioni all’India: come dimostrano le 30 aziende italiane che, nei giorni scorsi, sono volate nel Paese asiatico con “Vinitaly India Roadshow”, il format itinerante di promozione organizzato da Veronafiere in collaborazione con Ita - Italian Trade Agency, che ha dedicato la prima tappa del 2026 proprio allo sviluppo del business del vino italiano in India. E se ProWein ha da tempo una sua edizione a Mumbay (nei giorni 18-19 novembre l’edizione 2026) dedicata all’India, quest’anno Vinexposium, a Wine Paris (9-11 febbraio) riunirà produttori, mercati e opinion leader internazionali per comprendere le dinamiche globali e mettere in prospettiva i cambiamenti in corso in mercati chiave proprio come quello indiano, in attesa di Vinexpo India, più avanti nel 2026.

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