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L’“ORO VERDE”

Sta arrivando l’“olio novo”, poco ma buono in un 2021 difficile per i simboli del made in Italy

Produzione in aumento al Sud, dimezzata in Toscana ed Umbria: nel weekend la “Camminata tra gli olivi” di tutta Italia, aspettando “Frantoi Aperti”

Tra i prodotti più attesi, perché in tavola non può certo mancare, in un’annata 2021 climaticamente difficile per l’agricoltura e le produzioni-simbolo del made in Italy, l’olio italiano sarà poco, ma molto buono. Nei territori più vocati la raccolta è iniziata, e secondo le stime sulla campagna olivicola-olearia 2021-2022 di Ismea e Unaprol la produzione nazionale supererà le 300.000 tonnellate, in crescita del 15% sul 2020, ma molto lontana dall’abbondanza che ci si sarebbe aspettati ad inizio campagna, tra gelate primaverili, siccità estiva e la frequente alternanza di caldo freddo che non giova agli oliveti. Eventi estremi che hanno generato una situazione molto differenziata che va dall’incremento produttivo al Sud, come il +15% in Sicilia (in Puglia la produzione inizierà a novembre), alle flessioni al Nord, passando dal vero e proprio crollo al Centro, con cali del -50% stimati da Coldiretti in Toscana ed in Umbria. Ma, a compensare le perdite in quantità, come sempre sarà la qualità, che con le olive sane, si prevede ottima per un olio extravergine che finirà sulle nostre tavole e sui mercati italiani e stranieri rappresentano al meglio l’italianità, a prezzi ad oggi sostanzialmente stabili (4,26 euro/kg, al 2 ottobre).
E se il 24 ottobre in 141 città di 17 Regioni italiane torna “Camminata tra gli olivi” (edizione n. 5), l’evento promosso dalle Città dell’Olio, con il patrocinio dei Ministeri delle Politiche Agricole e dell’Ambiente, alla scoperta degli olivi millenari per sensibilizzare sul tema del recupero dei terreni agricoli, tra passeggiate negli oliveti, visite ai frantoi, tour in bike e a cavallo ed esperienze dirette nella raccolta e nella piantumazione, accanto, ovviamente a degustazioni e corsi di assaggio, dal 30 ottobre al 28 novembre, torna anche “Frantoi Aperti” in Umbria.
Un evento promosso per celebrare l’arrivo del nuovo olio extravergine di oliva nel periodo della frangitura delle olive, proponendo iniziative in frantoio, tra visite, degustazioni di olio e.v.o., passeggiate a piedi tra gli ulivi e tour in bicicletta con merenda in frantoio, itinerari alla scoperta delle Cultivar dell’Umbria (Moraiolo, San Felice, Dolce Agogia e Rajo), i “Suoni degli ulivi secolari” (l’ulivo di Sant’Emiliano a Trevi, l’ulivo di Macciano a Giano dell’Umbria, l’ulivo di Villafranca di Panicale e l’ulivo di Rajo di Amelia), i concerti e gli spettacoli musicali nei borghi, le visite guidate nei centri storici e nei musei tematici, la raccolta delle olive, gli assaggi di pane e olio nelle piazze, le aperture straordinarie di castelli e palazzi e le tante iniziative immaginate per coinvolgere i più piccoli, menu ad hoc nei ristoranti, accanto a “Olio a fumetti-Live drawing nei frantoi”, che animerà i frantoi con aperitivi, dj set e la creatività dell’industria del fumetto attiva nel territorio umbro. Ma ci sarà anche il convegno inaugurale “From farm to tourism. Perchè l’Umbria può essere un incubatore per l’oleoturismo italiano”, alla presenza del Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli, il 22 ottobre nell’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Perugia.
Nell’attesa, tornando tra gli oliveti italiani, le Città dell’Olio lanciano l’allarme sulla perdita in una sola generazione di un terreno agricolo su 4 in un’Italia che ha visto la scomparsa del 28% delle sue campagne (dati Coldiretti). Solo in Toscana sono 4 milioni gli olivi abbandonati e trascurati dal cui recupero si potrebbero generare un fatturato di 30-40 di euro in più di produzione di extravergine. Lo scorso anno Ismea ha messo all’asta ben 386 terreni agricoli abbandonati in tutta Italia: oltre 10.000 ettari che si trovano soprattutto tra Sicilia e Calabria. Di fronte a questa situazione sono necessari investimenti e piani di sviluppo che tengano conto del nascente interesse dei turisti per l’oleoturismo. Come emerge dal Rapporto Annuale sul Turismo Enogastronomico Italiano curato dalla professoressa Roberta Garibaldi sempre più turisti italiani scelgono esperienze legate all’olio. Nel 2019 pre-Covid, il 69% dei turisti enogastronomici esprimeva il desiderio di visitare un frantoio in occasione di uno dei prossimi viaggi.
L’occasione sono “Le Camminate” nel weekend, nelle quali primeggia la Toscana con 22 città aderenti, seguono la Sardegna (17), il Veneto (13) e la Liguria (12). Tante le proposte di itinerari da vivere in famiglia, in coppia o da soli alla scoperta dei paesaggi legati alla storia ed alla cultura millenaria dell’oro verde. Si va dalle passeggiate tra gli uliveti alle visite ai frantoi, dai tour in bike e a cavallo alle esperienze dirette nella raccolta e nella piantumazione. Ovunque sono previsti corsi di assaggio e degustazioni con visite al patrimonio artistico e culturale dei territori. Di particolare interesse sono i percorsi alla scoperta dei paesaggi storici rurali iscritti nel Registro nazionale: il paesaggio policolturale di Fibbianello del Comune di Semproniano con tappa al Nano Park, uno straordinario esempio di recupero di oliveto abbandonato, la Fascia Olivetata Pedemontana di Assisi-Spoleto e il Parco Storico di Venafro, ma di particolare pregio sono anche i percorsi nei parchi archeologici e tra i nuraghi. O le visite agli ulivi millenari e centenari: l’ulivo millenario Sa Reina nel S’Ortu Mannu (il grande orto) di Villamassargia caratteristico per il suo maestoso tronco di 16 metri, o l’ulivo centenario Fausto a Guardialfiera. Grande emozione desta la “Camminata” tra agli oliveti devastati dagli incendi a Tarsia in cui sono state piantate piante nuove. Mentre adatto a grandi e piccini, è l’itinerario storico-naturalistico di Ficarra alla scoperta dei “personaggi albero” ispirati ai protagonisti del Gattopardo. Insomma, ce n’è per tutti i gusti, a partire da quello dell’“oro verde”.

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