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Toscana, Barolo e Chianti Classico: nei ristoranti di Amsterdam spopolano i territori italiani

Analisi MiBD: il vino nella capitale d’Olanda, dove l’Italia nel 2019 ha esportato 145,5 milioni di imbottigliato

La piccola, ma ricca, Olanda, è il nono importatore di vino al mondo, sesto per i vini fermi italiani, con un giro di affari di 125,7 milioni di euro nel 2019 (+17,1% sul 2018), cui vanno aggiunti i 19,8 milioni di euro di sparkling, per un totale di 145,5 milioni di euro di imbottigliato spedito verso Amsterdam e dintorni. Sì, perché è qui, nella capitale, che si concentra il consumo, specie quello di qualità, che passa ovviamente per i grandi ristoranti - stellati e non - della città (chiusi, come tutte le attività commerciali, almeno fino al 19 maggio, ndr). Ed è qui che i vini prodotti nei grandi territori del Belpaese sono tra i più presenti in carta, con Toscana (alla posizione n. 2, presente nel 25% delle carte), Barolo (alla posizione n. 3, presente nel 20% delle carte) e Chianti Classico (alla posizione n. 3, presente nel 20% delle carte) al top delle denominazioni più amate, dietro solo alla Rioja, in una classifica, quella stilata dalla società di analisi MiBD, in cui trovano spazio anche Barbaresco (al n. 13 e nel 15% delle wine list) e Amarone della Valpolicella (al n. 15 e nel 14% delle wine list). Bene anche i brand del Belpaese, con Ornellaia alla posizione n. 3 (nel 13% delle carte dei vini), Marchesi Antinori alla n. 4 (nell’11% delle wine list), Allegrini alla n. 5 (nel 9% delle liste dei vini), Gaja alla n. 6 (nel 9% delle wine list) e Barone Ricasoli al n. 15 (nel 6% delle carte dei vini).

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