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AGRICOLTURA

Tra calo della produzione (-4%) e incognita della manodopera: al via la raccolta delle mele

Col clima impazzito crolli fino al 23%, si salva solo l’Alto Adige. Coldiretti: campagna a rischio senza permessi per lavoratori extracomunitari
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Tra calo della produzione (-4%) e incognita della manodopera: al via la raccolta delle mele

Nel pieno dell’ondata di caldo torrido che sta soffocando il Paese da nord a sud, parte la raccolta delle mele in Italia con un calo del 4% rispetto allo scorso anno a causa di maltempo e gelate primaverili che hanno ritardato di almeno una settimana la maturazione e fatto scendere la produzione a poco più di 2 miliardi di chili nel 2021 per quello che è il frutto più consumato a livello nazionale.
Un calo del 4% a causa di maltempo e gelate primaverili, la carenza di manodopera e una burocrazia da semplificare: nel pieno dell’ondata di caldo torrido parte in Italia la raccolta delle mele, il frutto più consumato a livello nazionale: Coldiretti, su dati Prognosfruit, stima in poco più di 2 miliardi di chili la produzione nel Belpaese, che si piazza al secondo posto tra i produttori dell’Unione Europea dietro la Polonia (+22% per un totale di 4,17 milioni di tonnellate) e davanti alla Francia (+3% e 1,4 milioni di tonnellate). A pesare sulla flessione è stato il clima impazzito: il moltiplicarsi di eventi estremi con gelo, grandine, nubifragi, siccità e caldo torrido ha condizionato fioriture e produzioni con cali fino al 23% rispetto al 2020. Unico aumento (+5%) in Alto Adige dove si attende una produzione di oltre 945 milioni di chili, mentre il Trentino cala del 7% con 493 milioni di chili e il Veneto fa registrare un crollo del 14% con quasi 173 milioni di chili. Produzioni in caduta anche in Piemonte (-19%) con 178 milioni di chili e in Friuli (-6%) con 42 milioni di chili. Scivola pure l’Emilia Romagna (-3%) con poco più di 149 milioni di chili, ma il crollo peggiore lo registra la Lombardia con -23% e 19 milioni di chili nel 2021 mentre in Campania ci si prepara a staccare le prime Gala. Ma sulla raccolta delle mele si scaricano anche le conseguenze della pandemia da Covid e la burocrazia. La mancata proroga dei permessi di soggiorno ai lavoratori stagionali extracomunitari già presenti in Italia mette a rischio la campagna. Da qui la necessità di prorogare, spiega Coldiretti, i permessi di soggiorno scaduti il 31 luglio almeno fino al 31 dicembre 2021, per evitare che molti lavoratori siano costretti a tornare nel loro Paese. Per rassicurare il sistema produttivo, continua Coldiretti, è importante anticipare la pubblicazione del decreto flussi per il 2021. Ma occorre pure una radicale semplificazione del lavoro in agricoltura.
In Italia la mela più diffusa in Italia è la Golden Delicious (oltre 729 milioni di chili) con il suo colore giallo e la polpa croccante, seguita dalla Gala con le tipiche sfumature rosse per più di 378 milioni di chili previsti nel 2021 e dalla Red Delicious con il rosso deciso e uniforme e circa 194 milioni di chili quest’anno. Ma molto popolari sono anche le verdi e acidule Granny con oltre 115 milioni di chili e le Fuji, con oltre 152 milioni di chili, che sono fra le ultime a essere raccolte a fine stagione in ottobre.
L’Italia è anche il primo produttore di mele bio in Europa, con oltre 2 milioni di chili (+7% nel 2021). I frutteti Made in Italy possono vantare anche ben 6 mele a denominazione di origine riconosciute dalla Ue, dalla Mela Val di Non Dop alla Mela Alto Adige Igp, dalla Mela del Trentino Igp alla Melannurca Campana Igp, dalla Mela Valtellina Igp alla Mela Rossa Cuneo Igp. Per chi non ha la possibilità di acquistare le mele direttamente dal produttore in azienda o nei mercati di Campagna Amica, attenzione alle etichette, evidenzia la Coldiretti, che devono obbligatoriamente riportare per legge l’origine (luogo di coltivazione) e la varietà delle mele.

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