“La caratteristica delle bollicine di montagna è la longevità e la loro capacità di sfidare il tempo”. Il primo a rendersene conto fu Giulio Ferrari, quando ritrovò intatte le bottiglie che aveva murato nel suo palazzo in città, a Trento, per proteggerle dai lunghi anni di guerra: furono capaci di reggere la freschezza, aggiungendoci la complessità maturata nel tempo. Il secondo a crederci fu Mauro Lunelli: convinto di poter fare grandi Riserve anche in Trentino: iniziò a nascondere qualche bottiglia ai fratelli nel 1972, riesumandole solo nel 1980. L’assaggio coi fratelli fu, poi, decisivo per convincersi a creare, da lì in avanti, lo Spumante Giulio Ferrari Riserva del Fondatore. La terza tappa è stata aggiunta dai cugini Lunelli nel 2002, con la creazione del Ferrari Riserva Lunelli: ispirandosi alle botti che si trovano alle spalle di una celebre foto scattata da Wolfango Soldati (figlio di Mario Soldati) a Bruno coi figli Gino e Mauro Lunelli nella vecchia cantina Ferrari, realizzano un Metodo Classico fermentato in legno, mirando ad un’idea più gastronomica di Riserva, che punta ad enfatizzare la ricchezza aromatica dello Chardonnay di montagna. L’ultimo capitolo si è aggiunto nel 2025 con il progetto “Archivio di Famiglia”, per spingere l’affinamento ancora oltre e sfidare l’evoluzione dei loro Trentodoc verso confini inesplorati. Con sboccature recenti fatte ad hoc, anche con dosaggi diversi dai dosaggi iniziali, Ferrari propone ai consumatori e ai ristoratori una scelta unica in Italia e nel mondo in termini di annata, tipologia di etichette e di abbinamenti.
Al Vinitaly 2026, oggi a Verona, una masterclass dedicata al Giulio Ferrari e al Ferrari Riserva Lunelli, ha esplorato il successo di tutte queste intuizioni, nate durante un secolo ricco di sperimentazioni, di grande pazienza e di fiducia nel tempo, con Matteo Lunelli, ad Gruppo Lunelli, a raccontare il contesto storico e aziendale delle sette etichette in degustazione, Marcello Lunelli, presidente Gruppo Lunelli, a ricordare l’andamento delle annate in assaggio, Cyril Brun, enologo Ferrari Trento, a spiegare gli investimenti e le innovazioni portate in cantina dal suo arrivo, ed i fratelli Camilla a Alessandro Lunelli, che affiancano i cugini nella direzione aziendale.
La base di partenza per queste intuizioni ed esercizi di pazienza è chiaramente una tradizione ormai secolare della famiglia di spumantizzazione tra le pendici delle montagne trentine, che incanalano il freddo delle cime verso le valli e le pianure della provincia, mitigando gli effetti dell’emergenza climatica e contribuendo a forti escursioni termiche. Qui i vigneti dei cugini Lunelli sono molti, ma solo due sono dedicati a queste due grandi Riserve di famiglia: il Giulio Ferrari proviene dal vigneto di Maso Panizza, 12 ettari di filari posti tra i 500 e i 600 metri di altezza sulle colline a Nord-Est di Trento; mentre il Ferrari Riserva Lunelli nasce dal vigneto di Maso Margon alle pendici del Monte Bondone tra i 400 e i 500 metri di altezza. Entrambi sono circondati dai boschi, godono di buon irradiamento solare, ma sono soprattutto esposti alle forti escursioni termiche delle montagne.
Una bellezza del territorio e dell’azienda che Cyril Brun ha riconosciuto, quando è arrivato nel 2023 in Ferrari. “Per i primi mesi ho solo osservato, assaggiato e domandato prima di prendere decisioni. Ma a quel punto - ha ammesso l’enologo francese - ho fatto una serie di richieste: una nuova pressa per poter lavorare l’uva intera, rivedere il dosaggio del liquer (che decidiamo in multipli assaggi alla cieca, per mantenere integro lo stile dell’azienda, adattandoci alle differenze dei millesimi), usare i tappi in microgranuli, avere nuovi spazi e dedicati con la costruzione di nuove cantine. La montagna nel vino cambia tutto, perché gli permette di mantenere la freschezza, quindi di invecchiare e infine di diventare un’icona”. Ha dovuto anche rivedere il suo concetto orografico di montagna, Cybil Brun. Abituato alla “montagna di Reims” in Champagne alta 286 metri, si è in effetti dovuto calibrare su altezze ben diverse.
“In Trentino Piazza Duomo a Trento è già a 180 metri di altezza. Il 70% della provincia è montagna e 40 delle sue cime superano i 3.000 metri di altezza”, ha spiegato Marcello Lunelli, che ha rimarcato anche la scelta di aver aumentato la composizione clonale dei loro vigneti, per mantenere alta la biodiversità anche nel vigneto, che a sua volta aumenta lo spettro di resistenza delle piante e la loro complessità aromatica. E i vini, negli assaggi WineNews, lo hanno dimostrano.
Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2015
Sboccatura 2024 - dosaggio 4 g/l
Annata tradizionale, calda, equilibrata grazie ad una primavera piovosa. Uno spumante che è ancora un bambino, con tanta freschezza e un profilo affilato, e che può invecchiare facilmente per i prossimi 10-12 anni.
Profumi di piccola pasticceria, pesca, ananas, anice, fiore di acacia e suo miele. La bollicina è decisa e il sorso molto saporito: una lama in bocca che verso fine palato si allarga, speziata e fruttata, verso un finale iodato e floreale.
Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2008
Sboccatura 2020 - dosaggio 2 g/l
Un vino ricco, perché fu un’annata molto piovosa, ma poi anche molto calda. Per questo motivo il dosaggio è stato tenuto basso: perché il frutto era già molto maturo. “Il dosaggio si sceglie alla cieca - ha spiegato Cybil Brun - in modo da trovare l’equilibrio gustolfattivo e lasciare la voce al vino e non allo zucchero. Il capo che comanda dev’essere il vino”. Inoltre, dati l’andamento climatico e le caratteristiche dell’uva come costante fissa, la variabile del dosaggio permette di rispettare lo stile aziendale.
Molto dolce al naso, profuma di caramella d’orzo e crema pasticcera, frutta tropicale anche in confettura, come albicocca e mango, e infine pietra focaia; la bollicina è vivace e amplifica un sorso sapido e ricco in bocca, pieno e vellutato, ma di buona acidità, che resta minerale e fruttato con un finale agrumato che dà un colpo di coda in termini di freschezza.
Giulio Ferrari Edizione Limitata Magnum 2006
Sboccatura 2024 - dosaggio 4 g/l
Un’annata fredda, ma con una primavera calda, che ha prodotto un vino dal palato opposto al 2008.
Sempre dolce al naso, ma meno largo, profuma di note floreali e frutta fresca gialli, crosta di pane, a cui si aggiungono la pietra focaia e note anche vegetali; in bocca è meno deciso, più gentile, nuovamente floreale e fruttato, ma stavolta nelle tonalità bianche. Un vino meno opulento, più fine e minuto, ma lunghissimo, che sembra più giovane e più definito delle precedenti bottiglie.
Ferrari Riserva Lunelli 2016
Sboccatura 2024 - dosaggio 2 g/l
Clima molto mite a partire dall’inverno, una primavera piovosa e tantissima vegetazione da tenere a bada. Usando il legno in fermentazione si impara che può fare il buono e il cattivo tempo nel vino: è quindi necessario prendere il meglio della cantina e metterlo nel meglio delle botti di legno del produttore, stando bene attenti a trovare il giusto equilibrio fra legno giovane e legno usato. L’uso di legno grande permette un’ossidazione più lenta del vino, aiutando l’azienda a concentrarsi più sull’anidride carbonica e sulla cremosità. Ricorda Cybil Brun: “Henry Henryg diceva che la bellezza dell’uso del legno è che va a vaccinare il vino per la vita”.
Sentori di pietra focaia, di fiori e frutta a polpa bianca succosa e matura. C’è un che di glaciale, in questo vino: cremosissimo, ha la dolcezza della crema diplomatica e l’asprezza degli agrumi, anche bianchi. Verticalissimo nello sviluppo, non perde in sostanza.
Ferrari Riserva Lunelli 2009
Sboccatura 2024 - dosaggio 2 g/l
Inverno freddissimo, dal germogliamento ritardato che durante l’hanno si è ripreso arrivando a tempi di vendemmia in linea con gli altri anni.
Inizia ad emergere un accenno di note speziate dolci, mentre resta sempre molto percepibile la pietra focaia; il naso è complessivamente intenso, note di frutta gialla sia in confettura che fresca, agrumi sempre gialli, intenso, ma dai contorni definiti. Il sorso è cremoso, l’acidità è spiccata - essenzialmente agrumata, quasi citrina - ma poi si accomoda più dolce con note di fiori di acacia, succo di ananas, melissa e mandorla fresca.
Ferrari Riserva Lunelli 2007
Sboccatura 2025 - dosaggio 2,5 g/l
“Dai Lunelli è vita da maratona - ha ammesso Marcello Lunelli - soprattutto per chi deve gestire una vigna e guarda alle ferie estive di agosto come ad un’aspirazione interessante. Nel 2007 questa possibilità è sfumata: l’annata non troppo calda si è però mantenuta tale fino alla fine, anticipando la vendemmia al 7 agosto. Un caso raro e anomalo per l’azienda”. Il Ferrari Riserva Lunelli 2007 risulta ancora molto giovane, ancora tutto verticale; mentre il suo corrispettivo Giulio Ferrari Collezione 2007 ha già sviluppato una orizzontalità, che permette di godere appieno il vino.
Al naso arrivano note di zenzero e zafferano, note salmastre e di foglie di fico, con la dolcezza della caramella di orzo, dell’albicocca disidratata; in bocca la cremosità è ampia e speziata, intensa di pasticceria con crema allo zabaione, ma dall’acidità lunghissima, dai toni agrumati di cedro e di chinotto, verso un finale finemente dolce e vanigliato.
Giulio Ferrari Collezione 2007
Sboccatura 2025 - dosaggio 2 g/l
Meno spigoloso e intenso, ha un picco aromatico più morbido, più fine e amalgamato, ben bilanciato tra dolcezza e freschezza. Profumi di fiori e frutta gialla anche tropicale, vaniglia, ginestra, polline, ma anche pietra focaia e note balsamiche di erbe aromatiche; in bocca è più gentile, meno cremoso e più vinoso, sia sapido che dolce, sia vellutato che speziato, al sapore di pesca in caramella sul finale.
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