Un omaggio al “Cantico delle Creature”, celebre opera di San Francesco - il Santo d’Assisi, Patrono d’Italia, del quale nel 2026 si celebrano gli 800 anni dalla morte e dal “Transito” (3 ottobre 1226) - e primo testo poetico della storia, ma anche un potente invito a ripensare il nostro posto nel mondo, tra amore, cura e sobrietà: “Il Cantico della Terra” (Editori Laterza, 160 pagine, 17,10 euro), del neuroscienziato e botanico Stefano Mancuso - direttore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale di Firenze - esorta a riconoscersi come parte di una famiglia più grande, quella della vita, con la speranza di salvarla.
Ciascuna strofa del testo di San Francesco diventa, per Mancuso, lo spunto per raccontare come Frate sole, Frate vento, Sora acqua e Madre Terra rendono possibile l’esistenza della vita e ne proteggono i destini. Come solo l’amore e la cura per loro, come per gli altri fratelli e sorelle - esseri viventi tutti - permetteranno alla nostra specie di sopravvivere a lungo. E come solo l’uso povero delle risorse, che Francesco ordina, è la via da intraprendere per far sì che la vita continui a prosperare. Con ragionevoli speranze di riuscirci. Una lettura perfetta in questo anno commemorativo degli 800 anni dalla morte del “poverello” di Assisi, nell’autunno del 1226. Per l’occasione Papa Leone XIV ha indetto uno speciale Anno Giubilare francescano che si concluderà il 10 gennaio 2027.
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