02-Planeta_manchette_175x100
Consorzio Collio 2026 (175x100)
TERRITORI E ASSAGGI

Una vendemmia 2025 ricca di pioggia, con uva equilibrata, ridà respiro alla Sicilia del vino

Sotto i riflettori l’ultima annata dell’isola, a “Sicilia en primeur” 2026, a Palermo. Nei cali, ciil “caleidoscopio” dei migliori assaggi WineNews

“La vendemmia 2025 ha restituito fiducia ai viticoltori e ai tecnici, che dopo due anni difficili hanno visto la pianta tornare alla sua normale fisiologia”: con “più acqua e più uva di qualità” (fino ad un +20%), si può quindi riassumere in poche parole l’annata che ha fatto tirare il fiato alla Sicilia del vino, presentata in anteprima a “Sicilia en primeur” 2026. Con 342 etichette in assaggio, presentate dalle 56 cantine alla degustazione tecnica finale assistita dai Sommelier Ais, al Real Albergo delle Povere di Palermo (il 16 maggio di scena la chiusura con la degustazione aperta al pubblico, dalle ore 17.30 alle ore 23.30, il cui ricavato andrà in beneficenza alla Croce Rossa Italiana, Comitato di Palermo), per l’edizione n. 22 della più importante vetrina itinerante del vino siciliano, organizzata da Assovini Sicilia, guidata da Mariangela Cambria, ormai dai primi anni del nuovo millennio. “Con questo evento vogliamo raccontare una Sicilia autentica, contemporanea e profondamente legata alle proprie radici. Il vino oggi non è soltanto espressione produttiva - ha detto Cambria - ma linguaggio culturale, esperienza di viaggio e strumento di relazione tra territori e persone. Per Assovini Sicilia è un’occasione preziosa per condividere con il mondo il valore della nostra identità, il lavoro delle aziende e la straordinaria ricchezza enologica e umana dell’isola”.
Il report di vendemmia 2025, presentato dalle tre enologhe Lorenza Scianna (Tasca d’Almerita), Maria Carella (Tenute Nicosia) e Serena Cancemi (Cantina Settesoli), parla di un’annata classica, dalle buone riserve idriche, che ha permesso - complessivamente in tutte le zone del “mosaico” Sicilia - alle piante di svilupparsi gradualmente, senza le eccessive accelerazioni o interruzioni che hanno caratterizzato gli scorsi anni, e che si erano inevitabilmente riflesse nelle caratteristiche organolettiche degli acini prima e dei vini poi. Questa volta, “le riserve idriche del suolo disponibili al risveglio vegetativo delle viti - che hanno mostrato un’inattesa fertilità, considerato lo stress accumulato nelle precedenti annate - unite l’andamento meteorologico favorevole, alle escursioni termiche nelle zone collinari, così come alla brezza marina in quelle costiere, hanno accompagnato la pianta durante il suo ciclo vegetativo fino alla maturazione, che è stata regolare e completa. In merito alla quantità, è stata diffusamente soddisfacente, tenendo conto di variabili territoriali e varietali” ha riassunto Lorenza Scianna, dedicandosi poi alla zona occidentale della Regione.
Riferendosi alla zona del Palermitano e del Trapanese, Lorenza Scianna racconta di vini bianchi dalla nitida impronta varietale, esaltata da tensione acida e piacevolezza di beva, senza le asperità fenoliche che caratterizzano le annate calde. “Lo Zibibbo combina quindi le sue note floreali con aromi freschissimi di agrumi, mentre il Grillo - di cui ormai conosciamo la resilienza in annate calde - presenta delicate note tioliche, da frutta bianca ad erbe aromatiche” ha puntualizzato Scianna, aggiungendo che “le varietà a bacca rossa della zona costiera, in particolare Nero d’Avola e Frappato, mostrano maggiore intensità colorante e una fragranza gustativa fresca e polposa”. Nelle zone di alta collina, invece, due delle varietà protagoniste, come il Catarratto e il Perricone, raccontano tensione acida, maturità e complessità aromatica per il bianco; buona tessitura e ampio spettro aromatico per il rosso, garantendo ad entrambe ottime prospettive di longevità. Per quanto riguarda le varietà internazionali, in particolare Syrah e Cabernet presentano strutture importanti per concentrazione e qualità dei polifenoli, mentre lo Chardonnay ha dato ottimi risultati, soprattutto su terreni calcarei.
In merito alla Sicilia centro-meridionale - che comprende le province di Agrigento e Caltanissetta, composte da colline che scendono da 700 metri di altezza fino alla costa marina, accogliendo terreni di gesso, aria luminosa e brezze incessanti - l’aumento di quantità di uva della vendemmia 2025 ha invertito un calo storico durato ormai un decennio, ma ha soprattutto distribuito omogeneamente grappoli di qualità. Sempre nel 2025 “le piogge non si sono limitate ai rilievi nord orientali dell’Isola, ma hanno bagnato omogeneamente tutto il territorio siciliano, soprattutto dall’autunno: questo ha permesso un germogliamento regolare in primavera, seguiti da maggio e giugno asciutti e ventilati per una perfetta allegagione, una invaiatura lenta grazie all’assenza d stress idrico a luglio ed agosto e una vendemmia ideale da agosto ad ottobre con diffuse condizioni sanitarie perfette” ha precisato Serena Cancemi, concludendo che “dalle varietà precoci di agosto fino al Nero d’Avola di ottobre, ogni vitigno ha potuto completare il proprio ciclo senza sovrapposizioni, preservando acidità vibranti e profili aromatici nitidi”. Ecco quindi Grillo intensamente aromatici, omogeneamente precisi e verticali; Catarratto eleganti e nitidi, finalmente di nuovo agrumati e gessosi; Chardonnay dai potenziale di longevità positivi, garantiti dall’equilibrio fra acidità e ph; Nero d’Avola freschi e setosi, dalla perfetta sincronia fra maturità tecnologia, fenologica e cellulare; Syrah meno spigolosi, dalla promettente evoluzione complessa e raffinata.
La Sicilia orientale, infine, che comprende l’Etna e i suoi versanti vulcanici e i territori di Noto e Vittoria. Secondo Maria Carella “la vendemmia 2025 ha accentuato le differenze intrinseche tra i versanti dell’Etna: mentre il Nord ha beneficiato di una maturazione lenta e lineare, il Sud ha sfruttato l’ottima riserva idrica per bilanciare la sua naturale esuberanza solare. Elevata la qualità delle uve grazie alle ottime condizioni sanitarie ed all’equilibrio eccellente tra zuccheri e acidità”. In tutti e quattro i versanti le temperature medie annuali del 2025 sono state più basse rispetto al 2026 e l’aumento di pioggia si è concentrata fra gennaio e marzo (nel sud-ovest proseguendo anche fino ad agosto). Il risultato è stato un aumento record di produzione che ha toccato il 14%, registrando una produzione di 66.734 ettolitri di vino sui 58.274 ettolitri del siccitoso 2024 e sui 34.327 ettolitri del 2023 della peronospora). I bianchi da Carricante sono in aumento sulla produzione di rossi da Nerello Mascalese e Cappuccio, entrambi capaci di esprimere con definizione la tipicità vulcanica del territorio, grazie al buon equilibrio fra acidità e zuccheri.
Anche a Vittoria nel 2025 le temperature medie sono state più basse rispetto al 2024, registrando similmente piovosità accentuata in inverno, primavera ed autunno. “Ne è derivato un ciclo fenologico regolare delle uve, che ha portato ad un aumento della produzione fra il 15 e 20%, dando al contempo espressività aromatica, scorrevolezza, fragranza ed equilibrio mediterraneo a Frappato e Nero d’Avola; e, di conseguenza, a Cerasuolo di Vittoria particolarmente armonici” ha precisato Carella, aggiungendo come sia stata diversa, invece, la situazione a Noto, dove si è verificata una vendemmia 2025 complessa e disomogenea. Inverno piovoso e primavera mite hanno, infatti, richiesto frequenti interventi in vigna, portando anche a maturazioni irregolari e rallentate. Un’estate meno estrema del 2024 ha invece poi regolarizzato le maturazioni, riducendo però nel complesso la produzione di Nero d’Avola (con grappoli risultati equilibrati dove la gestione è stata sufficientemente attenta) e rallentando lo sviluppo del Moscato Bianco (arrivato a buone e sufficiente acidità grazie ad una meticolosa selezione), entrambi ancora da gestire bene in termini di equilibrio aromatico.
A riprova del fatto che siamo di fronte ad un vero e proprio continente dentro all’isola, non ci sono solamente i report vendemmiali differenziati, ma anche caleidoscopici bicchieri che accolgono vini dalle mille sfumature di bianco, di rosso, di rosa e giallo. Fra vitigni autoctoni ed internazionali (piantanti su un patrimonio complessivo di 96.903 ettari, secondo i dati Irvo - Istituto Regionale del Vino e dell’Olio della Regione Siciliana, che fanno della Sicilia il secondo vigneto più grande d’Italia dopo il Veneto, ed il primo biologico, con 33.823 certificati, ndr), vini fermi e mossi, vini leggeri e strutturati, risultato di climi, suoli, altitudini, esposizioni e stili incalcolabili, e le diverse annate portate in assaggio dalle aziende, ecco i migliori assaggi della staff WineNews:

Alberelli di Giodo, Terre Siciliane Carricante 2023
Note di pietra focaia, ma anche intenso di frutta gialla e fiori bianchi, con nota di cedro e vaniglia. Denso e roccioso anche in bocca, risulta sapido e fruttato, dolce di caramella d’orzo finale.

Cottanera, Etna Bianco Contrada Calderara 2024
Dal carattere più fruttato che roccioso - ma entrambi presenti e intensi - ha note appuntite di bosso e di cedro, dolci di vaniglia; in bocca è sapido, quasi salato, dove torna la pietra focaia, poi la vaniglia e la frutta gialla.

Tenuta di Fessina, Etna Bianco A’Puddara 2024
Fine e elegante, molto dolce di fiori bianchi, è luminoso, con note di erbe aromatiche spontanee, polline e camomilla; in bocca è decisamente sapido, lungo e agrumato, delicato e ancora elegante, floreale finale.

Alessandro di Camporeale, Sicilia Catarratto Benedé 2025
Chiaro e luminoso, profuma di fiori e frutta bianca, albedo e foglia di fico, la bocca è sapida, piena e ampia, molto agrumata e iodata, con note di mandorla cruda e albedo, iodata, ampia ma delicata.

Castellucci Miano, Valledolmo Contea di Sclafani Miano 2025
Spinoso di cenni di bosso, profuma di ananas succosa, pesca a melone bianchi, infine fiori di sambuco; la bocca è sapida e leggermente amara, poi diventa dolce di sciroppo di sambuco e menta, ananas e zagara.

Cantine Fina, Terre Siciliane Catarratto Fiorente 2024
Con profumi di gesso, pesca bianca, fiori di acacia, ha cenni dolci ma non esagerati, rinfrescati da iodio con punte di albedo e salvia; la bocca è chiara, mentolata e floreale, dolce ma fresca, con note erbacee nel finale lungo e sottile.

Pellegrino, Sicilia Catarratto Kelbi 2025
Bosso, ananas, mentuccia, iris: molto chiaro dai riflessi verdi, ha intensità delicata che ricorda la risacca, anche in bocca; violaceo nei fiori, ha sorso sapido quasi salato, che poi si addolcisce di melone bianco e mandorla bianca, finendo lungo e iodato.

Mandrarossa, Menfi Grillo Bertolino Soprano 2024
Nuovamente luminoso, è profumato di albedo, zagara, vaniglia e gesso; in bocca è più saporito, sempre bianco ma dallo sviluppo più ampio; dolce e fresco, è sapida, saporito di frutta e fiori bianchi, mandorla cruda, zagara e foglia di limone.

Masseria del Feudo, Sicilia Grillo Voce di Lago 2025
Un altro Grillo luminoso e chiaro, complesso nei profumi di agrumi e pesca gialli, fiori di acacia, salvia e mandorla bianca; intenso ma equilibrato in bocca, tornano le note di agrumi, poi pietra focaia: è piccante da zenzero, poi arriva la pesca bianca sul finale lungo sapido.

Cusumano, Sicilia Grillo Shamaris 2025
Ricco di fiori bianchi e gialli, agrumi gialli, salvia e zenzero, foglia di fico, in bocca ha aderenza sapida, quasi salata, dove procede intenso e amaricante, al sapore di frutta gialla e fiori bianchi, vaniglia e burro; fresco e lungo, chiude su note di ananas finali.

Florio, Vino Bianco 2025
Grillo non filtrato di color giallo oro con riflessi verdolini, ha profumi pieni e intensi di agrume giallo, polline, camomilla, mentuccia e mandorla tostata: la bocca è piena e polposa, fresca e agrumata, lunga e pulita, sapida e iodata.

Colosi, Salina Bianco 2025
Dal tipico carattere aromatico, profuma di sambuco e buccia di cedro, iodio e violetta, infine vaniglia; la bocca è chiara, floreale, citrina, molto sapida, nuovamente iodata, intensa di sapori e fitta di trama.

Le Casematte, Terre Siciliane Rosato Nerello Mascalese Rosematte 2025
Rosa con unghia aranciata, al naso porta tanto fiore rosso e mandarino, note rocciose e iodate; la bocca è sapida, saporita, piena e ancora rocciosa, che alla fine si addolcisce di mora in caramella e si rinfresca di nepitella.

Baglio di Pianetto, Terre Siciliane Rosato Syrah Viafrancia 2025
Rosato chiaro e brillante, è minuto e profuma dolcemente di talco e iris, gesso, fragolina e mora in caramella; la bocca è rocciosa, astringente e ammandorlata, poi torna dolce di mora in caramella, con note di vaniglia e mandarino nel caldo finale.

Girolamo Russo, Etna Rosso Feudo di Mezzo 2024
Dolce di piccoli frutti di bosco in caramella, vaniglia e fiori rossi freschi, arancia rossa anch’essa in caramella, resta comunque elegante e sottile; sapido e piccante al sorso, sa di fiori appassiti, visciola, salvia, e ginepro, dal finale pulito dal tannino setoso ma deciso.

Pietradolce, Etna Rosso Barbagalli 2020
Caldo e intenso nei profumi, ha note rocciose, di fiori rossi appassiti, un cenno di ginepro o erba tagliata, liquirizia e arancia rossa; la bocca è dolce, sapida e aderente sulla lingua, pepato e lunga ai lati, floreale e agrumato infine, con ricordi di sottobosco.

Palmento Costanzo, Etna Rosso Contrada Santo Spirito 2021
Nerello Mascalese e Cappuccio trasparente e chiaro, floreale nei profumi, con note di ciliegia e arancia, infine sottobosco; la trama del sorso è larga e ariosa, appena aderente, sa di fragole e arancia rossa e fiori rossi; saporito e polposo, chiude su note fresche di erbe aromatiche.

Arianna Occhipinti, Sicilia Nero d’Avola Siccagno 2023
Pieno e polposo, ha naso fruttato e floreale, dolce ma ispido e fresco, che in bocca trova continuità; il sorso è ritmato, con note di tamarindo e spezie fresche, generoso di frutta a polpa rossa e fiori rossi, infine succo di melograno.

Feudo Maccari, Sicilia Nero d’Avola Vigna Sultana 2023
Tendenzialmente dolce, profuma di frutta rossa matura, spezie dolci, fiori in essenza, con note balsamiche di bosco e terrose; la bocca è fitta e polposa, con aderenza sapida, che rilascia sapore di fiori rossi, di ciliegia e melograno; è dolce ma pulito.

Zisola, Terre Siciliane Nero d’Avola Iusugnu 2025
Le note di frutta chiara e polposa sono nitide insieme a quelle di rosa, di ciliegia in caramella e rovo con ricordi ematici crudi. Dolce in bocca, ha molta frutta in caramella, di ciliegie e more, con note di rovi, agrumi e fiori rossi, un cenno di spezie e freschezza da vendere insieme al pepe.

Dei Principi di Spadafora, Terre Siciliane Cabernet Sauvignon Schietto 2020
Profumi di ciliegia matura e in confettura, tamarindo, fiori appassiti, melograno, foglia di pomodoro: il naso è polposo e fitto, anche speziato, come in bocca, dov’è intenso e sapido, saporito di polpa rossa matura e fiori, mentre scorre su note balsamico-vegetali e calore speziato finale.

Tenuta Rapitalà, Sicilia Syrah Gaëlle 2022
Note di rosa e viola, ciliegia e prugna, vaniglia e sottobosco: è più dolce che balsamico questo Syrah dalla bocca piena e polposa, dolce e fruttata, trattenuta dal tannino sapido e allungato sul finale agrumato e piacevole.

Vinding, Terre Siciliane Syrah Vignolo 2023
Rosso vinoso, che profuma di visciola, ribes rossi, pepe bianco, arancia rossa, con un cenno terroso e di sottobosco balsamico; la bocca è dolce e materica, floreale e fruttata, con un tocco iodato e di mirto, infine pulita.

Serra Ferdinandea (Planeta-Oddo), Sicilia Rosso 2023
Generoso dei profumi di fiori rossi, di visciola e melograno, ma senza allargarsi grazie alle note di pepe, mirto e arancia rossa: un naso elegante e longilineo come la bocca, rossa di frutta e bianca di fiori, arricchita di erbette aromatiche spontanee e buccia di mandarino.

Tenuta di Castellaro, Malvasia delle Lipari 2024
Contiene un mondo di frutta secca, fichi e albicocca disidratata, di salmastro, foglia di fico, mirto, cera e camomilla, con il sole caldo del tramonto eoliano; la è bocca morbida, poi subito sapida e fresca di agrumi canditi e freschi, di albicocca fresca, aromatiche spontanee e iodio. lungo e pulito.

Feudo del Pisciotto, Terre Siciliane Tachis 2019
Passito dorato, appuntito e agrumato, profuma di miele di girasole, cedro, salmastro, di mandorla tostata, orzo in caramella, albicocca e pesca gialla, salvia e nepitella, infine ginestra; la bocca è molto intensa, piccante di zenzero e dolce di frutta gialla succosa e in parte disidratata, miele di acacia, infine menta.

Feudo Arancio, Terre Siciliane Passito Hekate 2022
Il naso è dolce, fitto e intenso, senza eccedere nei profumi disidratati: albicocca, fichi secchi, fiori di acacia anche in miele, foglie di fico e note iodate, anticipano una bocca dolce ma non glicerica, che secca e sapida porta il sorso verso sapori agrumati e mentolati, floreali e salmastri.

Valle dell’Acate, Terre Siciliane Frappato Frizzante Fil d’Oro 2025
Un Frappato alternativo e simpatico, dalle note di mora, tamarindo e foglia di fico, dal carattere roccioso con una punta di fumé; la bocca è sapida, piena e minerale, che lascia nuovamente spazio alla mora e con l’apporto finale di fiori.

Copyright © 2000/2026


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026