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VINO E TERRITORIO

Il miglior Pinot Nero d’Italia è l’Abtei Muri Riserva di Muri-Gries: l’Alto Adige si prende il podio

In “top 5” San Michele Appiano, Tiefenbrunner, Terlano e Bergmannhof. Il verdetto del “Concorso Nazionale” 2026
ALTO ADIGE, CONSORZIO NAZIONALE DEL PINOT NERO, GIORNATE ALTOATESINE DEL PINOT NERO, MURI GRIES, PINOT NERO, Italia
Il miglior Pinot Nero d’Italia è di Muri-Gries, l’Alto Adige domina il podio

Se l’Alto Adige, a livello di volumi, è una terra di vini prevalentemente “bianchista” - il 65% della produzione di vino è, infatti, a bacca bianca - al suo interno c’è, comunque, una tradizione solida e di grande qualità per la produzione dei vini rossi in cui spicca il Pinot Nero, vitigno che, con 617 ettari coltivati, rappresenta l’11% del totale del vigneto regionale. E l’Alto Adige da sempre si conferma terra di eccellenza del Pinot Nero tanto che arriva nuovamente da qui la migliore espressione italiana del celebre vitigno tra i più amati al mondo (ed architrave ampelografico della Borgogna, per esempio), della vendemmia 2023: il Pinot Nero Abtei Muri Riserva prodotto dalla Tenuta Cantina Convento Muri-Gries, una realtà storica considerato che, nel lontano 1845, un gruppo di monaci benedettini proveniente dalla Svizzera arrivò a Gries, alle porte di Bolzano, dove rilevò l’abbazia dei canonici agostiniani compresa dell’attività vitivinicola già nota da secoli, dando così vita ad una simbiosi tra convento, cantina e vigneti rimasta invariata fino ad oggi (dal 1990 è Walter Bernard il responsabile della viticoltura, ndr). Un vino che ha preceduto altre gemme enoiche del territorio altesino come il Pinot Nero Riserva Sanct Valentin della Cantina Produttori San Michele Appiano (n. 2), il Pinot Nero Riserva Linticlarus di Tiefenbrunner - Schlosskellerei Turmhof (n. 3), il Pinot Nero Riserva Monticol della Cantina Terlano (n. 4) e il Pinot Nero Riserva Lahn di Bergmannhof (n. 5). Ecco il verdetto del “Concorso Nazionale del Pinot Nero”, che anticipa le “Giornate Altoatesine del Pinot Nero” (15-18 maggio nell’Ospizio di San Floriano a Laghetti), evento che si è svolto sotto la direzione di Ulrich Pedri del Centro di Sperimentazione Laimburg e che ha visto in gara oltre 100 vini dell’annata 2023, prodotti in Alto Adige, Trentino, Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia-Giulia, Emilia-Romagna, Toscana ed Umbria.
Oltre ai migliori della classifica generale, sono stati premiati anche i vini top delle singole regioni vinicole. Quello di Muri-Gries è stato, oltre che il migliore in assoluto, automaticamente anche il miglior vino per l’Alto Adige, mentre per le altre regioni si sono distinti i vini di Cantina Mori Colli Zugna (Trentino), Grosjeans Vins (Valle d’Aosta), Castello di Gabiano (Piemonte), Tenuta Conte Vistarino (Lombardia), Borgo Stajnbech (Veneto), Castello di Spessa (Friuli Venezia-Giulia), La Collina del Tesoro (Emilia-Romagna), Fattoria di Cortevecchia (Toscana) e Tenuta Poggio Petroso (Umbria). Con i loro Pinot Nero sono arrivate in finale anche Cantina Bellaveder, Cantina Valle Isarco, Cantina Girlan, Glassierhof, Tenuta Gottardi, Tenuta Hochegg, Cantina Kaltern, Manincor, K. Martini & Sohn, Cantina Sankt Pauls, Pfitscher, Tenuta Pföstl, Cantina Pisoni, Tenuta Prackfol, Tenuta Romen, Castel Sallegg, Azienda Agricola Stroblhof, Elena Walch e Peter Zemmer. “Non si tratta solo di una degustazione: il nostro evento è un viaggio attraverso i migliori Pinot Nero d’Italia”, precisa Ines Giovanett, presidente del Comitato organizzatore che ha aggiunto come “con queste “Giornate” offriamo a tutti gli eno-estimatori l’opportunità di approfondire il panorama varietale del Pinot Nero e di sperimentare in prima persona come queste etichette riflettano il terroir, la tradizione e lo stile”.
Come da tradizione la premiazione dei migliori vini (che potranno anche essere degustati) avverrà, infatti, nelle “Giornate Altoatesine del Pinot Nero” nell’Ospizio di San Floriano a Laghetti. Il cui programma sarà, come sempre, ricco: tra gli eventi in calendario ci sono anche due masterclass, una curata dal sommelier Raffaele Fischetti con un focus sui vincitori regionali e l’altra dedicata ai Pinot Nero di Pfitscher. Non mancherà la “Pinot Noir Experience”, un’escursione guidata sul “Sentiero del Pinot Nero” attraverso Gleno, Pinzano e Mazzon, comprensiva delle informazioni su questi particolari terroir e sulle varietà di vitigni che vi prosperano. Previsto anche il tour guidato “Pinot Noir & Bike” sul tracciato dell’ex ferrovia della Val di Fiemme. E, in parallelo, si svolgeranno anche le “Notti del Pinot Nero” dove, in ristoranti selezionati, saranno serviti i vini prodotti con questo vitigno (protagonisti anche di altre due iniziative, il “Pinot Nero Picnic” e il “Pinot Nero Party”) in abbinamento a piatti della tradizione regionale.

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