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Usa: più richiesta Ava ... Argentina: ancora esenzione per spumanti ... Usa: 100 anni di Chardonnay in California ... Gallo&Costellation: US$ 2 milioni per scandalo del falso Pinot nero ... Brasile: nel 2012 vendemmia scarsa
di Andrea Gabbrielli

- Usa, aumenta la richiesta di Ava
I produttori di vino americani e in generale del mondo anglosassone sono sempre stati contrari all’idea europea della denominazione di origine: le Ava (American Viticultural Area) sono concettualmente diverse dalle nostre Dop/Doc, tra cui l’assenza di qualsiasi disciplinare. Secondo una corrispondenza dell’Associated Press, però, la tendenza a riconoscere e valorizzare l’area di origine di un vino, negli Usa sarebbe in ascesa. Andrebbe letta in questo modo la creazione di nuove Ava in Washington State e in California.
La prima è Naches Heights, un altopiano vulcanico ovest della città di Yakima a Washington, la seconda è Pine Mountain-Cloverdale nel nord-est della California tra le contee di Sonoma e Mendocino. Quest’ultima comprende terreni di proprietà di aziende molto famose come la Francis Ford Coppola Winery, la Seghesio Family Vineyards e Benziger Family Winery.
Lo dicembre 20111, inoltre, sempre in California, era stata riconosciuta un’altra Ava nella Napa Valley, Coombsville, dove su suoli di origine vulcanica e argilla ghiaiosa, si coltivano oltre alle classiche varietà bordolesi anche Syrah, Chardonnay e Pinot Nero.

- Argentina, prorogata l’esenzione fiscale per gli spumanti
Sarà prorogata l’esenzione fiscale per gli spumanti argentini. La notizia è stata comunicata dal Presidente della Repubblica, Cristina Fernandez, per l’inaugurazione di una nuova cantina nella regione di San Rafael. Il provvedimento iniziale risale al 2005 quando l’ex presidente Nestor Kirchner, lo promulgò con l’obiettivo di incrementare la produzione, il consumo e migliorare la competitività del settore.
L’accordo prevedeva che i produttori di spumante esentati dal pagamento dell’imposta del 12% sulle vendite, avrebbe reinvestito la somma equivalente per la riconversione dei vigneti, al fine di ottenere uve di maggiore qualità (soprattutto Chardonnay, Pinot Noir, Chenin Blanc e Semillon), per il miglioramento della tecnologia per la spumantizzazione, la creazione di nuovi posti di lavoroe l’incremento dei consumi e delle esportazioni. Secondo l’Instituto Nacional de Vitivinicultura (Inv), incaricato di monitorare l’andamento, nel 2010, la vendita di spumante argentino ha raggiunto i 640 milioni di pesos, mentre il settore ha investito oltre 112 milioni superando ampiamente i 76,8 milioni che dovevano essere versati allo Stato per l’imposta. Questo livello degli investimenti dimostra la crescita della spumantistica argentina che attualmente può contare su oltre 100 unità produttive sul mercato.
San Rafael è una delle principali aree di produzione del vino spumante o frizzante, comunemente noto come “champán, con un totale di 16 aziende. Asens Paolo, presidente della locale Camera di Commercio, ha detto che, secondo i dati forniti dall’Instituto Nacional de Vitivinicultura (Inv), “nel 2011, nel Paese sono state elaborati 35 milioni di litri di spumante, di cui 31 milioni sono stati venduti nel mercato nazionale e 4 milioni sono stati esportati. In questo contesto, gli stabilimenti di San Rafael rappresentato il 18% delle vendite sul mercato interno e il 22% delle esportazioni”.

- Usa, i cento anni dello Chardonnay in California
Sono passati 100 anni da quando, per la prima volta, fu piantato lo Chardonnay in California: nel 1912, Ernest Wente della Wente Vineyards, una cantina ad est di San Francisco, lo importò da Montpellier e poi lo piantò nella sua azienda. Attualmente sono disponibili oltre 30 cloni di Chardonnay ma il 75% del vino ottenuto questo vitigno nello Stato deriva proprio dal clone 4 denominato Wente. Il vitigno ormai da molto tempo ha dimostrato di essere un grande successo nel nord della California.
Cantine come Jordan, La Crema e Matanzas Creek in Sonoma, Parducci a Mendocino, Ortman Family Wines a Paso Robles impiegano il Wente nei loro vigneti e tutti i migliori winemaker lo considerano un vero e proprio must: particolarmente adatto alle regioni fredde ha un sapore molto ricco. Lo Chardonnay è prodotto in tutto il mondo, soprattutto in America, Nuova Zelanda, Australia e Sud Africa. Se in Francia spiccano gli aromi di nocciola o di pasticceria e le noti minerali, in California e Nuova Zelanda sono i frutti tropicali ad essere caratterizzanti.

- E&J Gallo e Costellation, US$ 2 milioni per lo scandalo del falso Pinot nero
E&J Gallo e Costellation hanno accettato di pagare fino a 2 milioni di dollari per lo scandalo del falso Pinot nero: tra il gennaio 2006 e il marzo 2008, le due aziende avevano acquistato 18,5 milioni di bottiglie del vino da diversi produttori francesi che poi avevano venduto con i marchi Red Bicyclette, Redwood Creek, Turning Leaf, Farallon, Rex Goliath, Talus e Woodbridge di Robert Mondavi. Le cantine fornitrici francesi Ducasse, Vignobles Alain Maurel, Sieur d’Arques, Montblanc e Caves Pierre Fabre avevano avuto un utile di 7 milioni di euro dalla frode, ma poi erano state condannate al pagamento di forti multe e alla pena sospesa del carcere. Tre consumatori californiani avevano promosso una class action contro E&J Gallo e Costellation per “concorrenza sleale e pubblicità illegale”, ritenendosi truffati. Ora i tre potrebbero ricevere un massimo di US $ 58.000 dal fondo di risarcimento. Gli altri consumatori che avevano acquistato le bottiglie avranno i loro soldi indietro ma in assenza di una prova di acquisto, riceveranno solo US $ 3,50. Le due aziende si difendono dicendo di essere loro stesse vittime dei loro fornitori francesi anche perché sostengono “non era possibile determinare scientificamente quanto fosse la percentuale di Pinot nero presente nelle bottiglie”. Il vino infatti conteneva elevate percentuali di Merlot e di Syrah meno costosi rispetto al Pinot nero.

- Brasile, nel 2012 una vendemmia scarsa
In Brasile si aspettava una grande vendemmia pari a 750 milioni di libras (1 libra = 0, 450 kg) ma a causa dell’effetto de La Niña - un fenomeno climatico ricorrente nel Pacifico centrale - si stima un decremento del 20%. Meno pioggia, siccità e grandine, i principali responsabili. Ora le nuove stime di produzione ipotizzano un raccolto tra i 500 e i 600 milioni di libras, dopo i 707 milioni del 2011.
Stante la situazione il Ministerio de Agricultura, Ganadería y Abastecimiento è corso ai ripari e ha promulgato un decreto che regolamenta la pratica dello zuccheraggio: nell'arco dei prossimi cinque anni sarà possibile fino a 3 gradi di alcol. I vini di qualità potranno essere arricchiti di soli 2 gradi nei prossimi 4 anni e 1 grado nel quinto mentre i vini da tavola di 3 gradi nei prossimi 4 anni e 2 gradi il quinto anno.
La misura, secondo i commentatori, servirebbe ad innalzare la qualità del vino brasiliano in modo di sopportare meglio la concorrenza dei vini esteri. Dal 1 gennaio, inoltre, i vini importati saranno soggetti al pagamento di un imposta che colpirà in primo luogo Argentina e Cile, i principali fornitori del Brasile oltre ai vini europei.

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