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QUESTIONE DI ETICHETTA

Vicenda “Nutriscore”, Carrefour Italia: “non la applicheremo ai prodotti italiani”

Intanto si riaccende il dibattito sull’“etichetta a semaforo”. Alleanza delle Cooperative: “sistema pericoloso, che non aiuta il consumatore”
CARREFOUR, CIBO, COOPERATIVE, ETICHETTA, NUTRISCORE, Non Solo Vino
Vicenda “Nutriscore”, Carrefour Italia: “non la applicheremo ai prodotti italiani”

Il tema dell’“etichetta a semaforo”, ovvero il Nutriscore, apertamente osteggiato dall’Italia, è tornato al centro del dibattito, tra vicende italiane e discussione in Ue, come vi abbiamo raccontato ieri, tra decisioni del Garante per la Concorrenza, prese di posizione del Governo, e azioni a livello di Unione Europea. E proprio sulla decisione dell’Agcom, che secondo quanto riportato dal Sottosegretario alle Politiche Agricole, Francesco Battistoni, ha obbligato le società GS Spa, Carrefour Italia e Iterdis ad inserire un’avvertenza di precisazione relativa al Nutriscore da loro adottato in Italia, arriva la posizione ufficiale di Carrefour, in merito alla vicenda. “Carrefour Italia accoglie con soddisfazione la positiva conclusione dell’istruttoria dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in merito all’impegno dell’azienda a non utilizzare il sistema di etichettatura nutrizionale Nutriscore sui prodotti italiani”, spiega il ramo italiano della grande catena di distribuzione francese. Che aggiunge: “Carrefour Italia, in accordo con l’Autorità, non applicherà l’etichetta Nutriscore su prodotti private label, commissionati da Carrefour Italia ai propri fornitori e commercializzati in Italia e/o all’estero; su prodotti a denominazione di origine protetta (Dop), a indicazione geografica protetta (Igp), sulle specialità tradizionali garantite (Spt) e sui prodotti agroalimentari tradizionali (Pat); sui prodotti della tradizione gastronomica italiana (salumi, formaggi, olio di oliva), a prescindere dal luogo di produzione (Italia o estero); sui prodotti a marchio Terre d’Italia”.Carrefour Italia, spiega ancora la nota, continuerà ad includere nel proprio assortimento una selezione limitata di prodotti private label, commercializzati in Italia dalla società francese Interdis, facente parte del Gruppo Carrefour France, che adotta il sistema di etichettatura nutrizionale volontaria Nutriscore. “L’offerta verrà accompagnata da una campagna d’informazione in tutti i punti vendita e sul sito internet, sui motivi per cui alcuni prodotti recano il Nutriscore e gli strumenti necessari per una corretta interpretazione del sistema di etichettatura nutrizionale. Tale campagna d’informazione è stata infatti giudicata idonea dall’Autorità a orientare le scelte di acquisto dei consumatori in materia di nutrizione senza generare fraintendimenti”.
Questa la posizione ufficiale di Carrefour Italia che, allo stesso tempo, “conferma il proprio impegno per la valorizzazione dei prodotti italiani, che si fonda sulla collaborazione con oltre 10.000 produttori locali volta a promuovere, in Italia e all’estero, ciò che il made in Italy rappresenta in termini di tradizione, sostenibilità e qualità”. Intanto però il dibattito sul quello che sarà il regolamento Ue armonizzato sulle nuove norme di etichettatura, che si gioca in gran parte proprio sullo scontro tra chi sostiene il nutriscore e chi invece propende per un sistema come quello del Nutrinform Battery proposto dall’Italia, va avani. Ed a dire la sua è anche Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, per voce del presidente Carlo Piccinini. “L’etichetta Nutriscore è pericolosa per il suo eccesso di semplificazione nella classificazione della qualità nutrizionale degli alimenti ed è positivo che la recente delibera dell’Antitrust abbia chiarito ai consumatori che si tratti di un sistema di classificazione non obbligatorio”. Altro aspetto importante fissato nei provvedimenti pubblicati nel bollettino Antitrust n. 29 del 1 agosto, sottolinea Piccinini, è che il NutriScore “è stato sviluppato in base ad un algoritmo e a valutazioni scientifiche non universalmente riconosciute e condivise”. Un sistema che, secondo Piccinini, “non aiuta il consumatore, come ha ben sottolineato l’Antitrust, a seguire abitudini alimentari più salutari, anzi, lo indirizza in modo fuorviante all’acquisto, insinuando la convinzione che si tratti di alimenti sani o meno, per il solo fatto di essere associati ad un’etichetta di colore verde o rosso. Come ricordato dall’Oms, nessun alimento considerato singolarmente può assicurare tutti i nutrienti necessari alla base di una vita in salute e per questo risulta fondamentale variare la dieta il più possibile. Ad oggi, inoltre - spiega Piccinini - manca una scelta e regolamentazione in materia e l’Italia si è fatta promotrice di un sistema alternativo noto come NutrInform battery che, a differenza del Nutriscore, non ha l’ambizione di esprimere un giudizio complessivo sull’alimento, bensì di informare sui singoli nutrienti dei vari prodotti. In questa fase è fondamentale contrastare con tutti gli strumenti possibili la diffusione del Nutriscore - conclude Piccinini - occorre agire a tutela sia dei consumatori, che hanno diritto ad una corretta informazione, sia dei produttori di quel variegato e ricco paniere di alimenti che sono oggi alla base della dieta mediterranea. Come Alleanza Cooperative Agroalimentari, che rappresenta il l 58% della produzione lorda vendibile del vino, il 43% del valore della produzione lattiero-casearia nazionale, oltre il 60% del fatturato dei formaggi Dop e il 25% della produzione trasformata dei comparti bovino e suino - ed è dunque espressione di quelle produzioni tipiche della dieta mediterranea che finirebbero sotto attacco da parte di un sistema di etichettatura così semplicistico - proseguiremo la nostra battaglia in Europa, a sostegno dell’Italia, affinché prevalgano i diritti dei consumatori e vengano intensificati programmi di educazione alimentare, gli unici in grado di orientare verso scelte sane e consapevoli”.

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