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LO SCENARIO

“Wine Paris & Vinexpo Paris”, il vino italiano in massa a Parigi, per tornare a crescere nel 2024

Da oggi al 14 febbraio, nella capitale francese, la prima grande fiera internazionale del settore. Su cui il Belpaese enoico punta sempre più forte
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“Wine Paris & Vinexpo Paris”, il vino italiano in massa a Parigi, per tornare a crescere

La prima grande fiera internazionale del vino del 2024, e anche un primo momento di contatto tra operatori di tutto il mondo per tastare il terreno ad un mercato enoico che viene da un 2023 difficile, un po’ per tutti: ecco, in estrema sintesi, il senso di “Wine Paris & Vinexpo Paris” 2024, da oggi al 14 febbraio a Parigi. Evento sul quale l’Italia ha puntato in massa, tanto che il Belpaese vede una crescita del 40% dello spazio espositivo sul 2022, e, per la prima volta, a Parigi, avrà un padiglione dedicato, con il 75% degli espositori in più sul 2023 (dall’Agenzia Ice ad Istituto Marchigiano di Tutela Vini, da Vini del Piemonte al Chianti Classico, dal Consorzio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg all’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna, dal Consorzio dei Vini d’Abruzzo a quello della Doc delle Venezie, alla rappresentative regionali di Sicilia, Puglia e Calabria, tra quelle segnalate dalla fiera francese, a tanti produttori di primo piano, da Albino Armani ad Argea, da Bortolomiol a Bottega, da Braida a Terlano, da Cantina di Negrar a Cantine Riunite & Civ, da Settesoli a Carpineto, da Italian Wine Brands a Famiglia Cecchi, da Fantini a Gaja, da Chiarlo a Pasqua, da Piccini 1882 a Pio Cesare, da Planeta a Barone Ricasoli, da Rocca delle Macìe a Salcheto, da Sandrone a Santa Margherita Gruppo Vinicolo, da Serena Wines a Tenuta Argentiera, da Tenute de Leone Alato a Terre del Barolo, da Umani Ronchi a Umberto Cesari, da Valdo a Varvaglione, da Velenosi a Ruggeri, passando per i grandi nomi della Iswa - Italian Signature Wines Academy come Fontanafredda, Bellavista, Allegrini, Villa Sandi, Frescobaldi, Caprai, Masciarelli, Feudi di San Gregorio e Planeta, per nominarne solo alcune).
Se al centro ci sono tutti trend che sta vivendo in questi anni il mondo del vino, dal calo dei consumi al boom dei prodotti “no & low alcol”, dalla premiumization che, nonostante tutto, continua, alla sostenibilità ambientale da coniugare con quella economica e sociale, passando per la sfida globale del climate change, a disegnare un quadro possibile del futuro più prossimo, intanto, è il “Wine Trade Monitor 2024”, edizione n. 10, realizzato dall’agenzia internazionale Hopscotch Sopexa, intervistando un panel di oltre 950 professionisti che lavorano con un assortimento di vini internazionali (tra cui importatori, grossisti, distributori di supermercati, enotecari e specialisti delle vendite online), che hanno fornito le loro previsioni per i prossimi due anni, su mercati come Germania, Belgio, Regno Unito, Paesi Bassi, Stati Uniti, Canada, Cina, Giappone e Corea del Sud. Da cui emerge, come già riportato da WineNews, che “i vini europei - con la Francia in testa, seguita dall’Italia - rimangono tra i più gettonati nel portfolio degli operatori mondiali; il vino francese è anche il migliore in termini di immagine; nei prossimi mesi gli addetti ai lavori prevedono una stagnazione del mercato del vino, seppur gli operatori piccoli siano più ottimisti; le caratteristiche maggiormente ricercate in bottiglia sono la naturalità, la segmentazione dei prezzi e il low alcol; l’autenticità del vino influisce positivamente sulle vendite; Chardonnay, Cabernet Sauvignon e Pinot Nero sono le tre varietà di uve internazionali più vendute, seguite da varietà secondarie in rapida crescita; infine, si evolvono le tradizionali bottiglie di vetro, mentre cala l’interesse per la lattina”.
E se, oggi, la giornata è stata dedicata soprattutto al business, non mancheranno momenti di riflessione sugli scenari internazionali. Il 13 febbraio (ore 11:30), per esempio, l’agenzia SoWine spiegherà se il vino, in Francia e nel mondo, è ancora alla moda, nel dibattito “Is wine ’cool’?”, mentre (ore 13) Sopexa approfondirà ancora i risultati dello studio “Wine Trade Monitor 2024”, per immaginare chi vincerà nel mercato del vino di domani (“Who Wins in Tomorrow’s Global Wine Market ?”). Invece, il portale specializzato Star Wine List svelerà (ore 14) la sua classifica dei “The Top 100 Restaurant Wines of the World”, mentre l’Oiv - Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino farà luce sui trend di consumo per tipologie, con i vini bianchi che sembrano avers superato i rossi, con “Uncorking colour trends: the global shift in wine preferences” (ore 16:30), mentre , con l’International Wine & Spirits Research - Iwsr, si parlerà (ore 17:30) di come trovare opportunità in un momento di grandi sfide (“Seeking Opportunities to Win in Challenging Times”). Il 14 febbraio, invece, il vino italiano sarà protagonista nel calice con il “Tre Bicchieri Tasting” del Gambero Rosso (dalle ore 10:30 alle ore 17), ma, alle ore 11, sarà interessante la masterclass guidata da Francois Gilbert di Gilbert & Gaillard, tra le voci più importanti della critica francese, che farà luce sul futuro dei vini ancorati al loro territorio, alla luce de cambiamento climatico (What is the Future of Terroir-Driven Wines Faced With Climate Change ?), e alle ore 13:30 a tornare sul tema sarà anche l’Oiv- Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino, con un approfondimento sull’impatto della sostenibilità sul settore della vite e del vino. Ancora il wine critic Robert Joseph (Meininger’s Wine Business International) ripercorrerà “10 Years of Wine Revolution”.
Temi al centro di una fiera francese su cui, come detto, l’Italia ha puntato in massa, come spiegano anche le voci di tanti Consorzi, tra i più importanti del Belpaese, che partecipano a Parigi. “Wine Paris & Vinexpo Paris è una vetrina imprescindibile per il Consorzio, il primo appuntamento internazionale, che ci offre l’opportunità di comunicare le tappe previste nel nuovo anno, i nuovi progetti, le partnership consolidate come quella con la Cité du Vin Bordeaux e il progetto Via Sensoria che, quest’anno, dal 26 marzo al 3 novembre, ci vede tra i protagonisti all’interno di un’iniziativa che ha lo scopo di arricchire la conoscenza e la percezione dell’ambiente in cui siamo immersi grazie ad un percorso sensoriale in cui ad ogni stagione verrà abbinato un vino oppure una bevanda che possa stimolare i sensi”, dichiara la presidente del Consorzio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, Elvira Bortolomiol. “Wine Paris è una grande opportunità di promozione in Francia, e apre ormai le danze delle fiere europee: quest’anno in particolare risulta strategica per capire il sentiment del mercato, dopo un 2023 di luci e ombre”, le fa eco Alessandro Nicodemi, alla guida del Consorzio Vini d’Abruzzo. Forte anche la presenza del Consorzio del Pinot Grigio delle Venezie, guidato da Albino Armani, secondo cui la fiera parigina, “soltanto alla sua edizione n. 5, è uno dei punti di riferimento nel panorama degli eventi del vino a livello internazionale”. E su Parigi scommette anche il Chianti: “torniamo a Vinexpo Paris con prodotti di alto livello e questo ci dà la possibilità di poter affrontare i mercati mondiali con serenità. Come sempre puntiamo su storia e qualità, nostri segni distintivi”, commenta il presidente del Consorzio del Vino Chianti, Giovanni Busi.
Voci, tra le tante che partecipano alla fiera internazionale di Parigi, i cui commenti troverete nei prossimi giorni nelle cronache quotidiane di WineNews, e che testimoniano di un settore che, nonostante mille difficoltà e tante incertezze, guarda ad un 2024 di rilancio per il vino italiano, come emerso da un nostro recente sondaggio, che ha raccolto i sentiment di 27 realtà di primissimo piano del vino italiano, che mettono insieme un fatturato aggregato superiore ai 2,5 miliardi di euro (che rappresenta oltre il 15% dell’intero business del vino del Belpaese), con un campione eterogeneo fatto di piccole aziende di grande blasone, grandi gruppi strutturati con cantine e brand di grande prestigio, e cooperative che, da tempo, hanno puntato sulla qualità e sulla costruzione di marchi importanti e ben posizionati sul mercato.

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