La continuità attraverso le “Generazioni”, una parola per guardare al futuro, forti delle radici della storia. Ed è il valore che i giovani talenti della prestigiosa scuola di scrittura Holden di Torino sono stati chiamati ad interpretare, con il linguaggio della letteratura e lo strumento della voce, dalla cantina “culla” del Brunello di Montalcino, Biondi-Santi, oggi di proprietà del gruppo Epi della famiglia Descours (come Isole e Olena, in Chianti Classico, ndr), per “La Voce di Biondi-Santi” n. 5, il progetto culturale (e podcast) che accompagna il rilascio sul mercato delle nuove annate, che, quest’anno, sono il Rosso di Montalcino 2023, il Brunello di Montalcino 2020 ed Brunello di Montalcino Riserva 2019, accompagnate da un gioiello assoluto, in pochissime e rare bottiglie, come il Brunello di Montalcino Riserva La Storica 1983. Un gesto di mecenatismo contemporaneo che ha dato vita, nel “salotto letterario virtuale” della Tenuta Greppo, a cinque racconti oggi disponibili nel podcast “La Voce di Biondi-Santi”. Dando continuità, così, ad una narrazione iniziata nel 2022, e che, negli anni, ha puntato su valori come “Equilibrio” (2022), “Meraviglia” (2023), “Rispetto” (2024) ed “Eleganza” (2025), coinvolgendo personalità della cultura e dello spettacolo come, tra gli altri, l’attore Neri Marcorè, la scrittrice Joanne Harris, il velista Marco Soldini, l’ex direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, e non solo (tutti i contenuti sono raccolti in un WebApp dedicata, fruibile anche tramite gli speciali QrCode presenti sul collo delle bottiglie di Brunello di Montalcino e Brunello di Montalcino Riserva).
“Le generazioni - afferma Giampiero Bertolini, ceo dell’azienda dal 2018 - sono fondamentali per Biondi-Santi. Dal capostipite Clemente Santi, al quale si deve il nome Brunello, a Ferruccio Biondi-Santi che, a fine Ottocento, iniziò a produrre vino con un’idea pionieristica di qualità e longevità. Da Tancredi Biondi Santi, cui dobbiamo la famosa Riserva 1955 e la conservazione del caveau storico della Tenuta, a Franco Biondi Santi, il “gentleman del Brunello”, che introdusse tecniche innovative in cantina e realizzò una delle prime selezioni clonali di Sangiovese, battezzando il clone BBS11: Brunello Biondi-Santi 11. Queste generazioni hanno costruito e tramandato valori inalterabili, che oggi ci consentono di guardare al futuro forti delle radici profonde della nostra storia”. Questa progressione, così come questa coerenza, spiega la cantina, si riflette nel carattere dei vini Biondi-Santi: nella loro freschezza, nei vigneti iconici e nei gesti distintivi che, alla Tenuta Greppo, definiscono il lavoro quotidiano in vigna e in cantina. È una trasmissione di conoscenza e sensibilità che scorre nel tempo, si rinnova e si rafforza a ogni passaggio generazionale. “Per questo abbiamo scelto la parola “Generazioni” per la quinta edizione de “La Voce di Biondi-Santi” - prosegue Giampiero Bertolini - e per questo sentiamo il dovere di trasmettere la nostra passione ai giovani”. Federico Radi, direttore tecnico della Tenuta, spiega che la parola “Generazioni”, richiama anche un concetto profondamente legato alla natura: “evoca rinnovamento ed è un ponte tra differenze, perché ogni generazione, così come ogni annata, è unica. Ciò che resta centrale in Biondi-Santi è la continuità stilistica e qualitativa: vogliamo portare nel bicchiere la storia dell’annata insieme a quella della Tenuta. La selezione massale in atto ci consente di preservare il Dna di Biondi-Santi, custodendo il patrimonio genetico da cui tutto ha avuto origine”.
Risale, a metà dell’Ottocento, la prima menzione della parola Brunello quando Clemente Santi vince una medaglia enologica per un suo “vino scelto”, prodotto interamente con Sangiovese nella sua Tenuta a Montalcino. Nel 1888 suo nipote Ferruccio Biondi Santi produce il primo vino chiamato ufficialmente Brunello di Montalcino. Da allora il nome Biondi-Santi è sinonimo di eccellenza tra gli esponenti più celebri nel mondo del made in Italy, amato sia dai collezionisti che dai più esigenti critici enologici. Nel 2017 l’acquisizione di Biondi-Santi, da parte di Christofer Descours, ha aperto un nuovo capitolo di sviluppo aziendale, con importanti progetti di studio e investimenti in vigna così come in cantina, volti ad evolvere ulteriormente il senso d’eccellenza che, da sempre, caratterizza il nome Biondi-Santi.
Focus - Le nuove annate Biondi-Santi
Brunello di Montalcino Riserva La Storica 1983
Ogni anno Biondi-Santi seleziona una Riserva da “La Storica” e la rilascia sul mercato in quantità molto limitate. Il Brunello di Montalcino Riserva La Storica 1983 è un vino di straordinaria compostezza, dai tannini setosi che accompagnano un finale lungo, sapido e coerente, di grande eleganza e persistenza. Testimonia la capacità unica di Biondi-Santi di attraversare il tempo con grazia, offrendo oggi un’espressione profonda, silenziosa e autentica di ciò che rappresenta un Brunello storico.
Brunello di Montalcino Riserva 2019
Il Brunello di Montalcino Riserva 2019, 44esima edizione, è un vino profondo, nato sotto il segno di grandi aspettative. Non solo perché è una Riserva Biondi-Santi, ma anche, come sottolinea il direttore tecnico Federico Radi, “perché è il frutto di una delle più belle annate che abbia visto nella mia carriera: tutto è andato estremamente bene. Piogge ben distribuite, calore equilibrato, uve perfette. Il vino rappresenta tutta questa armonia”. La raccolta è iniziata il 14 settembre. Al palato la Riserva 2019 è precisa, tesa. La vibrante freschezza accompagna tannini finissimi e ben integrati. La materia è raffinata, mai eccessiva, e il finale è lungo, pulito, coerente, con una persistenza che parla di territorio e di tempo.
Brunello di Montalcino 2020
Il Brunello di Montalcino 2020 è un vino di grande classicità, che esprime fin da subito la sua finezza. Nasce da un’annata luminosa e soleggiata, con uve di qualità straordinaria. L’anno è iniziato con un inverno mite e una primavera fresca, scandita da importanti escursioni termiche e persino da una nevicata. Dopo un giugno piovoso, che ha permesso di accumulare buone riserve idriche, l’estate è stata calda e asciutta. La costante escursione termica tra giorno e notte ha sostenuto il naturale equilibrio delle viti e contribuito allo sviluppo di un profilo aromatico intenso e definito. Piogge ristoratrici a fine agosto hanno portato una maturazione perfetta, in tempo per l’inizio della vendemmia, il 9 settembre. “Nel sorso si avverte la leggiadria del tannino e l’acidità: due elementi che qui si fondono, permettendo al vino di distendersi a lungo sul palato. È un vino di riflessione - conclude Federico Radi - che si rivela nel tempo”.
Rosso di Montalcino 2023
Il Rosso di Montalcino è la porta d’ingresso nel mondo di Biondi-Santi. È un Sangiovese giovane, di grande charme, capace di raccontare tutta l’emozione della Tenuta. La 2023 è stata un’annata di grandi sfide agronomiche, caratterizzata da significative variazioni di temperatura e da piogge irregolari. Nonostante ciò, ha dato vita a un Rosso autentico e raffinato, che interpreta il Sangiovese di Montalcino con immediatezza e stile, senza rinunciare a profondità e identità.
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