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QUANDO UN SUPERTUSCAN DIVENTA SUPERSTAR: ROCCATO '97 ANCORA SUCCESSI

Rocca delle Macie
Il Roccato '97

E’ la sua ultima performance ma, c’è da esserne certi, ultima solo in ordine di tempo. Stavolta a rimanere conquistati dal bouquet, dal corpo, dai tannini di Roccato, il supertuscan dell’azienda Rocca delle Macìe, sono i critici inglesi che in un panel tasting organizzato da Decanter, bibbia dei sommelier e degli amanti del berebene d’Oltremanica, hanno degustato ben 78 supertuscan. Uno solo (per la cronaca si tratta di Collezione De Marchi dell’azienda Isole e Olena) è stato considerato meritevole di fregiarsi del Decanter Award e delle “cinque stelle” in palio ma alle sue spalle si è classificato Roccato, a cui sono state attribuite 4 stelle e la definizione “highly recommended”. Le note di degustazione, poi, un raro esempio di aplomb britannico, sottolineano il sentore di spezie e la percezione di ciliegia matura, presenti in Roccato, e i suoi tannini decisi ma armonici.

Roccato, vale la pena ricordarlo, è un uvaggio di al 50% di Cabernet Sauvignon e Sangiovese, ha una gradazione alcolica di 12,95 % e passa almeno 14 mesi in barriques e un altro anno in bottiglia prima di essere messo in vendita. Alla vista si presenta con un color rosso rubino carico, al naso regala profumi ampi e intensi, una netta presenza aromatica (ceduta dal legno delle piccole botti in cui matura) e gradevoli sentori erbacei. Anche in bocca si avverte il gusto erbaceo tipico del Cabernet Sauvignon e gli si riconosce un sapore asciutto, morbido e di grande struttura.

“Tutte queste caratteristiche - conferma Sergio Zingarelli, presidente di Rocca delle Macìe - fanno di questo vino un prodotto di lunghissimo invecchiamento nonché l’accompagnamento ideale di piatti importanti quali carni e selvaggina, formaggi secchi e stagionati”.

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