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Vince il prét-a-porter in bottiglia: gli italiani vogliono vino buono, a buon prezzo e si fidano del produttore. Cresce la voglia di enoturismo
a cura dell'Osservatorio del Salone del Vino

Se le cronache si affannano a raccontare le magnifiche sorti e progressive delle etichette al top, se è trendy occuparsi di vino, basta chiedere ai consumatori come orientano le loro scelte per scoprire che il mercato è un'altra cosa. Le grandi bottiglie stanno al vino, come l'alta moda sta ai vestiti. Gli italiani per il bicchiere quotidiano scelgono il pret à porter: il 95,2 per cento non è disposto a spendere più di 11 euro per una bottiglia e chiedono garanzie sulla qualità e prezzi contenuti. A rilevarlo è l'indagine dell'Osservatorio del Salone del Vino condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana. Le indicazioni che da questo studio emergono sono chiare e in parte confermano ciò che si sapeva: ormai il numero degli italiani che non consumano vino ha superato quello di coloro che lo bevono. Emerge infatti che le famiglie che consumano vino sono infatti soltanto il 44% del totale. Del resto il consumo procapite ci vede dietro a Francia, Germania e Inghilterra. E questo dovrebbe spingere ad avviare riflessioni rispetto ad un clima di eccessiva euforia attorno alle cantine italiane che, a giudicare dai risultati del sondaggio, hanno un importante obiettivo da raggiungere: allargare il mercato. Anche se tra coloro che bevono vino il 71,1% lo fa abitualmente e tra questi il 72,2% lo fa sia a pranzo che a cena. Ma le rilevazioni dell'Osservatorio del Salone del Vino offrono anche inediti spunti di riflessione. Il primo è che i consumatori guardano al vino di qualità delle cantine emergenti, sono attenti al terroir e preferiscono il vino di casa (il 97,8% beve italiano, il 62,2% preferisce il vino delle proprie zone), infine, hanno voglia di enoturismo (il 33,8%) e per acquistare il vino si fidano soprattutto del produttore (la fiducia nella cantina è con il 91,4 % dei consensi la più forte motivazione d'acquisto). Esattamente l'orientamento su cui è strutturato il Salone del Vino di Torino, che terrà la sua seconda edizione dal 22 al 25 novembre. La rassegna organizzata da Lingotto Fiere pone al centro dell'attenzione infatti le cantine di qualità emergenti, i terroir e le bottiglie d'eccellenza in un contesto di valorizzazione della professionalità dei vignaioli e degli operatori del settore per renderli protagonisti del mercato. Ma veniamo ai risultati del sondaggio.
Gli italiani ed il vino: un amore quotidiano
Si è detto che gli italiani che bevono vino sono ormai una minoranza anche se ancora consistente. Nel 52,4 % dei casi si tratta di un consumo condiviso con tutta la famiglia. I "solisti" sono il 29,2 %, il 18, 4% lo consuma in coppia. Solo a cena si concede il piacere del vino l'11 %, solo a pranzo il 12,8%. Tra i consumatori saltuari, che sono il 28,9% il 53,8% beve il vino nelle ricorrenze familiari e durante le feste, il 27,5 % beve vino quando si incontra con gli amici e significativo è il 7,7 % che si lascia tentare dalla bottiglia quando va al ristorante. Il dato significativo è che per gli italiani il vino è comunque un elemento di socializzazione: il 73,1 % dichiara di preferire bere vino in famiglia. Dove la propensione al consumo è stabile: il 78,7 % dei consumatori abituali dichiara infatti che nell'ultimo anno ha consumato la stessa quantità di vino. Il 9,9 dice che ha aumentato, il 12,3 % che lo ha diminuito. È interessante notare che quando si chiede agli italiani se l'incremento di consumo di vino tra i giovani sia o meno positivo le risposte si frazionano. Per il 22,6 % è molto positivo, per la maggioranza assoluta (51,1 %) è abbastanza positivo. Ma c'è un 26,3 % che non vede di buon occhio il rapporto giovani-Bacco.
Gli italiani e il vino: occhio al prezzo e all'etichetta
Le rilevazioni dell'Osservatorio del Salone del Vino consentono di tracciare anche un profilo delle abitudini di acquisto degli italiani. Intanto si scopre che il primo bicchiere coincide con la maggiore età. Si comincia a bere abitualmente vino a 18 anni. Molto interessanti sono anche i dati relativi a quanto gli italiani spendono mediamente per una bottiglia di vino. Il 44,6 % non va oltre i 3 euro, il 40,1 % spende mediamente da 3 a 6 euro, il 10,5 % da 6 a 11 euro, mentre coloro che spendono da11 a 20 euro sono soltanto il 2,9 e quelli che spendono più di 20 euro sono un modestissimo 1,9% La stragrande maggioranza degli italiani - il 95,2 del campione - non vuole spendere più di 11 euro. Molto frazionato è invece il luogo dove si acquista il vino. Quasi un italiano su 3 (31,1%) acquista direttamente dal produttore, il 18,7 % fa acquisti al supermarket, il 13,2% frequenta l'enoteca. E ora veniamo al capitolo di come ci si orienta nella scelta del vino. Considerando le percentuali di coloro che hanno ritenuto molto o abbastanza importante nel favorire la scelta determinati elementi, in testa troviamo la fiducia verso il produttore (91,4 %). Ma anche la griffe (cioè la marca) pesa (69,9%). Appena il 9,9 % risponde di non curarsene affatto. Conta ovviamente molto o abbastanza anche il fattore prezzo (80%) che è trascurato da appena il 6,6 %, ma a dirci che il consumo di vino è più maturo e molto “sensoriale" sono due risposte: nel 97,8 % dei casi il fatto che la bottiglia "piace" influisce molto o abbastanza e per un buon 77,9 % conta la degustazione. Importante è anche il terroir: la zona di produzione orienta molto o abbastanza nell’ 84 % dei casi ,mentre solo un misero 6 % dice di non curarsi affatto della provenienza del vino. Assai poco sembrano contare invece le indicazioni di guide e pubblicità: le prime influenzano l'acquisto nel 33,3% dei casi, e la seconda nel 22 % dei casi. Come sempre quando si tratta di acquisti di "massa" il parere degli amici pesa: solo un quarto però dichiara di orientarsi sui consigli, mentre per il 40 % pesa molto o abbastanza la "fisicità" della bottiglia. Insomma il bell'oggetto tira sempre.
Gli italiani e il vino: bottiglia di casa mia
Dall'indagine dell'Osservatorio del Salone del Vino è possibile tracciare anche un profilo dei gusti degli italiani. Vediamoli. La stragrande maggioranza (il 97;8%) vuole vino made in Italy e il 62,2% preferisce il vino prodotto nella propria zona di residenza. Scontato - ma il sondaggio lo ribadisce - che agli italiani piace il rosso. Lo preferisce il 66,2% degli intervistati, il 23,5% beve bianco, il 6,8 % beve rosato. Il novello attira l'1,6% degli intervistati mentre l'1,9% ha scelto le bollicine. Curioso è notare che c'è ancora un 34,7% di persone che non sta attento all'abbinamento cibo-vino. Chi invece vuole il giusto abbinamento è il 38,5% del campione, mentre un po' più di un quarto degli intervistati ha un rapporto "distratto" con gli abbinamenti. Infine va evidenziata la tendenza a fare scorte: il 75,6 % degli intervistati dichiara infatti di avere una sua cantina dalla quale attingere la bottiglia quotidiana.
Gli italiano e il vino: attrazione terroir
Lo studio condotto dall'Osservatorio del Salone del vino evidenzia che cresce nei consumatori la voglia di enoturismo e il desiderio di conoscere i territori del vino. È vero che il 65,9% degli intervistati dichiara di non partecipare a gite enoturistiche, ma il 18,4 % dice di praticare attivamente questo hobby e c'è una fetta del 15,7 % di aspiranti enoturisti. La molla che spinge a farsi turisti del vino è la possibilità di degustare le bottiglie nella zona di produzione (58,8 % dei casi), ma la anche la possibilità di fare acquisti direttamente dal produttore (17,6 %) e l'opportunità di visitare le cantine (11,8 %) sono motivazioni "forti". E infatti il 32,1 % dichiara di acquistare vino quando fa un viaggio, il 31,9 % dice che è un acquisto saltuario, mentre il 36 % non considera il vino un souvenir delle zone di produzione.

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