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SICUREZZA ALIMENTARE

Estate rovente per le frodi in tavola, con il vino al centro: operazioni “Opson VIII” e “Bad Juice”

Nella prima indagine, in 78 Paesi, sequestri per 100 milioni di euro, con il vino al centro. Nella seconda, smascherato giro di falso bio
CIBO, FRODI, SICUREZZA ALIMENTARE, vino, Archivio
Estate rovente per le frodi in tavola, con il vino al centro

L’estate è rovente, anche dal punto di vista delle truffe alimentari e dei controlli, come riportano le cronache. Che parlano di due operazione internazionali, “Opson VIII”, che ha fermato un traffico di prodotti alimentari contraffatti, dal valore di 100 milioni di euro, che tramite Interpol e Europol ha coinvolto ben 78 Paesi, e di una a livello italiano, e “Bad Juice”, diretta dalla Procura della Repubblica di Pisa, con la collaborazione di Eurojust, che ha portato al sequestro di beni per oltre 6,5 milioni di euro in un’indagine su una maxi frode nella produzione e commercializzazione di succo concentrato di mela sofisticato con acqua e sostanze zuccherine e falsamente dichiarato come biologico di origine europea.

Nel caso di Opson VIII, le indagini sono andate avanti per 5 mesi (dicembre 2018 - aprile 2019), e hanno consentito a livello mondiale di individuare e sequestrare oltre 16.000 tonnellate e 33 milioni di litri di prodotti alimentari irregolari e pericolosi per il consumo, il tutto stimato per un valore commerciale di oltre 100 milioni di euro. “Il Comando carabinieri per la tutela della salute ha aderito all’operazione con “lo svolgimento di attività di contrasto a crimini e illeciti nella filiera alimentare, con particolare attenzione operativa ai settori oleario (in particolare dell’olio extravergine di oliva), vitivinicolo (vini di qualità e a tutela di origine) e prodotti da agricoltura biologica. Il contributo ad Opson - sottolinea la nota del Nas - è stato fornito con l’esecuzione di 2.696 ispezioni che hanno determinato il sequestro di 1.867 tonnellate e 30 milioni di litri di alimenti vari risultati irregolari, per un valore approssimativo di oltre 60 milioni di euro. In particolare, nel corso dell’operazione sono state concluse varie indagini nei confronti di fenomeni criminosi operanti nella contraffazione di alimenti di qualità, con l’esecuzione di 24 ordinanze di custodia cautelare e di 109 decreti di perquisizione”.
Nel dettaglio, tra le altre cose, “il Nas di Udine ha condotto un’indagine, denominata “Puzzle”, relativa a un vasto fenomeno di produzione di vino Dop e Igp ottenuto da uve di varietà diverse da quelle consentite dal disciplinare o prodotte oltre le quantità massime autorizzate (110 persone, tra direttori, dipendenti e membri di un’azienda vinicola friulana, denunciate per falso, frode commerciale e contraffazioni di marchi) - prosegue il comunicato - il Nas di Firenze nell’indagine denominata “Surface” ha eseguito 3 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone ritenute responsabili di aver realizzato un circuito di vendita illegale dedito all’immissione sul mercato nazionale e internazionale di vino contraffatto, in quanto imbottigliato con etichette false riferite a vitigni pregiati”.
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A mettere a segno Bad Juice, invece, sono stati l’Ispettorato Centrale Repressione Frodi e i militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Pisa, sottolinea il Ministero delle Politiche Agricole. Le indagini hanno permesso di eseguire 9 ordinanze di custodia cautelare in carcere. L’operazione non solo ha bloccato oltre un 1,4 milioni di chili di prodotto falso bio, ma anche di falso prodotto “comunitario” che in realtà tale non era.
“Il nostro sistema di controlli è riconosciuto tra i migliori al mondo e, ancora una volta, lo abbiamo dimostrato. L’operazione dell’Icqrf, con la collaborazione della Guardia di Finanza, conferma la robustezza del nostro sistema e l’impegno del Ministero per la tutela dei consumatori e dei produttori italiani”, ha dichiarato in merito il Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio. Nei primi 4 mesi del 2019, rispetto al 2018, l’Icqrf ha incrementato del 15% i controlli sul Bio, con un incremento del 23% degli operatori controllati. A testimonianza di controlli ministeriali sempre più mirati ed efficienti, gli operatori irregolari sono passati dal 7,2% al 18,1%. Le contestazioni amministrative si sono più che quintuplicate, ma anche le diffide sono aumentate del 68%, a tutto vantaggio dei produttori che commettono meri errori formali.

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