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ECONOMIA AGRICOLA

Rapporto “I.T.A.L.I.A. 2019” by Symbola: agroalimentare italiano leader del commercio estero

Il settore dà lavoro a quasi 1 milione di persone, e l’Italia genera il 17,7% del valore aggiunto dell’intero sistema agricolo UE
agroalimentare, ERMETE REALACCI, I.T.A.L.I.A., SYMBOLA, Non Solo Vino
L’agricoltura italiana nel Rapporto Symbola “I.T.A.L.I.A. 2019”

Innovazione, Turismo, Agroalimentare, Territorio, Industria, Arte e Cultura: ecco i capisaldi dell’Italia che funziona, raccontati dal Rapporto “I.T.A.L.I.A. 2019 - Geografie del nuovo made in Italy acronimo e racconto dell’identità produttiva e sociale italiana”, realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere e Fondazione Edison con il sostegno di Intesa Sanpaolo e la partnership tecnica di Google, Ipsos Italia e di Si.Camera e il patrocinio dei Ministeri degli Affari Esteri e dell’Ambiente. Partendo dall’aspetto che più ci interessa, ossia l’agroalimentare, che si conferma come una delle eccellenze del Belpaese, e per capirne la rilevanza, i numeri sull’occupazione sono paradigmatici: in Europa, quasi 1 occupato su 10 è italiano: infatti nell’Unione Europea si contano 10 milioni di occupati e ben 917.000 sono localizzati in Italia. Tra le 5 grandi economie europee, l’Italia è al primo posto per numero di occupati. Al secondo posto si colloca la Spagna con 764.000 e al terzo la Francia con 752.000, mentre a maggiore distanza si posizionano la Germania con 617.000 e il Regno Unito con 388.000 unità.
L’Italia è il Paese con il maggior numero di riconoscimenti dell’Unione Europea per le specialità agroalimentari, e, in particolar modo, per i vini: più di 1 prodotto certificato su 4 è italiano (1 specialità alimentare su 5 e 1 vino su 3). I prodotti alimentari italiani a denominazione di origine e a indicazione geografica sono 299, di cui 167 Dop e 130 Igp a cui si aggiungono anche 2 Stg. Nel comparto del vino, l’Italia conta ben 526 riconoscimenti, di cui 408 Dop e 118 Igt.
In Italia è generato quasi un quinto del valore aggiunto dell’intero sistema agricolo dell’Unione Europea: su un totale stimato pari a 182,3 miliardi nel 2018, l’Italia contribuisce per il 17,7%, la Francia per il 17,6%, la Spagna per il 16,6%, la Germania per il 9,2% e il Regno Unito solo per il 5,9%. Peraltro, la leadership italiana origina da un trend di lungo corso. Nel periodo 2008-2018, l’Italia ha conquistato stabilmente il primo posto in Europa (a parte gli anni difficili 2010 e 2011) in quanto ha sempre superato la Francia, anche se a volte di stretta misura (fonte dati: Eurostat).
Il settore agroalimentare si contraddistingue, inoltre, per i suoi risultati straordinari nel commercio con l’estero e si conferma tra i comparti più vitali e dinamici. Le esportazioni di prodotti agroalimentari segnano un nuovo record nel 2018: 41,8 miliardi di euro. L’agroalimentare vale quasi un decimo (9%) di tutte le esportazioni italiane (463 miliardi). Le performance positive sono confermate nel lungo periodo: le esportazioni sono passate da 26,3 miliardi nel 2008 a 41,8 miliardi nel 2018, ovvero sono aumentate di circa 15,5 miliardi (+59%). La crescita è stata pressoché ininterrotta e particolarmente positivi sono i risultati degli ultimi anni (fonte: Istat).
“C’è un’Italia - commenta Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola - in grado di parlare al mondo con i suoi talenti, la sua creatività, il suo territorio, la sua bellezza. Capace con le sue energie migliori di affrontare a testa alta le sfide per il futuro a partire dalla crisi climatica, da un’economia più sostenibile e più a misura d’uomo. Una sfida essenziale anche per ridare forza all’Europa. Troppo spesso questo Paese non ha piena coscienza delle proprie potenzialità. Tanto che è una delle nazioni al mondo in cui è maggiore la forbice tra percezione interna, spesso negativa, e percezione esterna positiva e favorevole. Un’Italia che fa l’Italia può essere protagonista se trova una visione comune, se non lascia indietro nessuno, se non lascia solo nessuno”.
“Il Rapporto mette in luce un volto dell’Italia che non è conosciuto a sufficienza. L’export nazionale - sottolinea Giuseppe Tripoli, Segretario Generale di Unioncamere - è aumentato di quasi il 60% in 10 anni, passando da un saldo negativo ad un saldo positivo di 39 miliardi di euro. Il nostro Paese vanta quasi mille prodotti su 5mila ai primi posti nel mondo in termini di saldo commerciale. L’Italia ha un forte orientamento all’innovazione, attestato dalle sue 38.000 imprese manifatturiere innovatrici e dall’utilizzo di oltre 64.000 robot industriali. Ma è anche un Paese che sa far crescere le proprie tradizioni, come mostra il primato dell’agricoltura, soprattutto biologica, e che, di anno in anno, conferma la propria attrattività turistica, posizionandosi ai primi posti nel mondo grazie al crescente numero di pernottamenti di viaggiatori non europei (oltre 65 milioni di notti)”.

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