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IN TEMPI DI QUARANTENA

Il delivery si fa “iperlocale” e sbarca nei piccoli borghi: ecco #Iorestoacasa.delivery

Iniziativa gratuita di Ennevolte e Loud Digital Studio, che mette in contatto le piccole attività commerciali e i clienti
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Il delivery si fa “iperlocale” e sbarca nei piccoli borghi: ecco #Iorestoacasa.delivery

Questi lunghi giorni di emergenza sanitaria, imprevisti ed imprevedibili, fanno riflettere su tanti cose. Per esempio, l’importanza della filiera del cibo, dal campo alla tavola, oggi una priorità, in tempi normali lo stesso, ma percepita come qualcosa di ovvio, di scontato, con andare a fare la spesa che è quasi un fastidioso obbligo. Altro tema che torna al centro, è quello dell’importanza di centri agricoli e dei piccoli borghi. I primi fondamentali per tutti, i secondi, come ricordato più volte, tra gli altri, dal fondatore di Slow Food Carlo Petrini, la spina dorsale del Belpaese, realtà che coprono il 54% dell’Italia, pur accogliendo “solo” 10 milioni di abitanti, a causa di uno spopolamento brutale negli ultimi 30-40 anni. E se oggi le cronache di quarantena sono dominate, per esempio dalle lunghe file nei supermercati di città, le difficoltà per fare la spesa ci sono anche nelle realtà locali più piccole. Dove, spesso, a differenza dei grandi centri urbani, e nonostante lo sforzo dei piccoli negozi di prossimità, è quasi impossibile fruire di servizi come e-commerce e spesa a domicilio, anche per la difficoltà di far incontrare domanda e offerta.
Un problema a cui cercano di porre rimedio nell’emergenza Ennevolte, società che opera nel settore del welfare aziendale e Loud Digital Studio, strutturando un servizio che potrebbe rivelarsi vincente anche dopo. Ovvero, Iorestoacasa.delivery, “una piattaforma di servizio iperlocale, portale che vuole essere servizio a tutti coloro che in questo momento di emergenza sanitaria sono costretti a restare a casa e i negozi di vicinato; un punto di incontro tra coloro che non possono lasciare la propria dimora e quanti si offrono di recapitare la spesa, il tutto gratuitamente”.
“È una rete che vuole attraversare tutta Italia valorizzando in un’ottica locale l’offerta che c’è nella propria città di residenza o nelle immediate vicinanze. Con un unico scopo: dare risalto al bene comune perché, in questo momento, il bene di tutti è restare a casa, limitare al minimo gli spostamenti per limitare con ogni forma e mezzo il rischio di contagio”, spiega Corrado Tonello, ideatore dell’iniziativa e Ceo di Ennevolte.
“L’idea è nata da una chat tra vicini di casa che si scambiavano informazioni sui negozi aperti della zona. Da qui, è derivata la necessità di diffondere queste informazioni: questo vale per quanti possono uscire a fare la spesa, ma soprattutto per le persone più fragili che sono costrette in casa oppure quante hanno il timore di uscire o sono terrorizzate dal mettersi in coda”.A fronte di un bisogno al quale anche la grande distribuzione più strutturata non riesce più a dare risposte in tempi brevi, l’attenzione si è rivolta necessariamente a quella rete di piccoli negozi che continuano a dare il loro servizio, ma che spesso, non sono conosciuti. “Sono spesso l’ossatura di un quartiere o di un piccolo paese. Sono le attività che, soprattutto in questo momento di difficoltà, continuano a garantire un servizio e nel loro piccolo proseguono nel dare delle risposte concrete alle esigenze della popolazione”, prosegue Tonello. Dal panettiere al fruttivendolo, dal minimarket al macellaio fino alla farmacia, in molti si sono messi a disposizione dei loro concittadini per portare a casa i necessario. “Quello che mancava era una rete dove inserire tutte queste iniziative”, sottolinea. “Nei piccoli centri spesso non si trovano tutti i beni di cui si ha necessità, occorre guardare al paese vicino. Ma questo diventava difficile. Con www.iorestoacasa.delivery cerchiamo di fare questo: un portale di servizio dove è possibile fare un ricerca per codice di avviamento postale e scoprire facilmente tutte le opportunità offerte dai negozi vicini”.L’iniziativa è all’inizio, ma punta a decollare su scala nazionale. Registrarsi è semplice e soprattutto gratuito. Ogni negoziante inserisce la sua tipologia merceologica, la propria sede e un recapito telefonico per essere contattato. Il contatto tra domanda e offerta è lasciato interamente agli utilizzatori del portale. “Non ci sono commissioni e non ci sono transazioni di denaro attraverso il portale; l’unico nostro interesse è dare alle persone che hanno delle necessità le risposte più vicine a casa”.
Nell’ottica di rete, più realtà ci sono e più opportunità potranno essere offerte. Per questo, i Comuni, le circoscrizioni e i gruppi di vicinato che hanno dato vita a elenchi di negozi disposti a portare a casa la spesa sono invitati a popolare il sito con le informazioni in loro possesso così da ampliare il più possibile il servizio offerto. “Con il contributo di tutti, uscire da questa complessa - quanto difficile - situazione potrà essere più facile. L’invito è quindi a iscriversi e iscrivere i negozi della propria città sul portale per farne una grande rete di servizio locale”.

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